ABT-263, un farmaco senolitico, accelera la guarigione delle ferite nella pelle invecchiata eliminando le cellule senescenti, innescando un’infiammazione benefica e potenziando l’attività genica, offrendo un nuovo trattamento promettente per le ferite a lenta guarigione.
L’applicazione topica di ABT-263 ha ridotto efficacemente diversi marcatori di senescenza nella pelle invecchiata, preparandola a una migliore guarigione delle ferite.

I ricercatori della Facoltà di Medicina dell’Università di Boston hanno individuato un trattamento promettente che potrebbe migliorare la guarigione delle ferite nella pelle invecchiata. Il loro studio, pubblicato sulla rivista Aging, rivela che il farmaco ABT-263 può accelerare significativamente la riparazione della pelle eliminando le cellule vecchie e danneggiate, note come cellule senescenti.

Con l’avanzare dell’età, il corpo accumula cellule senescenti, ovvero cellule che hanno cessato di funzionare correttamente, ma che rimangono nei tessuti, interferendo con i normali processi di guarigione. Questo accumulo è particolarmente problematico nella pelle, dove contribuisce a rallentare la guarigione dalle lesioni. Il team di ricerca, composto da Maria Shvedova, Rex Jeya Rajkumar Samdavid Thanapaul, Joy Ha, Jannat Dhillon, Grace H. Shin, Jack Crouch, Adam C. Gower, Sami Gritli e Daniel S. Roh, ha studiato se l’ABT-263, un farmaco senolitico progettato per rimuovere selettivamente queste cellule disfunzionali, potesse migliorare la rigenerazione cutanea.

I loro risultati dimostrano che, quando ABT-263 viene applicato localmente sulla pelle di topi anziani, elimina efficacemente le cellule senescenti e accelera significativamente la guarigione delle ferite. Questa scoperta potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti mirati alle ferite a lenta guarigione negli anziani, in particolare nella convalescenza post-operatoria e nella cura delle ferite croniche.

Illustrazione grafica del trattamento topico con ABT 263
Il pretrattamento cutaneo con ABT-263 accelera la chiusura delle ferite nei topi anziani. (A) Schema dell’esperimento. (B) Foto rappresentative delle ferite dopo 5 giorni di trattamento con ABT-263 rispetto al trattamento con DMSO. ABT-263 (N=5-8 per punto temporale) vs DMSO (N=5-8 per punto temporale). (C) % di contrazione della ferita. (D) % di topi anziani con ferite completamente guarite. t-test, *p<0,05, **p<0,01, ***p<0,001. Crediti: 2024 Shvedova et al.

L’accumulo di cellule senescenti (SnC) in diversi tessuti durante l’invecchiamento è fortemente associato al declino e alle malattie legate all’età.

I ricercatori hanno applicato ABT-263 sulla pelle di topi anziani per cinque giorni. La pelle trattata ha mostrato meno segni di invecchiamento cellulare e, quando sono state create piccole ferite, queste sono guarite molto più velocemente rispetto ai topi non trattati. Entro il 24° giorno, l’80% dei topi trattati con ABT-263 presentava ferite completamente guarite, rispetto a solo il 56% dei topi non trattati.

Un ruolo sorprendente dell’infiammazione nella guarigione

È interessante notare che l’ABT-263 ha innescato un breve picco di infiammazione nella pelle, che sorprendentemente ha favorito il processo di guarigione. L’infiammazione sembra aver “risvegliato” i sistemi di riparazione della pelle, rendendoli più reattivi alle ferite. Inoltre, l’ABT-263 ha aumentato l’attività dei geni correlati alla riparazione delle ferite, come quelli coinvolti nella produzione di collagene e nella crescita di nuovi vasi sanguigni, entrambi essenziali per la resistenza e la rigenerazione della pelle.

Lo studio ha inoltre rilevato che ABT-263 riduceva selettivamente le cellule senescenti nei topi anziani senza influenzare quelli giovani, suggerendo che il farmaco è particolarmente efficace nei tessuti più vecchi, dove queste cellule danneggiate si accumulano. Inoltre, poiché ABT-263 è stato applicato direttamente sulla pelle, ha evitato i comuni effetti collaterali associati ai farmaci senolitici orali.

Secondo i ricercatori, “Il nostro studio sottolinea il potenziale dei trattamenti senolitici topici per migliorare la guarigione delle ferite nella pelle matura, rappresentando una strategia potenzialmente promettente per la cura preoperatoria”.

Astract: 

“Le cellule senescenti si accumulano nei tessuti invecchiati, compromettendone la capacità di riparazione e rigenerazione in seguito a lesioni. Precedenti ricerche hanno dimostrato che colpire la senescenza tissutale con senolitici può migliorare la rigenerazione e la riparazione dei tessuti eliminando selettivamente le cellule senescenti in specifici tessuti invecchiati. In questo studio, ci siamo concentrati sull’eliminazione delle cellule senescenti della pelle in topi anziani per valutarne gli effetti sulla successiva guarigione delle ferite. Abbiamo applicato ABT-263 direttamente sulla pelle di topi di 24 mesi per un periodo di 5 giorni. In seguito all’applicazione topica di ABT-263, la pelle invecchiata ha mostrato una ridotta espressione genica dei marcatori di senescenza p16 e p21, accompagnata da una riduzione delle cellule positive per SA-β-gal e p21 rispetto ai controlli trattati con DMSO. Tuttavia, ABT-263 ha anche innescato una risposta infiammatoria temporanea e un’infiltrazione di macrofagi nella pelle. Il sequenziamento dell’RNA di massa della cute trattata con ABT-263 ha rivelato una rapida sovraregolazione dei geni associati ai processi di guarigione delle ferite, tra cui emostasi, infiammazione, proliferazione cellulare, angiogenesi, sintesi di collagene e organizzazione della matrice extracellulare. La cute di topi anziani pretrattata con ABT-263 topico ha mostrato una chiusura accelerata delle ferite. In conclusione, l’ABT-263 topico ha ridotto efficacemente diversi marcatori di senescenza nella cute invecchiata, preparandola così a una migliore successiva guarigione delle ferite. Questo miglioramento può essere attribuito alla senolisi indotta da ABT-263, che a sua volta stimola l’espressione dei geni coinvolti nel rimodellamento della matrice extracellulare e nei processi di riparazione delle ferite”.

Sebbene i risultati siano promettenti, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare se questo trattamento sia sicuro ed efficace per gli esseri umani. Tuttavia, questo studio rappresenta un entusiasmante passo avanti nella medicina rigenerativa, aprendo nuove opportunità per migliorare la guarigione delle ferite nella pelle invecchiata.

Riferimento: Aging