HomeSaluteNuove intuizioni sul metabolismo del colesterolo e altri lipidi

Nuove intuizioni sul metabolismo del colesterolo e altri lipidi

Con l’aiuto di cristallografia a raggi X, i ricercatori dell’Università del Michigan hanno rivelato le strutture di due enzimi strettamente correlati che svolgono un ruolo essenziale nella capacità dell’organismo di metabolizzare i lipidi in eccesso, compreso il colesterolo.

I ricercatori del Laboratorio dell’ UM Life Sciences Institute sono riusciti ad ottenere un’immagine ad alta risoluzione della struttura atomica del lisosomiale fosfolipasi A2 che è conosciuto come LPLA2 e un’immagine a bassa risoluzione della struttura di lecitina-colesterolo Aciltransferasi noto come LCAT, due enzimi con molte somiglianze che svolgono diverse funzioni all’interno del corpo.

La possibilità di vedere per la prima volta le strutture di questi due enzimi, ha offerto agli scienziati una migliore comprensione del ruolo che essi svolgono nell’aiutare il corpo a scomporre ed eliminare il colesterolo ed altri lipidi.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati il 2 marzo sulla rivista Nature Communications.

Nelle persone sane LCAT facilita la rimozione del colesterolo dal corpo, ma esso non funziona corettamente nelle persone affette da malattie genetiche, causando placche che ostruiscono i vasi sanguigni del cuore, reni e cornee.

Nel frattempo LPLA2 aiuta il corpo ad abbattere i lipidi in eccesso. Gli effetti collaterali di alcuni farmaci conducono alla inibizione di  LPLA2 che a sua volta porta ad un accumulo dei lipidi all’interno delle cellule. Studi recenti suggeriscono che LPLA2 può anche svolgere un ruolo nel Lupus, una malattia autoimmune cronica.

” Le strutture  degli enzimi rivelano come il meccanismo catalitico è organizzato e come essi interagiscono con le membrane e particelle HDL”, ha detto Alisa Glukhova, professore di Biologia chimica presso la Monash University di Melbourne, in Australia.

” Conoscendo l’architettura di questi enzimi chiave, siamo in grado di capire meglio come più di 55 mutazioni note di LCAT portano a disfunzioni e malattie”, ha aggiunto l’autore senior dello studio John Tesmer, professore di Chimica Biologica e Farmacologia presso la UM. ” Queste strutture suggeriscono anche approcci migliori per trattare la carenza LCAT”.

I ricercatori stanno ora lavorando su come ottenere una immagine ad alta risoluzione della struttura LCAT, per una migliore comprensione del suo funzionamento.

Fonte http://www.eurekalert.org/pub_releases/2015-03/uom-nvo022515.php

 

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