La proteina TRAIL può uccidere le cellule che causano la fibrosi epatica e la sclerodermia

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Immagine, Credit: Seulki Lee.

La proteina TRAIL può uccidere le cellule che causano la fibrosi epatica e la sclerodermia.

Sedici anni fa, un gruppo di ricerca della Mayo Medical School ha pubblicato i risultati di uno studio che mostrano che una proteina chiamata TRAIL può uccidere le cellule che causano la fibrosi epatica, ma nessuno ha dato seguito a questi risultati.

Ora, i ricercatori della Johns Hopkins Medicine, hanno dimostrato che questa proteina uccide anche le cellule che causano l’indurimento della pelle associato alla sclerodermia, invertendo efficacemente la condizione nei topi modificati per imitare la malattia.

I risultati di questo studio sono stati pubblicati dalla rivista Nature Communications.

Seulki Lee, Prof. di Radiologia e membro del Center for Nanomedicine presso la Johns Hopkins University School of Medicine, è da tempo interessato a sviluppare farmaci per le malattie che non hanno alcun trattamento. La fibrosi è una di queste condizioni. Contrassegnata da crescita e cicatrici eccessive dei tessuti, la fibrosi può colpire praticamente ogni tipo di tessuto del corpo. La sclerodermia è una malattia autoimmune che presenta fibrosi cutanea e nella sua forma più grave può diffondersi ad altri organi ed essere fatale.

” Eravamo interessati a TRAIL perchè è una proteina prodotta dall’organismo in risposta all’infiammazione ed alla guarigione delle ferite e quindi non causa effetti collaterali”, dice Lee.

In un rapporto pubblicato qualche anno fa, Lee ed il suo team hanno superato una sfida iniziale lavorando con la proteina TRAIL che è difficile da utilizzare perchè troppo instabile. Il team ha progettato una versione di TRAIL, TLY012, che funziona come l’originale, ma è molto più potente e rimane più a lungo nel corpo.

Un membro del laboratorio di Lee ha scoperto un documento pubblicato qualche anno fa che dimostra che TRAIL ha causato la morte di cellule specifiche del fegato.

” Queste cellule specifiche del fegato” spiega Lee, “sono l’equivalente delle cellule della pelle che causano la sclerodermia. Tutte i tessuti hanno cellule in grado di gestire un processo di guarigione in caso di lesioni. Un’estrema variazione di questo processo di guarigione della ferita, provoca la fibrosi e l’indurimento della pelle caratteristico della sclerodermia”.

Vedi anche,Trovato un farmaco che riduce la fibrosi nella sclerodermia.

Il team ha prima analizzato le biopsia cutanee da pazienti con e senza sclerodermia per verificare la presenza della proteina TRAI ed altre proteine ad essa associate.

I ricercatori hanno scoperto che mentre le biopsie cutanee non sclerodermiche contenevano bassi livelli di TRAI e proteine ad essa associate, le biopsie da pazienti con sclerodermia contenevano livelli molto più alti.

Successivamente, dai pazienti con sclerodermia, i ricercatori hanno isolato specifiche cellule della pelle chiamate fibroblasti per verificare se trattarle con TLY012 le avrebbe uccise in modo simile a quanto riportato sul fegato nel 2003.

Dopo sei ore di trattamento queste cellule hanno iniziato a morire, ma TLY012 non ha ucciso i fibroblasti da pazienti senza sclerodermia.

In seguito il team ha testato TLY0122 su due diversi tipi di topo.

Nel primo tipo i ricercatori hanno iniettato quotidianamente un composto noto per causare grave infiammazione. Dopo tre settimane, questi topi hanno mostrato segni di fibrosi grave, simile alla sclerodermia. Il team ha quindi iniettato questi stessi topi a giorni alterni per tre settimane con TLY012 e ha confrontato la loro pelle con quella di topi fibrotici che non avevano ricevuto alcun trattamento. Hanno scoperto che le cellule non associate alla fibrosi stavano bene, ma le cellule nelle aree della fibrosi stavano morendo.

Il secondo tipo di topo è stato modificato geneticamente per sviluppare la fibrosi cutanea associata alla sclerodermia, ma senza la grave infiammazione che produce la fibrosi. I ricercatori hanno scoperto che i topi non trattati avevano ispessimento della pelle e depositi di collagene simili alla sclerodermia umana, mentre i topi trattati mostravano segni di cellule morenti con una fibrosi cutanea decisamente inferiore.

” Questi dati ci dicono che TRAIL può invertire la fibrosi cutanea. Abbiamo scoperto che TRAIL svolge un ruolo fondamentale nella guarigione delle ferite e nella fibrosi nel corpo, offrendo così opportunità terapeutiche più interessanti per il trattamento della fibrosi“, afferma Lee.

Fonte, Nature

 

 

 

 

 


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