HomeSaluteCervello e sistema nervosoIdentificato nuovo meccanismo di innesco della Sindrome X fragile

Identificato nuovo meccanismo di innesco della Sindrome X fragile

Uno studio, pubblicato oggi nel Journal of Neuroscience, guidato da Yang Yongjie della Tufts University School of Medicine, individua un nuovo meccanismo di innesco astrogliale come contributo ai sintomi della Sindrome X fragile (FXS) nei topi.

“La sindrome X fragile (FXS) è una malattia genetica che nasce da mutazioni in un gene sul cromosoma X. E’ la causa più comune di disabilità intellettuale ereditaria negli esseri umani ed è associata con il disturbo dello spettro autistico. E’ una malattia genetica umana causata dalla mutazione del gene FMR1 sul cromosoma X, mutazione presente in un maschio su 4000 e in una femmina su 6000. Circa 1 su 256 donne sono portatrici di X-Fragile e possono trasmetterla ai loro figli. Circa 1 su 800 maschi sono affetti da Sindrome dell’X-Fragile; le loro figlie saranno, a loro volta, portatrici del gene. Normalmente il gene FMR1 contiene tra 6 e 53 ripetizioni del codone CGG (ripetizioni di trinucleotidi). Negli individui affetti dalla sindrome dell’X fragile, l’allele FMR1 ha più di 230 ripetizioni di questo codone. Questo grado di espansione provoca la metilazione delle citosine nel promotore del gene FMR1, con conseguente silenziamento dell’espressione del gene FMR1“.

Precedenti ricerche avevano individuato nella perdita di una singola proteina, la causa predominante di FXS.

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Astroglia, costituita dagli astrociti, gli elementi più numerosi di nevroglia disseminati tra le cellule nervose ed i loro prolungamenti nel sistema nervoso centrale, sono abbondanti nel cervello e aiutano a regolare la segnalazione neuronale. Essi sono implicati in diversi disturbi neurologici, tra cui FXS, ma poco si sa su come essi diventano disfunzionali e contribuiscono alla malattia.

Utilizzando topi geneticamente ingegnerizzati, Yang ed i suoi colleghi hanno selettivamente impedito all’ astroglia di produrre FMRP. Essi hanno osservato che gli animali hanno sviluppato sintomi simili a quelli osservati in FXS. I ricercatori hanno identificato un trasportatore del glutammato specifico per gli  astrociti (GLT1), che una volta interrotto, ha portato ad uno squilibrio di segnalazione del glutammato, come un meccanismo informale che contribuisce a sintomi FXS. Ripristinando FMRP e segnalazione del glutammato negli astrociti, il laboratorio Yang ha osservato un’inversione di diversi sintomi FXS-like.

“Il coinvolgimento di un vasto numero di cellule gliali, in particolare le cellule astrogliali, non è ben documentato nello sviluppo dei  disturbi neurologici come la sindrome di X fragile e l’autismo. Il nostro studio ha scoperto che una delle funzioni chiave delle cellule astrogliali è compromessa e contribuisce al deficit delle sinapsi, nella condizione. Questi risultati suggeriscono un precedentemente non descritto meccanismo patogenetico in FXS mediato dall’astroglia che può far luce anche su alcuni tipi di autismo”, ha spiegato l’autore senior dello studio Yongjie Yang, Ph.D., Assistente Professore di neuroscienze presso la Tufts University School of Medicine e membro della Sackler School of Graduate Biomedical Sciences alla Tufts.

“I risultati sono entusiasmanti per me, come ricercatore di neuroscienze, perché  aumentano ulteriormente la nostra comprensione di come si sviluppa la sindrome FXS”, ha detto il primo autore dello studio Haruki Higashimori, Ph.D., Professore alla Tufts University School of Medicina.

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Il laboratorio di Yang alla Tufts University School of Medicine si è ora concentrato su come le cellule astrogliali – astrociti in particolare – si sviluppano e su ciò che porta queste cellule a diventare a volte disfunzionali, provocando condizioni come FXS, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e l’autismo.

Fonte: Tufts University

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