Dalla lumaca cono un nuovo approccio per curare il diabete

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Le lumache cono sono predatori del mare. Esse catturano pesce, iniettando un veleno nella preda che consiste di un cocktail di sostanze differenti. I singoli componenti o conopeptides del veleno, sono noti per le loro potenzialità e proprietà terapeutiche. Un esempio è il farmaco Ziconotid, un conopeptide che viene prescritto per la terapia del dolore. Un gruppo di scienziati dell’Università di Lubecca e Kiel, in collaborazione con scienziati del Canada e degli Stati Uniti, hanno esaminato il veleno della lumaca cono o conus striatus ed hanno scoperto che un peptide chiamato conKunitzin s1, altera il rilascio di insulina nelle cellule del pancreas. Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica EMBO Molecular Medicine. Questa scoperta potrebbe essere utile per  un nuovo approccio al trattamento del diabete di tipo 2. L’azione di alcune sostanze normalmente utilizzate nel trattamento del diabete di tipo2 è indipendente dal livello di glucosio nel sangue e non di rado, causa ipoglicemia. La novità della sostanza in esame è che non ha controindicazioni come l’ipoglicemia. Il glucosio è parte della nostra alimentazione. Quando entra nel sistema digestivo, le cellule del pancreas rilasciano insulina. Nei pazienti affetti da diabete di tipo 2, questo meccanismo disturbato causa iperglicemia. La sostanza di recente scoperta, conopeptide conKunitzin s1, si lega nelle cellule del pancres ad uno specifico canale di potassio e conduce ad un rilascio temporaneo di insulina, solo nel caso in cui il livello di zucchero nel sangue aumenta. A seguito di una prova orale di tolleranza sugli  animali, i ricercatori hanno scoperto che la sostanza non causa ipoglicemia ed è quindi priva degli effetti collaterali tipici di alcuni farmaci convenzionali. Attualmente gli scienziati stanno lavorando per poter somministrare il peptide per via orale.