Pesticidi e cancro: uno studio svela i meccanismi biologici alla base

Pesticidi-immagine Crediti: Mark Stebnicki da Pexels

Un nuovo studio, pubblicato su Nature Health, rivela una forte correlazione tra l’esposizione ai pesticidi agricoli presenti nell’ambiente e il rischio di sviluppare il cancro. Combinando dati ambientali, un registro nazionale dei tumori e analisi biologiche, i ricercatori dell’IRD, dell’Institut Pasteur, dell’Università di Tolosa e dell’Istituto Nazionale per le Malattie Neoplastiche (INEN) del Perù hanno fatto nuova luce sul ruolo dell’esposizione ai pesticidi nello sviluppo di alcuni tipi di cancro.

I pesticidi sono ampiamente presenti negli alimenti, nell’acqua e nell’ambiente, spesso sotto forma di miscele complesse. Finora, è stato difficile valutarne con precisione gli effetti sulla salute umana, poiché la maggior parte degli studi si concentra su sostanze isolate e su modelli sperimentali che si discostano notevolmente dalle reali condizioni di esposizione.

Questo nuovo studio adotta un approccio innovativo e integrato che tiene conto della complessità delle esposizioni reali a cui sono sottoposte le popolazioni.

Perù, un sito di studio rilevante

Il paese è caratterizzato da un’agricoltura intensiva in alcune regioni, da una grande varietà di climi ed ecosistemi e da significative disuguaglianze sociali e territoriali. Il cancro è diventato una priorità per la salute pubblica e i livelli di contaminazione da pesticidi nella popolazione sono motivo di preoccupazione.

I dati evidenziano una maggiore esposizione ai pesticidi in alcuni gruppi, in particolare nelle comunità indigene e contadine. In media, queste popolazioni sono esposte contemporaneamente a 12 diversi pesticidi rilevati in concentrazioni elevate.

Un metodo innovativo che collega ambiente, biologia e cancro

Lo studio si basa su un modello che mappa le aree del paese maggiormente esposte all’inquinamento ambientale causato dai pesticidi. Applicato all’intero territorio nazionale, questo approccio prende in considerazione 31 sostanze chimiche utilizzate in agricoltura – nessuna delle quali è classificata come cancerogena per l’uomo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – e modella la loro diffusione nell’ambiente.

Abbiamo innanzitutto modellato la dispersione dei pesticidi nell’ambiente su un periodo di sei anni, dal 2014 al 2019, il che ci ha permesso di creare una mappa ad alta risoluzione e di identificare le aree con il più alto rischio di esposizione“, spiega Jorge Honles, dottore di ricerca in epidemiologia presso l’Università di Tolosa.

Incrociando questa mappatura con i dati geografici di oltre 150.000 pazienti a cui è stata diagnosticata una malattia tra il 2007 e il 2020, i ricercatori sono stati in grado di identificare le aree in cui le persone hanno maggiori probabilità di essere esposte ai pesticidi presenti nell’ambiente e, al contempo, maggiori probabilità di essere colpite da determinati tipi di cancro. In queste aree, il rischio di sviluppare un tumore era, in media, superiore del 150%.

Questa è la prima volta che siamo riusciti a collegare l’esposizione ai pesticidi, su scala nazionale, a cambiamenti biologici che suggeriscono un aumento del rischio di cancro”, spiega Stéphane Bertani, ricercatore in biologia molecolare presso l’Istituto nazionale francese di ricerca per lo sviluppo sostenibile (IRD), presso il laboratorio PHARMA-DEV (IRD/Università di Tolosa).

Effetti biologici precoci e silenti

Lo studio dimostra che alcuni tumori, pur interessando organi diversi, condividono vulnerabilità biologiche comuni legate alla loro origine cellulare, che possono essere aggravate dall’esposizione ai pesticidi. In particolare, il fegato è un organo chiave nel metabolismo delle sostanze chimiche ed è considerato un sito sentinella per l’esposizione ambientale.

Le analisi molecolari condotte presso l’Institut Pasteur dal team guidato da Pascal Pineau dimostrano che i pesticidi alterano i processi che contribuiscono a mantenere la funzionalità e l’identità cellulare. Queste alterazioni biologiche si manifestano prima dello sviluppo del cancro, suggerendo effetti precoci, cumulativi e silenti. Potrebbero rendere i tessuti più vulnerabili ad altri fattori di rischio, come infezioni, infiammazioni o stress ambientali.

Importanti implicazioni per la salute globale e la prevenzione del cancro

I risultati mettono in discussione gli approcci tossicologici convenzionali, basati sulla valutazione di sostanze isolate e sulla definizione di soglie considerate sicure. Sottolineano l’importanza di considerare le miscele di pesticidi, l’esposizione ambientale e i contesti socio-ecologici reali.

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Lo studio suggerisce inoltre che eventi meteorologici estremi, come El Niño, possono aggravare l’esposizione alterando l’uso dei pesticidi e la loro dispersione nell’ambiente. Si auspica pertanto una rivalutazione delle politiche di valutazione del rischio e di prevenzione.

Astratto

Nonostante decenni di preoccupazione per il potenziale cancerogeno dei pesticidi agricoli, gli studi tossicologici basati su singoli parametri non sono ancora riusciti a stabilire un legame definitivo tra l’esposizione ambientale ai pesticidi e il cancro in contesti reali. In questo studio, utilizziamo un quadro bayesiano spaziale integrativo che unisce la modellizzazione ad alta risoluzione del rischio ambientale da pesticidi con dati completi provenienti dai registri dei tumori per mappare i cluster di tumori correlati ai pesticidi in Perù con una precisione senza precedenti. Il nostro modello basato sui processi, che comprende 31 principi attivi chiave dei pesticidi, insieme a un’innovativa stratificazione dei casi di cancro in base alla linea di sviluppo, rivela una solida associazione spaziale tra il rischio di esposizione ambientale ai pesticidi e l’incidenza del cancro. Nei punti critici di incidenza del cancro associati ai pesticidi, la profilazione esposomica del tessuto epatico – un bersaglio primario dei cancerogeni chimici – rivela una distinta firma trascrittomica dell’esposizione ai pesticidi, implicando una modalità d’azione non genotossica che altera i circuiti regolatori fondamentali che sostengono l’identità cellulare. Nel loro insieme, questi risultati supportano fortemente un legame meccanicistico tra l’esposizione ai pesticidi e il cancro, mettendo in discussione le ipotesi di non cancerogenicità per l’uomo derivate da modelli sperimentali riduzionisti. Questo studio ridefinisce l’esposoma come un quadro meccanicisticamente gestibile e condizionato dalla linea cellulare, e mostra come miscele complesse di pesticidi possano contribuire a percorsi cancerogeni, con profonde e ampie implicazioni per le politiche sanitarie globali e l’equità socio-ecologica”.

Oltre al Perù, questo studio si inserisce in un dibattito più ampio sulla salute globale e sui limiti planetari. Illustra come i cambiamenti ambientali, la gestione insostenibile del territorio, gli eventi meteorologici estremi e le disuguaglianze sociali possano combinarsi per influenzare la salute della popolazione, in particolare delle fasce più vulnerabili, come le comunità indigene e contadine del Perù.

I ricercatori intendono proseguire il loro lavoro per comprendere meglio i meccanismi biologici identificati e rafforzare gli strumenti di prevenzione, al fine di supportare politiche di salute pubblica più eque ed efficaci.

Fonte: Nature Health

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