Colpire un percorso metabolico per trattare il cancro al fegato

cancro al fegato

Un gene poco studiato può spiegare come alcune cellule del cancro al fegato ottengono l’alimentazione necessaria per proliferare, secondo nuove ricerche dell’Università del Maryland.

I risultati di questa ricerca saranno pubblicati il 18 agosto dal Journal of Biological Chemistry.

Poiché si moltiplicano rapidamente e si diffondono in tutto il corpo, le cellule tumorali richiedono più energia rispetto alle normali cellule. Un approccio al trattamento del cancro, pertanto, mira ai percorsi che le cellule tumorali utilizzano per soddisfare queste esigenze energetiche, in modo da “affamare” il cancro. Il laboratorio di Hongbing Wang era interessato ad applicare questo approccio terapeutico ai tumori al fegato.

“Il fegato è uno degli organi più attivi del corpo”, ha detto Wang, ” quindi un fegato sano richiede già molta energia”.

Nel tentativo di individuare i geni che potevano svolgere un ruolo importante nel metabolismo delle cellule epatiche sane e cancerose, Wang ed i suoi colleghi si sono interessati ad un gene chiamato SLC13A5, che produce una proteina che trasporta il citrato nelle cellule. SLC13A5 si esprime principalmente nel fegato, ma il suo ruolo è relativamente evoluto.

“…–La ricerca su SLC13A5 si è concentrata sul suo ruolo nell’obesità e nel diabete. Colpire il gene SLC13A5 nei topi impedisce lo sviluppo dell’ obesità alimentata da cibi ad alto contenuto di grassi. Se questo gene gioca un ruolo nell’omeostasi e nell’equilibrio energetico nel contesto dell’obesità”, ha spiegato Wang, ” forse potrebbe avere un ruolo nel soddisfare i bisogni energetici delle cellule tumorali del fegato”.

Zhihui Li, un postdoctoral nel laboratorio di Wang, ha eseguito esperimenti in cui ha usato una tecnica chiamata interferenza dell’RNA per sopprimere (ma non completamente eliminare) la produzione della proteina SLC13A5. L’interferenza dell’ RNA, abbreviata comunemente come RNAi, è un meccanismo epigenetico mediante il quale alcuni frammenti di RNA sono in grado di interferire e spegnere l’espressione genica.

( Vedi anche:Perché i farmaci contro il cancro al fegato spesso non funzionano).

i ricercatori hanno condotto questi esperimenti in colture di due linee di cellule epatocellulari umane. La soppressione di SLC13A5 non ha causato la morte delle cellule del cancro al fegato, ma ha rallentato significativamente la loro crescita e divisione. Allo stesso modo, quando queste cellule sono state iniettate nei topi, le cellule in cui SLC13A5 è stato soppresso hanno prodotto tumori appena visibili rispetto alle cellule tumorali non manipolate.

Wang ipotizza che il citrato extracellulare prelevato dalla proteina SLC13A5 è richiesto dalle cellule del cancro del fegato per la sintesi degli acidi grassi.

Poiché il cancro della prostata non esprime SLC13A5, la crescita delle cellule tumorali della prostata non è stata influenzata dalla soppressione dell’espressione SLC13A5. Il fatto che il cancro alla prostata sia cresciuto indipendentemente dalla presenza di SLC13A5 sostiene l’idea che i diversi tipi di cancro utilizzino metodi diversi per soddisfare le loro elevate esigenze energetiche.

Wang sottolinea che i risultati attuali sono preliminari e che la comparazione dell’attività di SLC13A5 nel tessuto del fegato umano sano e canceroso sarà necessaria prima che gli studi di questo percorso siano considerati come un obiettivo farmacologico.Comprendere il coinvolgimento del percorso di trasporto del citrato nella crescita del cancro del fegato, segna un passo avanti nella comprensione dell’uso energetico nel cancro.

Fonte: Journal of Biological Chemistry

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