Una piccola molecola può indurre l’abbronzatura senza raggi UV

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I ricercatori hanno trovato un modo per indurre l’abbronzatura, bypassando l’esposizione alla luce solare e ai raggi UV.
Molti di noi sanno che i raggi ultravioletti sono dannosi per la pelle..

Negli Stati Uniti, il cancro della pelle è la forma più diffusa di cancro. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) riferiscono che nel 2013, quasi 72.000 persone hanno avuto una diagnosi di melanoma  e alcuni studi indicano che il numero di persone colpite è aumentato negli ultimi anni.

I raggi ultravioletti (UV)  e l’esposizione al sole sono indicati come la causa del cancro della pelle. In particolare nel caso di individui con la pelle chiara, è stato dimostrato che  l’esposizione ai raggi UV aumenta significativamente il rischio di cancro della pelle. Questo accade perché le persone con la pelle chiara non producono eumelanina un pigmento scuro che protegge la pelle.

Anche se prodotti come creme solari ci proteggono da molte delle radiazioni nocive del sole, l’American Cancer Society sostiene che la miglior protezione solare non è a prova di raggi UV al 100 per cento.

Una nuova ricerca, tuttavia, potrebbe aver trovato il modo per indurre l’abbronzatura, senza alcuna esposizione ai raggi UV.

Gli scienziati del Massachusetts General Hospital (MGH) e del Dana-Farber Cancer Institute, entrambi a Boston, hanno condotto la ricerca guidata dal Dr. David E. Fisher, capo del Dipartimento di Dermatologia presso MGH.

Lo studio è stato pubblicato da Cell Reports.

In una precedente ricerca, il Dr. Fisher ed il suo team avevano scoperto che un composto chiamato forskolin induce l’abbronzatura nei “topi dai peli rossi” che erano stati geneticamente modificati.

Questi topi avevano una variazione del gene che interferiva con il percorso molecolare che porta la pelle a produrre melanina, che è il pigmento che dà il colore scuro alla pelle.

Quando il percorso molecolare che attiva la produzione di melanina è spento, forskolin attivata un’altra proteina responsabile della pigmentazione e induce la produzione di eumelanina nei topi, un tipo di melanina.

Tuttavia, negli esseri umani, lo stesso composto non ha avuto successo. I ricercatori sospettano che l’insuccesso sia causato dal fatto che la pelle umana è molto più spessa della pelle del topo. Ora, nel nuovo studio, il Dr. Fisher ed il suo team hanno cercato un modo diverso per scurire artificialmente la pelle umana.

Precedenti studi citati dal Dr. Fisher  hanno dimostrato che inibendo l’azione di alcuni enzimi, si può indurre la pigmentazione nei topi. Questi enzimi sono chiamati SIKs.

In questo contesto, per il nuovo studio, il Dr. Fisher e colleghi hanno inibito gli enzimi SIKs per indurre l’abbronzatura nella pelle umana.

Il team ha creato una classe di molecole SIK-inibitori appositamente progettate per penetrare meglio la pelle umana. Queste molecole pesavano meno e avevano una maggiore capacità di sciogliesi nei lipidi e permeare attraverso la membrana cellulare, il che significa che avevano una più alta “solubilità lipidica”.

Il Dr. Fisher ed il suo team hanno testato le molecole in una coltura di laboratorio della pelle umana e hanno scoperto che essa era diventata più scura. L’abbronzatura indotta artificialmente è durata diversi giorni.

Inoltre, quando i ricercatori hanno applicato una dose più forte di queste molecole alla pelle dei topi dai peli rossi, i peli dei topi sono diventati completamente neri in soli 1 o 2 giorni.

Il Dr. Fisher, commentando questi risultati dice:

L’attivazione della via della pigmentazione attraverso questa nuova classe di piccole molecole è fisiologicamente identica alla pigmentazione indotta dai raggi UV, ma senza gli effetti collaterali che danneggiano il DNA. Dobbiamo condurre studi di sicurezza, che sono sempre essenziale con nuovi potenziali composti di trattamento e comprendere meglio le azioni di questi agenti “.

Nel lungo termine, il team spera di produrre un composto che potrebbe essere utilizzato insieme alla regolare protezione solare, per favorire l’abbronzatura.

Fonte: Medicalnews

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