Svelato il meccanismo anti-invecchiamento della metformina

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Metformina-immagine: Meccanismi chiave dell’invecchiamento. Credit MDPI

L’invecchiamento rappresenta un fenomeno biologico complesso, caratterizzato dal progressivo deterioramento delle funzioni fisiologiche nel tempo, dalla ridotta resilienza e dall’aumentata vulnerabilità alle malattie legate all’età, culminando infine nella mortalità. Recenti ricerche hanno svelato diversi meccanismi molecolari attraverso i quali la metformina estende i suoi benefici oltre il controllo glicemico, presentandosi come un intervento promettente contro l’invecchiamento.

Questa revisione approfondisce le proprietà anti-invecchiamento della metformina, evidenziandone il ruolo nella modulazione dell’energia mitocondriale, nell’attivazione della via di segnalazione AMPK-mTOR, nella stimolazione dell’autofagia e nell’attenuazione dell’infiammazione legata all’invecchiamento cellulare. Inoltre, si discute della sua influenza sulle modificazioni epigenetiche che sono alla base della stabilità genomica e dell’omeostasi cellulare.

Viene anche esplorato il potenziale della metformina nel trattamento dei disturbi associati all’età, tra cui malattie metaboliche, cardiovascolari e neurodegenerative. Lo studio Targeting Aging with Metformin (TAME) si propone di fornire prove chiave sulla sua efficacia nel ritardare l’invecchiamento nell’uomo.

Nonostante questi risultati promettenti, permangono sfide significative per ottenere una comprensione più completa dei suoi meccanismi sottostanti, determinare le strategie di dosaggio ottimali e valutare la sicurezza a lungo termine nelle popolazioni non diabetiche. Affrontare queste sfide è fondamentale per realizzare appieno il potenziale della metformina come terapia anti-invecchiamento.

La metformina, un farmaco popolare utilizzato per trattare il diabete mellito di tipo 2 (T2DM), ha dimostrato un potenziale significativo che va oltre il controllo glicemico. Prove emergenti suggeriscono che la metformina può modulare processi chiave legati all’invecchiamento, tra cui la regolazione energetica, l’infiammazione e l’autofagia, ritardando così l’invecchiamento e mitigando le ARD. Studi che utilizzano diversi modelli cellulari e animali hanno supportato i suoi effetti anti-invecchiamento.

Dato il suo potenziale di prolungare la durata della vita e migliorare gli esiti di salute, la metformina è al centro del primo importante studio clinico per interventi anti-invecchiamento: l’iniziativa Targeting Aging with Metformin (TAME). Lo studio rappresenta un passo critico verso il riconoscimento dell’invecchiamento come bersaglio terapeutico e l’esplorazione della metformina come intervento fondamentale per prolungare la durata della vita in salute.

Questa rassegna esamina il ruolo della metformina nell’elucidare i meccanismi molecolari dell’invecchiamento e nel promuovere i progressi clinici nella medicina anti-invecchiamento. Sottolinea l’urgente necessità di nuovi interventi che promuovano un invecchiamento sano, affrontando al contempo sfide quali il dosaggio, la sicurezza e l’efficacia in diverse popolazioni.

Funzione mitocondriale e regolazione del metabolismo energetico

La metformina agisce sui mitocondri sopprimendo parzialmente il complesso I della catena di trasporto degli elettroni, con conseguente aumento del rapporto AMP/ATP. Ciò innesca l’attivazione della proteina chinasi attivata da AMP (AMPK), che ripristina l’equilibrio energetico e promuove la salute mitocondriale. Migliorando l’efficienza mitocondriale, la metformina riduce la produzione di ROS e aumenta la resilienza cellulare contro lo stress ossidativo, un segno distintivo dell’invecchiamento.

Inibizione dell’infiammazione e della senescenza cellulare

Un segno distintivo dell’invecchiamento è l’infiammazione cronica pervasiva. Il fenotipo secretorio delle cellule senescenti promuove la produzione di un insieme di fattori bioattivi tra cui citochine, fattori di crescita, chemiochine ed enzimi che degradano la matrice.

Allo stesso tempo, l’infiammazione persistente accelera la senescenza delle cellule immunitarie, diminuendo le capacità immunologiche e ostacolando la rimozione delle cellule senescenti e dei mediatori infiammatori, perpetuando così il ciclo di infiammazione e invecchiamento. Di conseguenza, l’infiammazione è sempre più riconosciuta come un fattore intrinseco dell’invecchiamento, suggerendo che la sua riduzione potrebbe rappresentare un efficace intervento anti-invecchiamento.

