Verso una migliore e precoce diagnosi dell’artrosi

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L’artrosi, una malattia degenerativa che colpisce le articolazioni, diventa sempre più comune tra le persone anziane ed è attualmente oggetto di ricerca di diversi progetti finanziati dalla Academy of Finland.

L’obesità, lesioni articolari e lavoro fisico pesante, sono considerati fattori di rischio per lo sviluppo dell’artrosi. Secondo il Prof. Jari Arokoski della University of Eastern Finland, la causa principale dell’artrosi è ancora un mistero. I sintomi tipici della malattia comprendono il deterioramento e la perdita della cartilagine dalle superfici delle articolazioni e possono essere individuati con i raggi X, come un restringimento delle superfici dello spazio articolare.

” L’artrosi è una condizione che di solito si sviluppa molto lentamente, nel corso di un lungo periodo di tempo. Una volta che il tessuto cartilagineo è stato danneggiato, il paziente non potrà guarire completamente. Alcuni pazienti possono avere forti dolori alle articolazioni e una limitata capacità funzionale. In alcuni casi i raggi X possono rilevare la presenza di cambiamenti che suggeriscono la presenza di artrosi, anche senza alcuna esperienza di dolore”, spiega il Prof. Arokoski.

La conseguenza più costosa dell’artrosi è la compromessa capacità funzionale. Secondo le statistiche elaborate dal Centro finlandese per le pensioni e l’Istituto delle Assicurazioni Sociali in Finlandia, quasi il 10% delle pensioni di invalidità sono attribuibili all’artrosi. I costi annuali causati dai disturbi muscolo scheletrici ammontano a circa 600 milioni di euro, circa l’11% della spesa sanitaria totale in Finlandia.

“I nuovi metodi di imaging consentono di identificare i cambiamenti del tessuto nei pazienti con artrosi. I metodi attualmente in uso per la diagnosi dell’artrosi si basano sia su studi clinici che radiografia, ma i raggi X non mostrano i cambiamenti del tessuto nelle prime fasi di sviluppo della malattia. Possono essere utilizzati solo per identificare i casi evidenti di cambiamenti del tessuto e danni alla cartilagine. Con una migliore diagnostica per imaging potremmo sviluppare metodi di trattamento mirati ed una migliore previsione della progressione della malattia “, spiega Simo Saarakkala, della Academy Research Fellow e Professore Associato presso l’Università di Oulu.

Saarakkala è capo di un team che sta cercando di sviluppare un metodo computerizzato per analizzare le immagini radiografiche. Tale metodo aumenterebbe la possinbilità di identificare i cambiamenti del tessuto in pazienti con artrosi e potrebbe anche migliorare l’uniformità della interpretazione radiografica. I risultati dello studio dimostrano che i raggi X sono particolarmente efficaci per analizzare la struttura del tessuto osseo ed i suoi cambiamenti nei diversi stadi della malattia. Il team è stato anche il primo a dimostrare che l’analisi computerizzata di imaging a raggi X è in grado di fornire una immagine tridimensionale reale della struttura ossea.

” L’ecografia “, dice Saarakkala, ” è anche una tecnica utile per la diagnosi precoce dell’ artrosi anche se è stata utilizzata per la diagnosi di malattie reumatiche. Si è erroneamente ritenuto che l’ecografia non fosse uno strumento diagnostico adatto all’artrosi perchè non fornisce una immagine della superficie articolare portante”.

I risultati di uno studio condotto dal team di  Saarakkala, pubblicato in Scientific Reports quest’anno, dissipano completamente questa idea sbagliata. Il team è stato in grado di dimostrare che l’ecografia può rilevare speroni ossei, lussazioni e cambiamenti della cartilagine articolare nella zona di carico del ginocchio. La ricerca precedente del team ha dimostrato inoltre, che il metodo di analisi computerizzata può anche essere utilizzato nella valutazione della densità ossea subcondrale da immagini ecografiche.

Fonte: Medicalxpress

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