Acidi carbossilici Omega-3 riducono la ipertriglicideremia grave

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Secondo una nuova ricerca pubblicata online sul “Journal of Clinical Lipidology”, una dose intermedia – 2 g al giorno – di acidi carbossilici Omega-3 (OM3-CA) riduce significativamente le concentrazioni di trigliceridi (TG) e colesterolo legato a lipoproteine non ad alta densità (non-HDL-C) in pazienti con grave ipertrigliceridemia (SHTG) e può portare beneficio a individui a rischio di pancreatite acuta e malattie cardiovascolari.

I pazienti adulti con grave ipertrigliceridemia (SHTG) hanno un rischio maggiore di sviluppare la pancreatite acuta e le malattie cardiovascolari. Gli acidi carbossilici Omega-3 (OM3-CA) sono approvati per il trattamento, in aggiunta alla dieta, e per ridurre le concentrazioni di trigliceridi (TG) nei pazienti con SHTG.

“Gli acidi grassi Omega-3 diminuiscono i livelli di TG sierico riducendo il numero di lipoproteine trasportatrici di TG, in conseguenza di una ridotta produzione epatica di colesterolo legato alle lipoproteine a densità molto bassa (VLDL-C)” spiegano gli autori, coordinati da Michael H. Daidson, dell’University of Chicago Medical Center, Chicago (USA).

«I pazienti adulti con SHTG hanno un rischio maggiore di sviluppare pancreatite acuta (in particolare quando i livelli di TG superano la soglia di 885 mg/dL [10 mmol/L]) e malattie cardiovascolari» sottolineano i ricercatori.

( Vedi anche:Terapia biologica iniettabile riduce drasticamente i trigliceridi).

Obbiettivo dello studio:

 valutare l’efficacia e la sicurezza della dose intermedia di OM3-CA (2 g al giorno), rispetto all’olio d’oliva 2 g al giorno, per ridurre il TG e le concentrazioni lipidiche nei pazienti con SHTG

 Gli OM3-CA comprendono una miscela complessa di acidi grassi liberi polinsaturi derivati da oli di pesce, di cui circa 550 mg/g è costituita da EPA e circa 200 mg/g da DHA» proseguono. «Questa nuova formulazione di OM3-CA fornisce una migliore biodisponibilità comparata con formulazioni dell’etilestere ed è approvata per ridurre le concentrazioni di TG nei pazienti con SHTG, a una dose giornaliera di 2 g o 4 g in aggiunta a una dieta controllata».

L’obiettivo e il disegno dello studio EVOLVE II
L’obiettivo di questo studio, denominato EVOLVE II, era quello di valutare l’efficacia e la sicurezza della dose intermedia di OM3-CA (2 g al giorno), rispetto a 2 gr al giorno di olio d’oliva, nel ridurre le concentrazioni sieriche di TG e lipidi nei pazienti con SHTG”.

Doppio beneficio clinico a livello cardiovascolare
«La riduzione delle concentrazioni di TG nei pazienti con SHTG a seguito di un trattamento con OM3-CA può essere vantaggiosa nella prevenzione della pancreatite acuta. Tuttavia, saranno necessari ulteriori studi confermare questa ipotesi clinica» commentano Daidson e colleghi.

«Il trattamento con OM3-CA potrebbe anche fornire un duplice vantaggio per quei pazienti a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari» aggiungono. «In primo luogo, il trattamento con OM3-CA diminuisce le elevate concentrazioni di TG che, in parecchi studi, sono state associate a un aumento del rischio di patologie dell’apparato cardiocircolatorio».

«In secondo luogo» concludono i ricercatori, «il trattamento con OM3-CA riduce le concentrazioni di non-HDL-C, il che può ridurre l’onere aterogeno associato a questa lipoproteina».

Fonte: Lipidjournal

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