Spezie: questa combinazione potrebbe ridurre l’infiammazione efficacemente

Spezie: l’infiammazione cronica contribuisce silenziosamente a gravi malattie, ma una nuova ricerca suggerisce che specifiche combinazioni di composti vegetali, come quelli presenti nella menta, nell’eucalipto e nel peperoncino, potrebbero agire in sinergia per sopprimerla in modo molto più efficace rispetto ai singoli ingredienti. Credito: Shutterstock

I ricercatori hanno scoperto che ingredienti alimentari comuni possono interagire all’interno delle cellule immunitarie in modi che potenziano significativamente i reciproci effetti antinfiammatori.

L’infiammazione cronica spesso si sviluppa in modo silente, senza sintomi evidenti nelle sue fasi iniziali. Nel tempo, tuttavia, questa persistente attività immunitaria può contribuire a gravi problemi di salute, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, obesità, artrite e alcuni tipi di cancro. Alla base, l’infiammazione è causata dalle cellule immunitarie che rilasciano molecole segnale per rispondere a lesioni o infezioni.

L’alimentazione gioca un ruolo importante nel plasmare questo processo. Alimenti e condimenti comuni come erbe aromatiche, spezie e piante aromatiche contengono composti naturali noti come fitochimici che possono influenzare i processi infiammatori. Questi ingredienti sono stati combinati nelle diete e nei rimedi tradizionali per secoli, molto prima che se ne comprendessero gli effetti biologici.

Nonostante questa lunga storia, gli scienziati hanno faticato a spiegare esattamente come gli ingredienti di origine vegetale riducano l’infiammazione. I singoli composti mostrano spesso attività antinfiammatoria negli esperimenti di laboratorio, ma in genere solo a concentrazioni molto più elevate rispetto a quelle che le persone assumono con la dieta quotidiana.

Questa lacuna ha generato incertezza sulla reale efficacia degli “alimenti antinfiammatori” nel determinare se possano effettivamente influenzare l’organismo. Un altro quesito irrisolto riguarda le modalità di interazione tra i diversi composti all’interno delle cellule. Si ipotizza che la combinazione di ingredienti possa produrre effetti più marcati rispetto all’azione individuale, ma queste interazioni sono state raramente studiate o spiegate a livello molecolare.

Testare la sinergia dei composti vegetali nelle cellule immunitarie

Per approfondire questo aspetto, un team di ricerca guidato dal Professor Gen-ichiro Arimura del Dipartimento di Scienze Biologiche e Tecnologiche dell’Università di Scienze di Tokyo, in Giappone, ha esaminato come le combinazioni di composti di origine vegetale influenzino l’infiammazione nelle cellule immunitarie. Il loro studio, pubblicato sulla rivista Nutrients, si è concentrato sui composti comunemente presenti nella menta, nell’eucalipto e nel peperoncino, verificando se la loro combinazione potesse sopprimere le risposte infiammatorie in modo più efficace rispetto all’utilizzo di ciascuno di essi singolarmente.

Grafico a barre della riduzione dei livelli di TNF alfa
Questo grafico mostra la concentrazione misurata della proteina TNF-α rilasciata dai macrofagi come indicatore di infiammazione. La combinazione di capsaicina (CA) con mentolo (ME) o 1,8-cineolo (CI) ha ridotto drasticamente i livelli di infiammazione indotti dalla proteina lipopolisaccaride batterica. Crediti: Gen-ichiro Arimura/Università di Scienze di Tokyo
Il team ha studiato i macrofagi, cellule immunitarie che svolgono un ruolo centrale nell’infiammazione producendo proteine ​​di segnalazione chiamate citochine. Per simulare una risposta infiammatoria, i macrofagi murini sono stati esposti al lipopolisaccaride, un componente batterico frequentemente utilizzato nei modelli di laboratorio. I ricercatori hanno poi trattato le cellule con mentolo (proveniente dalla menta), 1,8-cineolo (proveniente dall’eucalipto), capsaicina (proveniente dai peperoncini) e β-eudesmolo (proveniente dal luppolo e dallo zenzero), sia singolarmente che in specifiche combinazioni.

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I ricercatori hanno valutato gli effetti utilizzando l’analisi dell’espressione genica, la misurazione delle proteine ​​e l’imaging del calcio. Il team ha anche studiato se questi composti agissero attraverso i canali del potenziale recettore transitorio (TRP), che sono proteine ​​presenti nella membrana cellulare che rispondono a segnali chimici e fisici e regolano l’attività del calcio, un fattore chiave nel comportamento delle cellule immunitarie.

Gli effetti sinergici amplificano la risposta antinfiammatoria

Da sola, la capsaicina ha mostrato il più forte effetto antinfiammatorio tra i composti testati. Tuttavia, i risultati più significativi sono emersi quando i composti sono stati combinati.Quando la capsaicina e il mentolo o l’1,8-cineolo sono stati utilizzati insieme, il loro effetto antinfiammatorio è aumentato di diverse centinaia di volte rispetto a quando ciascun composto è stato utilizzato singolarmente”, sottolinea il Prof. Arimura.

Ulteriori analisi hanno contribuito a chiarire il motivo di questo fenomeno. Il mentolo e l’1,8-cineolo hanno influenzato l’infiammazione attraverso i canali TRP e la segnalazione del calcio, mentre la capsaicina sembra agire attraverso una via separata che non dipende dai canali TRP. “Abbiamo dimostrato che questo effetto sinergico non è una coincidenza, ma si basa su una nuova modalità d’azione derivante dall’attivazione simultanea di diverse vie di segnalazione intracellulare“, afferma il Prof. Arimura. “Questo fornisce una chiara evidenza a livello molecolare degli effetti empiricamente noti della combinazione di ingredienti alimentari.”

Implicazioni per la dieta e gli alimenti funzionali

Questi risultati offrono spunti su come le combinazioni di composti vegetali possano produrre effetti biologici misurabili anche a livelli relativamente bassi, tipicamente riscontrabili negli alimenti. Inoltre, aprono nuove possibilità per lo sviluppo di alimenti funzionali, integratori, condimenti o fragranze progettati per offrire effetti più marcati utilizzando quantità minori di principi attivi.

Più in generale, i risultati supportano l’idea che i benefici delle diete ricche di vegetali possano derivare dall’interazione tra molteplici composti che agiscono in sinergia, piuttosto che da un singolo ingrediente “super”. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche su modelli animali e sull’uomo, questo studio fornisce un quadro più chiaro per comprendere come gli alimenti di uso quotidiano e i composti naturali possano contribuire a regolare l’infiammazione cronica e a sostenere la salute a lungo termine.

Riferimento: Nutrients 

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