Composto derivato dall’aglio potrebbe contribuire a migliorare la forza muscolare durante l’invecchiamento

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Aglioimmagine credit public domain.

Un composto derivato da un comune ingrediente da cucina, l’aglio invecchiato, può contribuire a sostenere la salute muscolare durante l’invecchiamento? Un nuovo studio suggerisce di sì.

Lo studio rivela che la S-1-propenil-L-cisteina (S1PC), un composto bioattivo presente nell’estratto di aglio invecchiato, mostra potenziali effetti anti-invecchiamento. La S1PC promuove la comunicazione interorganica tra il tessuto adiposo e il cervello, migliorando in definitiva la forza muscolare e suggerendo il suo potenziale nel contrastare la fragilità muscolare negli individui anziani.

Un team di ricercatori giapponesi, composto dall’Institute for Research on Productive Aging (IRPA) di Tokyo, un’organizzazione di ricerca sull’invecchiamento senza scopo di lucro fondata nel 2019 e da Wakunaga Pharmaceutical, Co., Ltd. di Hiroshima, azienda leader a livello mondiale nella produzione di estratti di aglio invecchiato, ha scoperto come il composto S1PC agisce nell’organismo influenzando la funzione muscolare durante l’invecchiamento.

Questo studio è stato pubblicato online sulla rivista Cell Metabolism il 7 maggio 2026.

Durante la mia esperienza clinica come fisioterapista, mi capitava spesso di vedere gli anziani perdere funzionalità fisica e vitalità semplicemente perché non presentavano patologie specifiche che richiedessero cure mediche. Questa lacuna nell’assistenza preventiva ha motivato la mia ricerca “, afferma il Dott. Kiyoshi Yoshioka, uno dei primi autori di questo studio. ” Ci auguriamo che i nostri risultati possano contribuire a migliorare la forma fisica e la forza muscolare negli anziani semplicemente integrando un nutraceutico nella dieta quotidiana“.

La ricerca sull’invecchiamento ha acquisito grande importanza a causa del crescente invecchiamento della popolazione mondiale e del maggiore onere sanitario associato all’aumento della fragilità muscolare negli anziani. I farmaci che migliorano le condizioni di salute legate all’età sono costosi e insostenibili a lungo termine. D’altra parte, le diete salutari attualmente esistenti mancano di un supporto scientifico basato su prove concrete. Per colmare questa lacuna, il team di ricerca dell’IRPA e di Wakunaga si è proposto di identificare e sviluppare interventi anti-invecchiamento basati su prove scientifiche, studiando i composti naturali presenti nell’estratto di aglio invecchiato (AGE).

Hanno studiato l’S1PC, un composto naturale derivato dagli AGE (prodotti finali della glicazione avanzata), e hanno scoperto che attiva l’enzima chinasi epatica B1 (LKB1), un regolatore chiave del metabolismo cellulare. In particolare, l’S1PC potenzia la formazione di un complesso proteico che coinvolge LKB1, il quale porta all’attivazione della via SIRT1, che promuove la secrezione di NAMPT extracellulare (eNAMPT) dal tessuto adiposo. L’enzima eNAMPT è fondamentale per la sintesi di NAD +, una piccola molecola essenziale coinvolta nella protezione cellulare, nella riparazione del DNA e nella produzione di energia.

Anziché agire direttamente sul muscolo, l’eNAMPT presente nelle vescicole extracellulari (eNAMPT-EV) rilasciate dal tessuto adiposo viaggia attraverso il flusso sanguigno e agisce sull’ipotalamo, un centro di regolazione chiave nel cervello. Questa interazione è associata a un aumento della segnalazione del sistema nervoso simpatico, che contribuisce a migliorare la funzione muscolare. I risultati rivelano una nuova via di comunicazione che collega il tessuto adiposo, il cervello e il muscolo scheletrico, offrendo nuove prospettive su come potrebbe essere regolato il declino funzionale legato all’invecchiamento.

I benefici funzionali di S1PC sono stati ulteriormente valutati in topi anziani. La somministrazione a lungo termine di S1PC ha ridotto i punteggi di fragilità, aumentato la forza muscolare scheletrica e ripristinato la temperatura corporea centrale. In particolare, uno studio sull’uomo ha dimostrato che S1PC aumenta i livelli di eNAMPT in circolo, soprattutto negli individui con sufficiente tessuto adiposo. La scoperta che l’effetto distinto di S1PC sulla secrezione di eNAMPT-EV è conservato tra cellule, topi e esseri umani ha implicazioni significative per l’utilizzo di S1PC come potenziale intervento anti-invecchiamento nell’uomo.

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Sottolineando l’importanza dei risultati ottenuti, il Dott. Shin-ichiro Imai, Presidente dell’IRPA, ha dichiarato: ” I nostri risultati rivelano una funzione finora sconosciuta e unica di S1PC nell’attivazione di LKB1 e nella promozione di una comunicazione inter-organo che contrasta la fragilità muscolare. Prevediamo che S1PC possa avere un effetto anti-invecchiamento più ampio, che merita ulteriori approfondimenti“.

S1PC rappresenta un potenziale approccio nutraceutico per contrastare il declino muscolare legato all’età e potrebbe integrare altri approcci, come i composti che aumentano i livelli di NAD⁺. Essendo un componente della medicina tradizionale, l’AGE viene consumato da generazioni senza segnalazioni di eventi avversi, il che suggerisce un profilo di sicurezza favorevole per S1PC. Condividendo la sua visione futura, il Dott. Imai spiega: ” Siamo riusciti ad ampliare la nostra attuale comprensione di come i diversi organi coordinano le risposte durante l’invecchiamento. Ulteriori ricerche sono necessarie per determinare i miglioramenti nella funzione muscolare negli esseri umani e per valutare gli effetti a lungo termine di S1PC. Anche la presenza e il possibile ruolo di LKB1 nel cervello necessitano di essere valutati“.

Rivelando in che modo la proteina S1PC influenza la funzione muscolare, questa ricerca apre nuove prospettive per la comprensione e la potenziale risoluzione della sfida globale del declino legato all’età.

Questa ricerca sarà presentata anche al convegno FASEB SRC su “NAD + Metabolismo e Segnalazione”, che si terrà dal 7 all’11 giugno a Melbourne, in Florida, Stati Uniti.

 

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