Carcinoma mammario triplo negativo-immagine Credito: Unsplash/CC0 Public Domain.
Secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications, un gene che in genere è attivo solo nelle cellule riproduttive potrebbe essere la chiave per nuove terapie contro il carcinoma mammario triplo negativo. Gli scienziati del Breast Cancer Now Toby Robins Research Center presso l’Institute of Cancer Research di Londra (ICR) e della Breast Cancer Now Research Unit del King’s College di Londra hanno scoperto un nuovo punto debole nel carcinoma mammario triplo negativo, legato a un gene chiamato HORMAD1 e un modo per colpirlo.
Un cancro aggressivo e difficile da trattare
Circa il 15% dei tumori al seno è classificato come triplo negativo. Questa forma di tumore al seno può essere più aggressiva e più difficile da trattare rispetto ad altre forme della malattia. È inoltre più comune nelle donne con una mutazione genetica BRCA ereditaria, nelle donne di età inferiore ai 40 anni e nelle donne di colore.
Il gene HORMAD1 è normalmente attivo solo nelle cellule coinvolte nella riproduzione, come quelle delle ovaie e dei testicoli e rimane inattivo nel resto del corpo. È responsabile della corretta distribuzione delle informazioni genetiche negli spermatozoi e negli ovuli.
Tuttavia, in alcuni tumori, tra cui il 60% dei tumori al seno triplo negativi, il gene HORMAD1 si attiva in modo anomalo. I risultati dello studio hanno dimostrato che, quando il gene HORMAD1 è attivo nelle cellule del tumore al seno triplo negativo, interrompe un meccanismo di sicurezza fondamentale.
Identificazione di potenziali candidati farmaceutici
I ricercatori hanno scoperto una serie di eventi e proteine chiave coinvolte in questo processo, che porta alla trasmissione di errori nel DNA alle nuove cellule tumorali. Sebbene questi cambiamenti possano favorire la crescita del cancro e la resistenza ai trattamenti, i ricercatori hanno anche dimostrato che si tratta di un punto debole che può essere sfruttato con nuove terapie.
Lo studio ha identificato diversi farmaci attualmente in fase di sperimentazione come trattamenti antitumorali che potrebbero essere efficaci contro le cellule del carcinoma mammario triplo negativo con il gene HORMAD1 attivo.
Test mirati con inibitori
I ricercatori hanno verificato se il blocco delle proteine Aurora B, MPS1 e BUB1 arrestasse la crescita delle cellule con il gene HORMAD1 attivo in laboratorio. Hanno anche esaminato se due inibitori di Aurora B, attualmente in fase iniziale di sperimentazione clinica, fossero efficaci nel trattamento di topi portatori di tumori al seno triplo negativi umani con il gene HORMAD1 attivo.
Il trattamento ha ridotto con successo la crescita del tumore, confermando ulteriormente i risultati ottenuti. Ora i ricercatori studieranno la possibilità di sviluppare farmaci che agiscano su Aurora B, MPS1 e BUB1 per le pazienti affette da questo tipo di tumore al seno e, possibilmente, da altri tipi di cancro.
“Un importante passo avanti”
Il Professor Andrew Tutt, Direttore del Breast Cancer Now Toby Robins Research Center presso l’Institute of Cancer Research di Londra e della Breast Cancer Now Research Unit del King’s College di Londra, autore corrispondente dello studio, ha affermato: “Sebbene questa ricerca sia ancora nelle sue fasi iniziali, rappresenta un importante passo avanti nella comprensione del carcinoma mammario triplo negativo e apre la strada allo sviluppo di nuove terapie. Questo studio evidenzia inoltre che il test per l’attività del gene HORMAD1 nel carcinoma mammario triplo negativo potrebbe guidare le decisioni terapeutiche in futuro. Nel complesso, queste scoperte ci avvicinano allo sviluppo di terapie più precise per le persone affette da carcinoma mammario triplo negativo”.
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Nuove priorità di ricerca
Il Dottor Simon Vincent, responsabile scientifico di Breast Cancer Now, ha dichiarato: “Ogni anno, circa 8.000 donne nel Regno Unito ricevono una diagnosi di tumore al seno triplo negativo, che ha maggiori probabilità rispetto alla maggior parte degli altri tumori al seno di recidivare o diffondersi nei primi anni successivi al trattamento. Inoltre, sono disponibili meno trattamenti mirati, quindi è fondamentale trovare modi nuovi ed efficaci per combattere questa malattia devastante”.
“Questi risultati aprono la strada alla prossima fase cruciale della ricerca, in cui il team di ricerca potrà identificare e testare i farmaci o le combinazioni di farmaci più efficaci contro il carcinoma mammario triplo negativo con gene HORMAD1 attivo, e portare le opzioni più sicure e promettenti verso le sperimentazioni cliniche”.
Fonte: Nature Communications