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Scoperta associazione tra placca coronarica e malattia epatica

I ricercatori, utilizzando l’angiografia coronarica con tomografia computerizzata (CCTA), hanno trovato una stretta associazione tra alto rischio di placca coronarica e una malattia epatica comune.

Lo studio, pubblicato online sulla rivista Radiology, ha scoperto che un singolo esame di tomografia computerizzata (TC) è in grado di rilevare entrambe le condizioni.

Precedenti ricerche hanno dimostrato che la CCTA è in grado di rilevare l’alto rischio di placca coronarica. Per il nuovo studio, i ricercatori hanno esaminato le associazioni tra il rischio di placca coronarica e la malattia del fegato grasso non-alcolica (NAFLD), una condizione caratterizzata da anomalie della funzione epatica che non sono associate al consumo eccessivo di alcol. NAFLD è la malattia del fegato più comune, con una prevalenza stimata del 20 / 30 per cento nella popolazione generale.

“Come è noto l’aterosclerosi è legata all’ infiammazione e partendo da questo dato, abbiamo cercato un’associazione tra il rischio di placche coronariche e altre condizioni infiammatorie sistemiche come la NAFLD”, ha spiegato l’autore principale dello studio, Stefan B. Puchner, MD,del  Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School di Boston oltre che  dell’Università di Medicina di Vienna. “È interessante notare che entrambe le patologie possono essere rilevate in un unico esame TC”.

I ricercatori hanno osservato i pazienti provenienti da un ampio studio incentrato sull’uso di CCTA in persone che si erano recate al pronto soccorso con dolore toracico acuto. I pazienti sono stati sottoposti sia a CT non-enhanced per valutare il calcio coronarico, un marker di aterosclerosi, che a CCTA con mezzo di contrasto. I ricercatori hanno valutato le immagini CCTA per i individuare i segni di placche ad alto rischio.

Nel complesso, 182 dei 445 pazienti dello studio, ossia il 40,9 per cento, sono risultati affetti da NAFLD. L’alto rischio di placca coronarica è stato osservato nel 59,3 per cento dei pazienti con NAFLD, rispetto a solo il 19 per cento di pazienti non affetti dalla NAFLD. L’associazione tra NAFLD e alto rischio di placca coronarica persisteva anche dopo aggiustamento per l’estensione e gravità dell’aterosclerosi coronarica e fattori di rischio tradizionali.

I risultati suggeriscono che alto rischio di placca arteriosa e NAFLD sono entrambi parte dello stesso processo di malattia sistemica, la sindrome metabolica.

Inoltre, la valutazione supplementare di NAFLD con la TC potrebbe migliorare la stratificazione del rischio dei pazienti con sospetta malattia coronarica, poichè i risultati dello studio mostrano che la presenza di NAFLD è associata ad alto rischio coronarico indipendentemente dai fattori di rischio tradizionali e la gravità della coronaropatia.

I ricercatori sperano di saperne di più sul perché la NAFLD è così diffusa tra le persone ad alto rischio di aterosclerosi coronarica. Una teoria prevalente è che entrambe le condizioni sono una conseguenza di infiammazione sistemica, uno stato infiammatorio che colpisce più organi e può portare a condizioni pericolose per la vita.

“L’obiettivo sarà quello di approfondire e capire, con l’aiuto della CCTA, l’interazione tra aterosclerosi avanzata e NAFLD, come parte di una condizione infiammatoria sistemica complessa”, ha detto il dottor Puchner.

Fonte http://www.eurekalert.org/pub_releases/2014-11/rson-sfa102814.php

 

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