Fibrosi cistica: risultati positivi da una nuova terapia genica

Fibrosi cistica

Per la prima volta la terapia genica ha dimostrato di offrire benefici ai pazienti affetti da fibrosi cistica.

Lo studio di fase II, condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra e pubblicato su The Lancet Respiratory Medicine, ha utilizzato una terapia genica per inalazione, con Dna codificante per il gene Cftr, così da sostituire il gene difettoso e fornire una copia del gene normale alle cellule.

La fibrosi cistica è una malattia ereditaria causata da mutazioni del gene  Cftr che codifica per una proteina chiamata Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator, un canale ionico che ha  soprattutto il compito di trasportare il cloro attraverso la membrana apicale delle cellule epiteliali delle vie aeree, del pancreas, dell’intestino, delle ghiandole sudoripare, delle ghiandole salivari e dei vasi deferenti. Queste mutazioni portano a uno squilibrio ionico legato a un’alterazione della secrezione da parte delle cellule epiteliali degli ioni cloro e, di conseguenza, a un maggior riassorbimento di sodio e acqua dalle pareti delle vie aeree. I secreti prodotti sono molto densi e poveri di acqua. Per esempio, il muco prodotto dalle cellule epiteliali dei bronchi è più denso del normale.

I trattamenti oggi disponibili per la cura di questa malattia non sono sufficienti a soddisfare i bisogni di tutti i pazienti e gli approcci di terapia genica finora utilizzati non hanno portato ai risultati sperati nel lungo termine.

Le novità presentate su Lancet Respiratory Medicine rappresentano un passo avanti in questo campo.

La terapia genica analizzata dagli esperti di Londra utilizza vescicole fosfolipidiche o liposomi, che trasportano il materiale genetico e vengono inalati con un nebulizzatore. Queste vescicole si fondono con le pareti della membrana delle cellule polmonari, permettendo al Dna di entrare all’interno.

“I pazienti che hanno ricevuto la terapia genica hanno mostrato un significativo, anche se modesto, vantaggio nei test di funzionalità polmonare rispetto al gruppo placebo, senza particolari effetti collaterali” spiega l’autore Eric Alton del National Heart and Lung Institute dell’Imperial College di Londra.

Il trial randomizzato ha coinvolto circa 140 pazienti con età uguale o superiore ai 12 anni, provenienti da tutto il Regno Unito. I partecipanti hanno ricevuto la terapia genica per inalazione o il placebo (soluzione fisiologica) ogni mese per un anno. La funzionalità polmonare dei pazienti è stata monitorata attraverso la Fev1.
Dopo un anno di trattamento, nei 62 pazienti che avevano ricevuto la terapia genica, i parametri respiratori erano migliori (Fev1 maggiore del 3,7%) rispetto al gruppo di pazienti che avevano ricevuto il placebo, indicando una stabilizzazione della funzione polmonare nel gruppo del trattamento.

Nel complesso, la terapia genica è stata ben tollerata e pazienti nel gruppo di trattamento e del gruppo placebo ha sperimentato tassi simili di eventi avversi.

“La stabilizzazione della malattia polmonare di per sé è un obiettivo utile” spiega il co-autore Stephen Hyde dell’Università di Oxford: “Attualmente stiamo studiando attivamente ulteriori approcci di terapia genica non a diverse dosi e in combinazioni con altri trattamenti e vettori più efficienti”.

Fonte:

  1. Eric Alton et al. Repeated nebulisation of non-viral CFTR gene therapy in patients with cystic fibrosis: a randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 2b trial. The Lancet Respiratory Medicine, 2015 DOI: 10.1016/S2213-2600(15)00245-3

 

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