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Cancro al seno: la vitamina A riporta le cellule pre cancerose alla normalità

Un derivato della vitamina A, noto come acido retinoico, che si trova in abbondanza in patate dolci e carote, aiuta a trasformare le cellule pre-tumorali in normali cellule del seno in buona salute, secondo la ricerca pubblicata questo mese sul Journal of Oncology . 

La vitamina A non sembra cambiare il corso del cancro conclamato, ma solo le cellule pre-cancerose.

Poiché le cellule cancerose subiscono molti cambiamenti prima di diventare completamente aggressive e metastatiche, Sandra V. Fernandez, Ph.D., professore assistente di ricerca della Oncologia Medica presso Thomas Jefferson University e colleghi, ha utilizzato un modello di progressione del cancro al seno composto da quattro tipi di cellule ognuna delle quali rappresentava un diverso stadio di cancro al seno: normale, pre-canceroso, canceroso e un modello completamente aggressivo.

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Quando i ricercatori hanno esposto i quattro tipi di cellule del seno a diverse concentrazioni di acido retinoico – una delle sostanze chimiche che il corpo converte in vitamina A – hanno notato un forte cambiamento nelle cellule pre-cancerose. Non solo le cellule pre-cancerose hanno assunto l’aspetto delle cellule normali in termini di forma, ma hanno anche cambiato la loro firma genetica tornando alla normalità. “Sembra che l’acido retinoico esercita effetti sulle cellule tumorali in parte attraverso la modulazione dell’ epigenoma”, spiega Fernandez.

È interessante notare che le cellule che sono statei considerate pienamente cancerose non hanno risposto affatto all’acido retinoico, suggerendo che ci può essere una piccola finestra di opportunità che consente all’ acido retinoico di essere utile nel prevenire la progressione del cancro. Inoltre, i ricercatori hanno dimostrato che soltanto una concentrazione di acido retinoico (circa un micro molare) ha prodotto gli effetti anti-cancro. Concentrazioni inferiori non hanno dato alcun cambiamento e concentrazioni più elevate hanno prodotto un effetto minore.

Il prossimo passo sarà quello di verifiare se la quantità di acido retinoico sperimentata può essere mantenuta in un modello animale e se tale concentrazione avrà gli stessi effetti che il dottor Fernandez ha osservato nelle cellule. Se tali studi mostreranno lo stesso effetto, il passo successivo sarà quello di verificare se queste osservazioni valgono anche negli esseri umani.

 

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