HomeAlimentazione & BenessereI dolcificanti artificiali aiutano a perdere peso?

I dolcificanti artificiali aiutano a perdere peso?

Un recente studio condotto da ricercatori del National Institute of Diabetes, Digestive and Kidney Diseases e National Institutes of Health, ha misurato la quantità di dolcificanti artificiali che viene assorbita nel flusso sanguigno da bambini e adulti, dopo aver bevuto una lattina di soda.

I risultati di questo studio sono stati pubblicati in Toxicological & Environmental Chemistry.

Il team ha misurato la concentrazione plasmatica dei dolcificanti artificiali come sucralosio e acesulfame K, che si trovano in una vasta gamma di alimenti confezionati e bevande. Questi dolcificanti artificiali, compresa la saccarina e aspartame, hanno ricevuto ultimamente molte attenzione da parte della ricerca, perché si è scoperto che non sono prodotti chimici inerti con un gusto dolce, ma principi attivi che possono influenzare il metabolismo.

(Vedi anche:Dolcificanti artificiali influenzano il metabolismo e livelli di insulina).

Nonostante la loro approvazione come additivi alimentari in seguito alla presentazione dei dati dettagliati sulla sicurezza, da parte della FDA, le preoccupazioni sui loro effetti sulla salute a lungo termine, rimangono. L’uso dei dolcificanti artificiali è in aumento in tutto il mondo perché è universalmente accettato che un alto consumo di zucchero promuove una serie di problemi di salute, tra cui l’obesità e diabete. L’industria alimentare risponde alla domanda dei consumatori e sostituisce sempre più lo zucchero con dolcificanti artificiali al fine di fornire prodotti gustosi con basso contenuto di zucchero. La maggior parte dei consumatori si aspetta di perdere peso sostituendo lo zucchero con dolcificanti artificiali (perché contengono meno calorie), ma, paradossalmente, può accadere il contrario.

In questo contesto, gli autori hanno eseguito uno studio per estendere precedenti inchieste sulle concentrazioni plasmatiche di sucralosio e acesulfame-K. Le concentrazioni dei dolcificanti artificiali sono state misurate negli adulti a seguito di assunzione di varie dosi di sucralosio, con o senza acesulfame K, nelle bevande come soda o mescolati in seltzer o acqua.

I risultati ottenuti negli adulti sono stati poi confrontati con quelli ottenuti nei bambini.

Lo studio comprendeva 22 adulti di età compresa tra 18-45 anni e 11 bambini di età compresa tra 6-12 anni, senza condizioni mediche note e che non stavano usando farmaci, arruolati in uno studio randomizzato incrociato dello stesso soggetto. Il protocollo è stato approvato dall’ Institutional Review Board of the National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK).

I risultati dello studio dimostrano che, rispetto agli adulti, i bambini avevano il doppio delle concentrazioni di sucralosio nel plasma dopo l’ingestione di una sola lattina di soda. Lo stesso gruppo di ricerca precedentemente aveva scoperto che questi dolcificanti artificiali erano presenti nel latte materno quando le madri avevano ingerito alimenti, bevande, farmaci o altri prodotti che contenevano dolcificanti artificiali . Dal momento che i bambini hanno meno capacità di eliminare le sostanze dal loro flusso sanguigno attraverso i reni (più basso tasso di filtrazione glomerulare fino all’età di 2 anni), gli autori ipotizzano che i livelli ematici dei dolcificante artificiali nei  bambini, possono essere in proporzione, ancora più alti che negli adulti.

Questi risultati sono importanti perché l’esposizione nei primi anni di vita ai dolcificanti artificiali può influenzare le future preferenze di gusto, la dieta e il destino metabolico di un bambino. Poiché è noto che i bambini preferiscono generalmente cibi dolci rispetto agli adulti, sono particolarmente vulnerabili alla dolcezza intensa fornita dai dolcificanti artificiali.

I risultati di questo studio evidenziano anche il fatto che alcune persone anche se consumano quantità relativamente piccole di dolcificanti artificiali, ne accumulano quantità esorbitanti. Nel complesso, questo studio aiuterà la progettazione e l’interpretazione della ricerca futura, cruciale per capire meglio gli esiti dei dolcificanti artificiali sulla nostra salute.

Fonte: Medicalnews

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