Come accennato in precedenza, la metformina esercita i suoi effetti antinfiammatori attraverso molteplici vie, in particolare attraverso la regolazione di AMPK/fattore nucleare-κB (NF-κB), AMPK/mTOR e ROS. I meccanismi antinfiammatori della metformina la rendono un farmaco candidato ideale per il trattamento delle malattie infiammatorie e per ritardare i processi di invecchiamento correlati all’infiammazione.

Regolazione epigenetica

I fattori epigenetici orchestrano la complessa rete regolatoria alla base dei disturbi infiammatori modellando i modelli di espressione genica senza alterare la sequenza del DNA. Queste modifiche influenzano le attività cellulari fondamentali, inclusa la senescenza, svolgendo quindi un ruolo cruciale nel legame tra invecchiamento e infiammazione cronica. Infatti, la riprogrammazione epigenetica e la senescenza cellulare rappresentano due caratteristiche chiave dell’invecchiamento fisiologico, offrendo potenziali bersagli terapeutici per mitigare le malattie associate all’età, preservare la capacità funzionale e ottimizzare la durata della vita in salute. Prove emergenti suggeriscono che la metformina esercita effetti anti-invecchiamento influenzando sia le attività trascrizionali che post-trascrizionali attraverso vari meccanismi epigenetici.

Leggi anche:Perché la metformina è importante anche al di là del diabete

Effetti anti-invecchiamento sistemici della metformina

La metformina ha dimostrato la sua efficacia non solo nel trattamento del diabete, ma anche in molte patologie legate all’invecchiamento, tra cui la salute metabolica e il mantenimento dell’omeostasi glucolipidica, le malattie cardiovascolari, le malattie neurodegenerative e l’oncologia. I meccanismi attraverso i quali contrasta l’invecchiamento e le malattie correlate all’età sono illustrati nella Figura 2.
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Figura 2. Meccanismi attraverso i quali la metformina agisce sull’invecchiamento e sulle malattie correlate all’età.
La metformina attenua l’invecchiamento e le malattie correlate all’età agendo sui segni distintivi dell’invecchiamento attraverso molteplici vie di segnalazione:
(1)
Il danno mitocondriale porta a disfunzione mitocondriale, stress ossidativo e infiammazione. Una diminuzione della respirazione mitocondriale aumenta il rapporto AMP/ATP, attivando l’AMPK, che a sua volta blocca la produzione di ROS mitocondriali e riduce il dominio pirina contenente la famiglia di recettori NOD-like 3 (NLRP3) e l’infiammazione. La metformina regola positivamente SIRT3, ritardando l’invecchiamento;
(2)
La metformina migliora la stabilità di TET2, prevenendo la metilazione aberrante che causa instabilità genomica negli anziani. Attraverso il metabolismo mitocondriale a un carbonio e l’asse H19/S-adenosilomocisteina idrolasi, la metformina promuove la metilazione globale del DNA e regola l’espressione genica epigenetica per supportare la salute. Inoltre, la metformina riduce H3K27me3 e inibisce il cancro ovarico;
(3)
La metformina rileva i rapporti ATP/AMP intracellulari, attivando l’AMPK e inibendo le vie mTOR per ritardare l’invecchiamento. Induce l’inibizione di mTOR e l’attivazione di PI3K/AKT, con conseguente defosforilazione di ULK1, induzione dell’autofagia e mitigazione dell’invecchiamento;
(4)
La metformina influenza il metabolismo energetico e l’invecchiamento principalmente attraverso le vie di segnalazione mediate da IGF, mTORC1, AMPK e SIRT. Diminuisce i livelli di IGF-1, inibendo così la fosforilazione di IRS-1/2 e le vie di segnalazione PI3K/AKT/mTOR. Inoltre, la metformina regola positivamente la segnalazione IRS/PI3K/AKT, alleviando l’invecchiamento;
(5)
La metformina inibisce la segnalazione NF-κB indotta da fattori pro-infiammatori;
(6)
Le cellule senescenti producono fattori SASP, che contribuiscono al processo di invecchiamento. La metformina riduce la fosforilazione di NLRC4, inibendo la senescenza dei macrofagi.
Gli ultimi progressi nella ricerca preclinica e nelle sperimentazioni cliniche
Numerosi esperimenti su animali, test clinici e ricerche osservazionali hanno dimostrato la notevole efficacia della metformina come agente terapeutico geriatrico. Gli effetti positivi della metformina sul metabolismo energetico e sull’invecchiamento sono attribuiti alla sua azione diretta su questi sensori energetici chiave. Inoltre, studi epidemiologici sull’uomo suggeriscono un legame tra il trattamento con metformina e la ridotta incidenza del cancro. Ciò indica che la metformina riduce efficacemente le malattie legate all’invecchiamento e ne ritarda il processo, sebbene i suoi meccanismi sottostanti rimangano ancora da chiarire.
Fonte: MDPI
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