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Come la melatonina è efficace nei disturbi del sonno

Melatonina-Immagine Credit Public Domain-

La melatonina, un ormone secreto naturalmente dalla ghiandola pineale, è parte integrante della regolazione del ciclo sonno-veglia. La ricerca scientifica supporta l’efficacia della melatonina come coadiuvante del sonno, in particolare nel trattamento dei disturbi primari del sonno, della sindrome della fase del sonno ritardata e del jet lag, problema legato al cambiamento del fuso orario.I risultati della ricerca indicano che l’integrazione di melatonina può ridurre la latenza del sonno, migliorare la qualità del sonno e aumentare il tempo totale di sonno.

La melatonina, un ormone che regola i cicli sonno-veglia, è efficace nel trattamento di alcuni disturbi del sonno e nel miglioramento della qualità del sonno. Tuttavia, può causare effetti collaterali, quindi si consiglia di consultare un medico prima dell’uso.

La melatonina, ormone secreto principalmente dalla ghiandola pineale, è stata oggetto di numerosi studi scientifici per il suo ruolo nella regolazione dei cicli sonno-veglia. Prodotta naturalmente in risposta all’oscurità, la melatonina è responsabile della promozione del sonno, rendendola un’area di interesse per coloro che cercano interventi non farmaceutici per i disturbi del sonno.

Ruolo della melatonina nel sonno

La produzione di melatonina è intrinsecamente legata al ritmo circadiano del corpo, che governa i cambiamenti fisici, mentali e comportamentali all’interno di un ciclo di circa 24 ore. Raggiunge livelli di picco durante la notte, favorendo così il sonno. L’importanza della melatonina risiede nella sua capacità di comunicare informazioni relative alla luce ambientale, che a sua volta aiuta a regolare il ciclo sonno-veglia. 

Melatonina come aiuto per il sonno

L‘uso della melatonina come coadiuvante del sonno è stato studiato a fondo e la sua efficacia nell’alleviare alcuni disturbi del sonno è supportata dalla ricerca scientifica. Ha dimostrato di essere efficace nel trattamento dei disturbi primari del sonno, della sindrome della fase del sonno ritardata e del jet lag. 

Una revisione di molteplici studi clinici ha rilevato che l’integrazione di melatonina è più efficace nel ridurre la latenza del sonno (il tempo necessario per addormentarsi) e aumentare il tempo totale di sonno rispetto a un placebo. Inoltre, lo studio ha scoperto che la melatonina sembrava migliorare la qualità complessiva del sonno, con la maggior parte dei partecipanti che riferiva di sentirsi più riposati dopo il risveglio.

Sicurezza ed effetti collaterali

In generale, la melatonina è considerata sicura per l’uso a breve termine.Tuttavia, come qualsiasi integratore, non è privo di potenziali effetti collaterali. Alcuni utenti segnalano mal di testa, vertigini, nausea o sonnolenza il giorno successivo. Come con qualsiasi integratore o farmaco, è consigliabile consultare un medico prima di iniziare un regime di melatonina, specialmente per per le persone con condizioni mediche esistenti o che stanno attualmente assumendo altri farmaci. 

Vedi anche:Melatonina: dovrei prenderla per dormire?

Spiegano gli autori:

Nei mammiferi, un orologio circadiano centrale, situato nei nuclei soprachiasmatici (SCN) dell’ipotalamo, sintonizza i ritmi fisiologici circadiani innati al ciclo luce-buio di 24 ore dell’ambiente per rinvigorire e ottimizzare l’ordine temporale interno. La produzione di melatonina attivata dal SCN e inibita dalla luce, trasmette il messaggio dell’oscurità all’orologio e induce le funzioni fisiologiche dello stato notturno, ad esempio la pressione sanguigna durante il sonno/veglia e il metabolismo. Gli effetti clinicamente significativi del trattamento con melatonina sono stati dimostrati in studi controllati con placebo sull’uomo, in particolare nei disturbi associati a ritmi di melatonina diminuiti o disallineati, ad esempio disturbi del sonno correlati al ritmo circadiano, jet lag e lavoro a turni, insonnia nei bambini con disturbi dello sviluppo neurologico, qualità del sonno scarsa (non ristoratrice), pressione arteriosa notturna non dipping (ipertensione notturna) e malattia di Alzheimer (AD). La ridotta produzione di melatonina nelle primissime fasi dell’AD, il ruolo della melatonina nel valore ristoratore del sonno (qualità del sonno percepita) e i suoi effetti di anticipazione del sonno con conseguente attivazione attenuata di alcune reti cerebrali stanno acquisendo una nuova prospettiva come il ruolo di scarsa qualità del sonno nell’accumulo di β amiloide, in particolare nel precuneo, viene svelato. Come risultato della relazione recentemente scoperta tra orologio circadiano, sonno e neurodegenerazione, nuove prospettive di utilizzo della melatonina per un intervento precoce, per promuovere un sano invecchiamento fisico e mentale, sono di primario interesse alla luce del legame emergente con l’eziologia della malattia di Alzheimer”.

Conclusione

La melatonina è un ormone vitale nella regolazione del sonno e della veglia. La sua integrazione ha mostrato risultati promettenti nel migliorare la durata, la qualità e l’insorgenza del sonno per le persone con determinati disturbi del sonno. Sebbene generalmente sicuro per l’uso a breve termine, i potenziali utenti dovrebbero essere consapevoli dei possibili effetti collaterali e consultare un operatore sanitario prima di iniziare l’uso. La ricerca futura dovrebbe continuare a studiare la sicurezza e l’efficacia a lungo termine dell’integrazione di melatonina, nonché esplorare i suoi potenziali usi oltre la regolazione del sonno.

Fonte:British Journal of Pharmacology

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