Un antiossidante artificiale è 100 volte superiore alla vitamina E

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Immagine: Gino DiLabio, Professore e capo del Dipartimento di Chimica della UBC Okanagan. Credit: UBC Okanagan.

Uno studio dimostra che TEMPO, un noto antiossidante artificiale, è cento volte superiore alla vitamina E.

Gli antiossidanti di origine naturale sono diventati l’ingrediente di salute da cercare nel cibo. Ma i ricercatori della UBC Okanagan e dell’Università di Bologna hanno scoperto che TEMPO – un noto antiossidante artificiale – è fino a 100 volte più potente del meglio della natura e potrebbe aiutare a contrastare qualsiasi cosa, dai danni alla pelle alla malattia di Alzheimer.

“I radicali liberi sono molecole altamente reattive che sono naturalmente presenti nel corpo e vengono create durante i normali processi naturali come la respirazione”, dice il Professore di chimica UBC Okanagan Gino Di Labio e coautore dello studio.

“I radicali liberi sono una parte naturale del metabolismo umano, ma quando i nostri corpi ne hanno troppi, come quando siamo esposti alle radiazioni UV del sole, quando fumiamo, o anche quando beviamo alcolici, può crearsi un problema” dice Di Labio. “Queste molecole estremamente reattive possono danneggiare le cellule o il DNA e possono contribuire a molte malattie diverse, come l’Alzheimer e alcuni ricercatori pensano che potrebbero persino essere responsabili dell’invecchiamento“.

( Vedi anche:Nuovo antiossidante ringiovanisce i vasi sanguigni).

Anche se il corpo ha già le sue difese chimiche contro i radicali liberi attraverso la vitamina C e la vitamina E, Di Labio e i suoi colleghi volevano verificare gli effetti dell’antiossidante artificiale.

Per esplorare l’idea, i ricercatori hanno usato un ambiente cellulare creato per testare quanto fosse efficace TEMPO nel convertire i radicali liberi in molecole non nocive rispetto alla vitamina E.

“Siamo rimasti sorpresi nell’apprendere che TEMPO era fino a 100 volte più veloce nella conversione dei radicali liberi della vitamina E in ambienti grassi”, afferma Di Labio. “Ciò significa che potrebbe essere un mezzo particolarmente efficace per proteggere i tessuti della pelle o anche le pareti delle cellule dai  danni dei radicali.”

Di Labio dice che lo studio potrebbe portare allo sviluppo di una terapia farmaceutica per aiutare a prevenire i danni dei radicali liberi.

“Le possibilità sono molto eccitanti. Questo studio potrebbe portare allo sviluppo di una crema topica per proteggere la pelle dopo l’esposizione al sole o anche di una pillola che potrebbe proteggere i neuroni da danneggiamenti“.

Fonte: JACS

 

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