Scoperto migliore trattamento per la degenerazione maculare

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Una nuova ricerca sui topi solleva la speranza di un migliore trattamento per la degenerazione maculare che utilizza una classe di farmaci noti come inibitori MDM2 per far regredire i vasi sanguigni anomali responsabili della perdita della visione associata con la malattia.

I ricercatori della University of North Carolina (UNC), Facoltà di Medicina, hanno pubblicato i loro risultati on line, sulla rivista Journal of Clinical Investigation .

L’autore senior,Sai Chavala, assistente professore di Oftalmologia e Biologia Cellulare e Fisiologia presso l’UNC School of Medicine, dice:

“Crediamo di aver trovato un trattamento ottimizzato per la degenerazione maculare che utilizza  inibitori MDM2”

La degenerazione maculare è una malattia degli occhi che porta alla perdita della visione centrale. E ‘la principale causa di perdita della vista tra gli anziani.

La degenerazione maculare distrugge la macula, la parte dell’occhio che fornisce la visione centrale.

La condizione inizia sempre con una secchezza dell’occhio che può causare visione offuscata o punti ciechi. Tuttavia, circa una persona su 5 con AMD, può sviluppare la forma “umida”, in cui  vasi sanguigni anomali crescono negli occhi e causano perdite di fluido o di sangue, provocando la perdita della vista.

Il miglior trattamento che è attualmente disponibile utilizza un anticorpo anti-VEGF, che viene iniettato nell’occhio. Ma l’iniezione deve essere fatta ogni 4/8 settimane a seconda della tipologia di farmaco e può esporre il paziente al rischio d’infezione.

Nel giugno 2011, la  US Food and Drug Administration  (FDA) ha approvato un trattamento anti-VEGF della AMD umida che deve essere iniettato ogni 8 settimane.

Tuttavia, la speranza dopo i promettenti risultati di questo nuovo studio sui topi è che i pazienti avranno un trattamento di lunga durata in modo che non avranno bisogno di tante iniezioni.

Il vantaggio che gli inibitori MDM2 hanno rispetto agli nti-VEGF è che essi mirano direttamente i vasi sanguigni, mentre anti-VEGF si rivolgono ai fattori di crescita che inducono i vasi sanguigni anomali. 

” E’ la capacità di indirizzare direttamente i vasi  che offre potenzialmente un effetto duraturo”, spiegano i ricercatori.

Per il loro studio, il team ha esaminato l’effetto degli inibitori MDM2 in colture cellulari e nei topi con degenerazione maculare.

I ricercatori hanno trovato che il farmaco attiva una proteina chiamata p53, una proteina matrice che decide se una cellula vive o muore.

Il Prof. Chavala dice:

“Con l’attivazione di p53, siamo in grado di avviare il processo di morte cellulare in questi vasi sanguigni anomali.”

Gli inibitori MDM2 possono anche offrire vantaggi rispetto ad un altro trattamento attualmente in fase di sperimentazione per AMD che si basa su basse dosi di radiazioni”.

Mentre Il trattamento a basso dosaggio di radiazioni innesca anche p53, causando danni al DNA delle cellule, gli  inibitori MDM2 attivano p53 senza causare danni al DNA.

Inoltre, gli inibitori MDM2 possono essere somministrati per iniezione direttamente nell’occhio, mentre alcune forme di trattamento con radiazioni, possono essere utilizzate solo con la chirurgia.

Il Prof. Chaval è il fondatore di una società che prevede di commercializzare nuovi trattamenti per le malattie degli occhi. La società ha depositato un brevetto per l’utilizzo di inibitori MDM2.

Nel 2010, i ricercatori hanno riferito che i cibi ricchi di omega-3, proteggono gli anziani dalla degenerazione maculare. .

Fonte J. Clin Invest. Pubblicato online il 9 settembre 2013; DOI: 10.1172/JCI67315.