HomeSaluteMalattia del fegato: sviluppato nuovo test per la diagnosi precoce

Malattia del fegato: sviluppato nuovo test per la diagnosi precoce

Un nuovo test  detto “semaforo”, messo a punto dal Dott.Nick Sheron e colleghi presso l’Università di Southampton e Southampton Hospital, potrebbe  essere utilizzato in medicina di base per diagnosi precoce della fibrosi epatica o cirrosi. La malattia del fegato si sviluppa in silenzio, senza sintomi e molte persone non sanno di essere affette affette da insufficienza epatica se non quando è troppo tardi. Un semplice test, disponibile nelle cure primarie , è in grado di diagnosticare precocemente la malattia e salvare diverse vite umane. Si chiama Traffic Southampton Luce (STL) ed i suoi dettagli saranno pubblicati nel numero di Settembre 2012, della rivista British Journal of General Practice. Esso combina diversi test e marcatori clinici ed in base ad un punteggio indica le probabilità del paziente di sviluppare fibrosi epatica o cirrosi. Il risultato del test è disponibile in tre colori: rosso che significa che il paziente ha cicatrizzazioni del fegato (Fibrosi) e può anche sviluppare la cirrosi epatica, verde che indica che il paziente ha un fegato sano e ambra che indica che ci sono 50 su 50 possibilità di cicatrici nel fegato, con forte rischio di morte  nei prossimi 5 anni, se lo stesso non modifica lo stile di vita ( smettere di bere alcolici). Per testare i test, sono stati arruolati più di 1000 pazienti, seguiti per diversi anni al fine di valutare l’accuratezza del test e prevedere se hanno probabilità di sviluppare malattia epatica. Il test si è rivelato esatto, nella malattia epatica grave e anche se non sostituisce il giudizio clinico o altri test di funzionalità epatica, si dimostra uno strumento oggettivo per valutare con precisione, la potenziale gravità della fibrosi epatica, in persone ad alto rischio come forti bevitori, pazienti con diabete di tipo II o persone obese. Questo test per la cicatrizzazione del fegato, non è un test di screening universale, ma se rivolto a persone con sospetto di malattia epatica, dovrebbe tradursi in approccio più  razionale per ulteriori indagini.

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