Nuova speranza per i pazienti con malattia di Dupuytren

I ricercatori del Kennedy Institute e del Dipartimento di Nuffield di Ortopedia, Reumatologia e Scienze muscoloscheletriche dell’Università di Oxford, lavorando con i medici dell’NHS Lothian, hanno scoperto che l’iniezione del farmaco anti-TNF adalimumab nei noduli causti dalla malattia di Dupuytren, determina la riduzione delle caratteristiche della cellula responsabile della progressione della malattia.

” La malattia di Dupuytren è una patologia a carico della mano caratterizzata dalla flessione progressiva e permanente di uno o più dita, ed è fra tutte le forme di deformità della mano la più comune“.

Sulla base dei dati di laboratorio che il fattore di necrosi tumorale (TNF) determina lo sviluppo di miofibroblasti, il tipo di cellule che causa la malattia di Dupuytren, il team di ricerca ha esplorato l’effetto di un farmaco anti-TNF iniettato direttamente nel tessuto del nodulo di Dupuytren. I risultati finora sono molto promettenti.

“I nostri dati hanno dimostrato che una formulazione concentrata di adalimumab iniettato direttamente nel tessuto malato può essere efficace nel prendere di mira le cellule responsabili della malattia di Dupuytren”, ha detto Jagdeep Nanchahal, Professore alla Università di Oxford di chirurgia plastica e ricostruttiva, che ha guidato lo studio.

“Questa scoperta offre nuova speranza alle persone che soffrono di questa condizione debilitante”.

Questo studio randomizzato (fase 2a) ha reclutato 28 pazienti con la malattia di Dupuytren, che avevano programmato un intervento a Edimburgo per rimuovere il tessuto malato dalla mano. Due settimane prima dell’intervento i pazienti hanno ricevuto una singola iniezione di dosi variabili del farmaco anti-TNF o placebo. Il tessuto rimosso durante l’intervento chirurgico è stato quindi analizzato in laboratorio. Il team ha scoperto che adalimumab (alla dose di 40 mg formulata in 0,4 ml) riduce l’espressione dei marcatori fibrotici, dell’actina del muscolo liscio (-SMA) e del procollagene di tipo I, a 2 settimane dopo l’iniezione, suggerendo che questo farmaco potrebbe essere usato per fermare la crescita della malattia che causa la produzione di cellule di miofibroblasti. Il farmaco è risultato sicuro e ben tollerato.

I risultati dello studio sono stati pubblicati online sulla rivista EBioMedicine, pubblicata da The Lancet.

La malattia di Dupuytren è una condizione comune della mano che colpisce il 4% della popolazione del Regno Unito e ne compromette la funzione. Al momento non esiste un trattamento approvato per questa malattia.

Il farmaco anti-TNF adalimumab (Humira) è stato attualmente autorizzato nell’UE per il trattamento di una serie di condizioni tra cui l‘artrite reumatoide, il morbo di Crohn e la colite ulcerosa e nel complesso ha un eccellente profilo di sicurezza.

“Siamo lieti di aver ricevuto ulteriori finanziamenti dal Wellcome Trust e dal Dipartimento della Salute per verificare se adalimumab funzionerà nei pazienti con malattia di Dupuytren in fase iniziale”, ha affermato il Professor Sir Marc Feldmann, co-autore dello studio ed ex Direttore del Kennedy Institute. In collaborazione con il Professor Sir Ravinder Maini, Sir Marc ha identificato TNF come bersaglio terapeutico nei pazienti con artrite reumatoide.

“Il Kennedy Institute ha una lunga storia di successo nella traduzione di reperti di laboratorio nella clinica” ha affermato la Prof.ssa Fiona Powrie, Direttrice dell’Istituto. “Questo tipo di lavoro richiede una stretta collaborazione tra scienziati per molti anni”.

I ricercatori stanno continuando a studiare l’uso di questo farmaco per il trattamento della malattia di Dupuytren in uno studio di fase 2b chiamato RIDD, attualmente in corso a Oxford ed Edimburgo.

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