Curcumina-immagine credit Foto: Pexels
Una forma di curcumina creata in laboratorio ha protetto i topi dalla colite, indicando i batteri intestinali come la ragione per cui questo composto ha difficoltà ad agire se assunto sotto forma di integratore alimentare tradizionale.
Secondo uno studio pubblicato il 13 ottobre 2026 sull’American Journal of Chinese Medicine, una versione in nanoparticelle della curcumina ha protetto i topi dalla colite ulcerosa rimodellando la loro flora batterica intestinale.
I ricercatori hanno studiato un modello murino di colite indotta da destrano solfato di sodio, un metodo di laboratorio standard per scatenare un’infiammazione simile alla colite ulcerosa nei topi. La dimensione del campione non è stata riportata. I topi sono stati pre-integrati con curcumina nanoformulata, una forma di particelle ingegnerizzate progettata per superare la bassa solubilità e lo scarso assorbimento della curcumina nella sua forma ordinaria, prima dell’induzione della colite.
I topi trattati hanno mostrato una minore gravità della malattia, minori danni alla mucosa intestinale e una minore infiammazione del colon rispetto ai topi con colite non trattati. Utilizzando il sequenziamento dell’rRNA 16S, un metodo per identificare le specie batteriche presenti in un campione e la metabolomica non mirata, una tecnica che misura le piccole molecole prodotte da questi batteri, i ricercatori hanno scoperto che la nano-curcumina ha ripristinato un mix più equilibrato di batteri intestinali e ha aumentato la produzione di acidi grassi a catena corta, sottoprodotti della fermentazione delle fibre legati alla riparazione della mucosa intestinale e alla riduzione dell’infiammazione.
Gli autori affermano che i trapianti di microbiota fecale da topi trattati con nano-curcumina ad altri topi affetti da colite hanno riprodotto l’effetto protettivo, il che, a loro dire, conferma che i cambiamenti nella flora batterica intestinale sono stati la causa del beneficio, anziché esserne solo una conseguenza. La curcumina semplice ha a lungo mostrato prestazioni inferiori rispetto ai risultati di laboratorio perché solo una piccola quantità viene assorbita intatta. La sua trasformazione in nanoparticelle sembra essere una delle strategie che i ricercatori stanno cercando di adottare per far sì che una maggiore quantità di curcumina raggiunga i tessuti e i batteri intestinali, dove può essere utilizzata.
Legg ache:La curcumina può avere effetti collaterali ?
Gli autori dello studio non hanno specificato il numero di topi utilizzati e la curcumina è stata somministrata prima dell’insorgenza della colite, non dopo la comparsa dei sintomi; pertanto, questo studio non ne valuta l’efficacia nel trattamento delle riacutizzazioni già in corso. Si tratta di dati ottenuti da animali in un modello indotto chimicamente, non da uno studio clinico, quindi non è possibile stabilire un dosaggio o un esito per le persone affette da colite ulcerosa.
Il punto di vista del Dottor Axe
“Questo è uno studio sui meccanismi d’azione, non un’autorizzazione all’automedicazione per una riacutizzazione della colite ulcerosa con curcumina acquistata in farmacia. Il trapianto della sola flora batterica intestinale ha riprodotto l’effetto protettivo, il che mi fa pensare che il cambiamento della flora batterica stia effettivamente svolgendo un ruolo attivo, anziché essere semplicemente un effetto collaterale della curcumina. Il principale limite della curcumina, se assunta come integratore, è sempre stato il suo scarso assorbimento; per questo motivo, preferisco la curcumina in combinazione con l’estratto di pepe nero o formulata per una maggiore biodisponibilità. Se soffrite di colite ulcerosa, continuate a consultare il vostro gastroenterologo e parlatene con lui prima di assumere qualsiasi prodotto a base di curcumina, poiché i tempi e i dosaggi utilizzati in questo studio non corrispondono a quelli riscontrabili nelle riacutizzazioni umane“.
Fonte:DrAxe