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Cancro alla prostata: la radioterapia aumenta il rischio di un secondo tumore maligno?

Una recente meta-analisi pubblicata nel BMJ trova un legame tra radioterapia per il cancro alla prostata e un aumentato del rischio di un secondo tumore primario.

Il cancro alla prostata è il secondo più comune tipo di cancro negli uomini americani, dopo il cancro della pelle. L’anno scorso, ci sono stati 220,800 nuovi casi negli Stati Uniti e 27.540 decessi.

Gli individui con diagnosi di cancro alla prostata hanno due principali opzioni di trattamento: la chirurgia o la radioterapia.

Nessuna delle due opzioni è senza conseguenze: gli effetti collaterali di entrambi possono includere incontinenza urinaria e disfunzione erettile.

Un altro potenziale, finora non dimostrato, effetto collaterale della radioterapia per il trattamento del cancro alla prostata è la generazione di un secondo tumore primario.

Questo collegamento è stato osservato in numerosi studi, ma senza una risposta definitiva.

La radiazione è nota per provocare tumori secondari nei pazienti con linfoma di Hodgkin e alcuni altri tipi di tumore, ma la ricerca isul trattamento del cancro alla prostata non ha dato risultati chiari.

Vi è qualche evidenza che il trattamento con le radiazione sulla prostata produce una dispersione di  radiazioni in aree più lontane del corpo, che provocano mutazioni genetiche. Questo cosiddetto effetto bystander non è completamente compreso, ma sembra che la radioterapia induce il rilascio di fattori extracellulari, che, a sua volta, generano mutazioni nelle cellule lontano dalla linea di applicazione del trattamento.

Un team di ricercatori, guidato dal Dottor Robert Nam, presso l’Università di Toronto, ha deciso di riaprire le linee di indagine e ha effettuato una meta-analisi di 21 studi. I ricercatori hanno confrontato i tassi di tumori secondari in pazienti con cancro alla prostata che erano stati sottoposti a radioterapia, con i tassi di incidenza dei tumori nei pazienti non sottoposti a radioterapia.

Il team ha scoperto che i pazienti che avevano optato per la radioterapia avevano una maggiore incidenza di tumori della vescica, del colon-retto e cancro rettale. Tuttavia, i tumori del sangue e polmoni non sono aumentati.

Questi risultati sono rimasti significativi, anche dopo l’analisi di follow-up a 5 e 10 anni dopo la radioterapia.

Gli autori sono pronti a sopecificare che l’elevazione del rischio è minimo. Per esempio, il più grande rischio assoluto è stato per cancro del colon retto, con un aumento dallo 0,3 al 4,2%.

Uno studio di questo tipo non ha potuto dimostrare la causa ed effetto, quindi ulteriore lavoro dovrà essere fatto per confermare i risultati e in ultima analisi, i fattori di rischio devono essere valutati per ogni singolo paziente.

Fonte: Medicalnews

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