Virus Shamonda: prima persona contagiata, cosa sappiamo

d41586-026-03416-1_53891588

Virus Shamonda:

  • È un virus a RNA appartenente al genere Orthobunyavirus e al sierogruppo Simbu (stesso gruppo del virus Schmallenberg). 

  • Storia e diffusione: Identificato per la prima volta in Nigeria nel 1965, ha circolato principalmente in Africa e in Asia. Nell’estate del 2026 è arrivato in diversi Paesi europei (tra cui Francia, Germania, Svizzera e Italia). 

  • Negli animali: Colpisce prevalentemente i bovini (ma anche pecore, capre e cavalli), causando febbre, diarrea, calo della produzione di latte e problemi riproduttivi (aborti). 

  • Come si trasmette: Viene trasmesso tramite la puntura di piccoli insetti ematofagi (moscerini) del genere Culicoides. Non si trasmette direttamente da animale a animale o, per ora, con evidenze certe da uomo a uomo.

A luglio è stato rilevato un focolaio del virus Shamonda nelle mucche in Europa, che è tuttora in corso.

Secondo i ricercatori specializzati in malattie infettive, il rischio che l’agente patogeno del bestiame si trasmetta tra le persone è basso.

In Francia, un individuo affetto da cancro è diventato il primo caso noto di contagio da virus Shamonda, dopo un’epidemia scoppiata nel bestiame in Europa e identificata per la prima volta a luglio. L’uomo, sessantenne, è deceduto il 9 ottobre, 16 giorni dopo la comparsa di sintomi neurologici, tra cui perdita della vista e confusione, secondo un rapporto pubblicato questa settimana su Eurosurveillance. I ricercatori specializzati in malattie infettive affermano che si sa ancora poco sul virus e su come esso influisca sull’organismo.

L’uomo viveva in una zona rurale della regione Rodano-Alpi, dove il virus di Shamonda è stato rilevato nei bovini. Probabilmente è stato contagiato in seguito alla puntura di moscerini, si legge nel rapporto.

È anche possibile che abbia contratto il virus mangiando cibo contaminato o tramite una trasfusione di sangue o un trapianto, sebbene gli autori del rapporto affermino che queste vie di trasmissione siano meno probabili. “Sono in corso indagini per escluderle”, scrivono. I ricercatori affermano che il rischio di trasmissione del virus tra persone è basso.

“Il virus Shamonda appartiene a una famiglia di virus chiamati orthobunyavirus, noti per infettare animali come bovini e cervi, e trasmessi da zanzare e moscerini”, afferma Krispin Hajkowicz, ricercatore di malattie infettive presso l’Università del Queensland, in Australia. Non esistono vaccini o trattamenti antivirali per gli orthobunyavirus, aggiunge Hajkowicz.

Secondo Daniel Rawle, virologo del QIMR Berghofer Medical Research Institute di Brisbane, in Australia, si sta assistendo a un aumento dei casi di orthobunyavirus nell’uomo. I cambiamenti climatici e il maggiore contatto tra fauna selvatica, bestiame e esseri umani sono alcuni dei fattori che hanno incrementato il rischio di infezione. Un altro elemento è rappresentato dal crescente numero di persone immunocompromesse, che le rende quindi più vulnerabili all’infezione e allo sviluppo di sintomi potenzialmente letali. Sebbene non sia stata registrata alcuna trasmissione da uomo a uomo per questi virus, durante un’epidemia di un orthobunyavirus chiamato Oropouche in Brasile nel 2024, è stata segnalata la trasmissione tra donne in gravidanza e i loro feti.

Screening genetico

In Francia, un individuo affetto da leucemia e gravemente immunocompromesso ha iniziato ad avere convulsioni poco dopo la comparsa dei sintomi ed è entrato in coma, rendendo necessaria l’intubazione e la ventilazione meccanica. Quando le sue condizioni non sono migliorate dopo il trattamento con antibiotici, un farmaco antivirale e alte dosi di corticosteroidi, è stato necessario staccare le macchine che lo tenevano in vita.

Fonte:nature

To top