Non tutti gli antistaminici sono uguali e alcuni potrebbero avere un impatto sul cervello maggiore di quanto si pensi

antihistamine

Antistaminici-immagine Fonte: Castorly Stock da Pexels

Milioni di persone assumono antistaminici per le allergie, ma alcuni di questi farmaci possono causare sonnolenza, rallentare i riflessi e compromettere la concentrazione. Altri, invece, hanno molte meno probabilità di provocare questi effetti collaterali. Conoscere la differenza può aiutarti a scegliere un trattamento antiallergico che non interferisca con la tua giornata.

Gli antistaminici agiscono bloccando l’istamina, una sostanza chimica rilasciata dal sistema immunitario durante una reazione allergica. L’istamina è responsabile di molti sintomi comuni delle allergie, tra cui prurito, starnuti, lacrimazione e naso che cola.

I primi antistaminici furono sviluppati negli anni ’40. Farmaci come la clorfeniramina, la difenidramina e la prometazina sono noti come antistaminici di prima generazione e sono ancora ampiamente disponibili in medicinali per le allergie, rimedi per il raffreddore e sonniferi.

Negli anni ’80 e ’90 sono stati introdotti nuovi antistaminici come la loratadina, la cetirizina e la fexofenadina. Noti come antistaminici di seconda generazione, sono stati progettati per causare meno effetti collaterali, in particolare sonnolenza.

Il motivo per cui alcuni antistaminici causano sonnolenza mentre altri no risiede in ciò che accade nel cervello. Gli antistaminici di vecchia generazione possono attraversare facilmente la barriera emato-encefalica, che contribuisce a controllare ciò che entra nel cervello dal flusso sanguigno. Lì, bloccano i recettori dell’istamina che aiutano a mantenere la vigilanza e la veglia.

Studi di neuroimaging dimostrano che gli antistaminici più vecchi bloccano un numero maggiore di recettori dell’istamina nel cervello rispetto a quelli più recenti. Ciò è correlato a un maggior rischio di sonnolenza, tempi di reazione più lenti e difficoltà di concentrazione.

Gli antistaminici di nuova generazione hanno generalmente un effetto minore sul cervello, sebbene vi siano differenze tra i vari farmaci. Uno studio ha rilevato che la fexofenadina occupa circa il 2% dei recettori dell’istamina nel cervello, rispetto al 24% della cetirizina (un farmaco di seconda generazione) e al 50-60% della clorfeniramina. Questo aiuta a spiegare perché alcuni antistaminici “non sonnolenti” possono comunque causare sonnolenza in alcune persone.

I ricercatori riconoscono sempre più che gli antistaminici non si dividono nettamente in due gruppi: quelli che causano sonnolenza e quelli che non la causano. È più corretto considerarli come appartenenti a uno spettro.

Alcuni antistaminici più vecchi hanno un forte effetto sulla vigilanza; alcuni farmaci più recenti hanno un effetto lieve e altri hanno un effetto minimo sul cervello. Ecco perché due farmaci che trattano gli stessi sintomi allergici possono avere effetti molto diversi.

Alcune persone trovano utili gli effetti sedativi. La difenidramina, ad esempio, è presente in diversi sonniferi da banco. Ma la sonnolenza non è sempre innocua.

Gli antistaminici possono influenzare l’attenzione, la memoria, la coordinazione e i tempi di reazione. Questo può rendere attività come guidare o utilizzare macchinari meno sicure. Potresti non renderti conto di quanto ne risenti: anche se ti senti solo leggermente stanco, le tue reazioni potrebbero essere più lente e la tua concentrazione più scarsa.

Per chi necessita di un trattamento regolare per le allergie, si raccomandano generalmente gli antistaminici di nuova generazione perché hanno meno probabilità di causare sonnolenza. Alcuni antistaminici di seconda generazione, in particolare la cetirizina, possono ancora provocare sonnolenza in alcune persone, sebbene l’effetto sia solitamente meno pronunciato rispetto ai farmaci più vecchi.

Non è l’unica preoccupazione

La sonnolenza non è l’unico problema legato agli antistaminici di vecchia generazione. Molti di essi agiscono anche su un altro neurotrasmettitore dell’organismo, manifestando i cosiddetti effetti anticolinergici.

Oltre a bloccare l’istamina, questi farmaci bloccano anche l’acetilcolina, un neurotrasmettitore che aiuta il cervello a controllare la memoria, l’apprendimento e l’attenzione. Svolge inoltre un ruolo in altre funzioni in tutto il corpo.

Gli antistaminici di nuova generazione agiscono in modo più specifico sui recettori dell’istamina coinvolti nei sintomi allergici e hanno effetti più deboli sull’acetilcolina. Inoltre, hanno meno probabilità di raggiungere il cervello. Di conseguenza, generalmente causano meno effetti indesiderati rispetto agli antistaminici di vecchia generazione.

A breve termine, i farmaci con effetti anticolinergici possono causare secchezza delle fauci, visione offuscata, stitichezza, vertigini e confusione. Questi effetti possono essere più gravi nelle persone anziane e possono aumentare il rischio di cadute, con conseguente maggiore probabilità di ricoveri ospedalieri e perdita della capacità di vivere in modo indipendente.

la raccomandazione Gli scienziati hanno anche studiato se i farmaci con effetti anticolinergici, inclusi gli antistaminici di prima generazione, potessero influenzare la salute del cervello. La ricerca non ha dimostrato come questi farmaci causino direttamente la demenza. Tuttavia, i risultati hanno rafforzato la raccomandazione di evitare l’uso non necessario di farmaci anticolinergici, soprattutto nelle persone anziane.

Leggi anche: Gli antistaminici possono aiutare i pazienti con melanoma maligno

Perché gli antistaminici più vecchi sono ancora in commercio?

Nonostante queste preoccupazioni, gli antistaminici più vecchi rimangono ampiamente disponibili. Molte persone acquistano gli stessi farmaci che usano da anni. Altri ne apprezzano l’effetto sedativo, soprattutto quando sintomi come prurito o raffreddore da fieno interferiscono con il sonno.

Gli antistaminici di vecchia generazione possono ancora essere utili per il trattamento delle allergie. Tuttavia, chi guida, chi ha bisogno di concentrarsi sullo studio o chi assume diversi altri farmaci potrebbe trarre maggiore beneficio da un’opzione che ha meno probabilità di causare sonnolenza.

Prima di scegliere una compressa per le allergie, verifica quale antistaminico contiene. I farmaci che trattano gli stessi sintomi possono avere effetti molto diversi sul livello di attenzione, quindi la scelta giusta può fare la differenza nella tua giornata.

Fonte:The Conversation

To top