E’ allerta mondiale per il nuovo coronavirus cinese. Come si è sviluppato?

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Un nuovo misterioso coronavirus che causa una malattia simile alla SARS, si è diffuso in Cina e in altri tre paesi asiatici sin dalla sua prima apparizione nella città cinese centrale di Wuhan.

Ma come si è sviluppato ?

Cronologia:

Allarme sollevato

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è stata avvisata il 31 dicembre 2019 dalle autorità cinesi di una serie di casi simili alla polmonite a Wuhan, una città di 11 milioni di persone.

I pazienti vengono messi in quarantena e iniziano i lavori per identificare l’origine della polmonite.

I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) identificano un mercato ittico sospettato di essere al centro dell’epidemia, chiuso il 1 gennaio 2020.

Il nuovo coronavirus

Il 9 gennaio, l’OMS afferma che l’epidemia a Wuhan è stata causata da un tipo di coronavirus precedentemente sconosciuto, un’ampia famiglia che causa dal comune raffreddore a malattie più gravi come la SARS.

Ad oggi ( 19 gennaio), 59 persone sono state contagiate, di cui sette in gravi condizioni, secondo un bilancio ufficiale.

Prima morte

Le autorità sanitarie cinesi affermano che l’11 gennaio è deceduta una prima persona a causa del virus. Riducono il numero di malati a 41.

Il virus si diffonde oltre la Cina

Il 13 gennaio, il virus si diffonde oltre i confini della Cina per la prima volta con un caso emergente in Thailandia, secondo l’OMS. La vittima è una donna cinese a cui è stata diagnosticata una polmonite lieve, che stava tornando da un viaggio a Wuhan.

Il 15 gennaio la commissione sanitaria cinese afferma che fino ad allora non era stata confermata la trasmissione da uomo a uomo del virus dietro l’epidemia di Wuhan, ma la possibilità “non può essere esclusa”, dice la Commissione.

Il giorno successivo un primo caso del virus è confermato in Giappone in una persona che era rimasta a Wuhan all’inizio di gennaio.

Controlli statunitensi

Il 17 gennaio, una seconda persona, un uomo di 69 anni, muore a Wuhan, secondo le autorità.

Lo stesso giorno, il CDC annuncia che inizierà lo screening dei passeggeri in arrivo da Wuhan in tre aeroporti: San Francisco, JFK di New York e Los Angeles.

Trasmissione da uomo a uomo confermata

Il 20 gennaio, un terzo decesso e oltre 100 nuovi casi vengono annunciati in Cina, suscitando preoccupazioni in vista dell’annuale festività del capodanno lunare che inizia il 25 gennaio e vede centinaia di milioni di cinesi viaggiare in tutta la nazione.

Il virus è presente a Pechino a nord, Shanghai a est e Shenzhen a sud. Sono stati registrati più di 200 casi. Il virus viene anche rilevato in Corea del Sud in un cinese che è arrivato in aereo da Wuhan.

Il Presidente cinese Xi Jinping afferma che il virus deve essere “contenuto in modo risoluto”, nei suoi primi commenti pubblici sull’epidemia.

( 20 gennaio) La trasmissione da uomo a uomo è “confermata”, afferma uno dei massimi esperti cinesi di malattie infettive Zhong Nanshan all’emittente di stato CCTV. Intanto il Paese ha annunciato la quarta vittima, un 89enne deceduto nella città di Wuhan, il focolaio da dove si è diffuso il virus simile alla Sars.

Il Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha convocato il Comitato di emergenza in merito al coronavirus nCoV diffusosi in Cina, il 22 gennaio a Ginevra.

IN ITALIA.

Quanto al rischio che il virus possa arrivare anche in Occidente, “la probabilità di introduzione del virus nell’Unione Europea è considerata bassa, anche se – afferma il Ministero della Salute – non può essere esclusa“. L’Italia, all’aeroporto di Fiumicino, ha 3 voli diretti con Wuhan, e numerosi voli non diretti.