Ospedali in Toscana: emergenza superbatterio New Delhi

batterio new Delhi

E’ emergenza nella regione Toscana a causa dell’aumento di positività al superbatterio New Delhi rilevato tra fine 2018 e inizio 2019 tra i pazienti.

Si tratta di un batterio resistente agli antibiotici che sta interessando in particolare l’area nord ovest della Toscana dove ci sono 350 pazienti portatori del batterio Ndm di cui 44 infetti con presenza confermata del batterio nel sangue.

La Regione ha varato un decreto per contrastare il diffondersi del batterio.

Nel decreto si ammette che il contagio è ancora in corso («situazione attualmente presente in Area Vasta Nord Ovest»), ma non viene analizzato cosa sia successo ai pazienti. L’unico riferimento è alla letteratura medica: “La mortalità attribuibile (all’Ndm, ndr) è elevata, pari al 20-30 per cento dei contagiati”.

Tra novembre 2018 e maggio 2019 sette ospedali toscani hanno notificato alle autorità sanitarie italiane e europee ben 350 casi di pazienti positivi al batterio. E il focolaio è ancora attivo. “Si tratta”, spiega il rapporto, “di un agente infettivo che preoccupa gli esperti, perché «non risponde alle nuove combinazioni di inibitori»”. Il batterio era stato isolato per la prima volta nel 2008 in un paziente svedese appena rientrato da una vacanza a Nuova Delhi, in India.

L’Agenzia regionale di sanità (Ars), che ha considerato i dati degli ultimi 10 mesi, dal novembre 2018 al luglio 2019, riferisce che almeno 30 pazienti sono  morti in questi 10 mesi, che nel sangue avevano gli enterobatteri Ndm.

L’elenco degli ospedali della Toscana infettati dal batterio

L’Azienda sanitaria regionale ha anche reso nota la mappa degli ospedali città per città nella regione Toscana in cui sono stati registrati casi di malattia conclamata, per un totale di 15 nosocomi e 2 centri di riabilitazione. Si tratta dell’ospedale di Careggi a Firenze (1 caso), del Cisanello di Pisa (31 casi), delle Scotte di Siena (1 caso), dell’Ospedale Pediatrico Apuano a Massa (1 caso), del San Jacopo di Pistoia (1 caso), dell’ospedale Santi Cosma e Damiano di Pescia (1 caso), dell’ospedale di Cecina (3 casi), dell’ospedale di Piombino (1 caso), dell’ospedale di Pontedera (3 casi), del San Luca di Lucca (2 casi), dell’ospedale della Versilia (8 casi), degli ospedali riuniti di Livorno (9 casi), del San Francesco di Barga (1 caso), del Santa Maria Maddalena di Volterra (1 caso), del Noa di Massa (4 casi), del centro di riabilitazione di Terranuova Bracciolini (1 caso) e del centro di riabilitazione cardiologica di Volterra (6 casi).