Tiroidite autoimmune: effetti dei flavonoidi vegetali e del selenio sugli ormoni pancreatici e sull’omeostasi del glucosio

Tiroidite autoimmune-immagine creditt public domain.

La tiroidite autoimmune (TIA) è una malattia autoimmune sistemica che va oltre la disfunzione tiroidea ed è associata a disturbi della secrezione endocrina pancreatica e del metabolismo del glucosio. Il presente studio si proponeva di valutare gli effetti di alcuni flavonoidi vegetali selezionati – diidroquercetina, crisoeiolo, luteolina, resveratrolo, kaempferolo e tamiflasidesomministrati singolarmente o in combinazione con selenio, sulla secrezione ormonale pancreatica, sul controllo glicemico e sul contenuto di glicogeno epatico in un modello sperimentale di TIA nel ratto.

La TIA è stata indotta in ratti Wistar maschi utilizzando tireoglobulina e adiuvante di Freund. Dopo la conferma della tiroidite autoimmune, gli animali sono stati trattati con flavonoidi (20 mg/kg di peso corporeo), con o senza selenio, per 14 giorni. Le concentrazioni sieriche di insulina, glucagone, amilina e somatostatina sono state determinate mediante test immunoenzimatico. L’emoglobina glicata (HbA1c) è stata misurata come indicatore del controllo glicemico a lungo termine e il contenuto di glicogeno epatico è stato valutato in omogenati di fegato.

L’induzione dell’AIT ha determinato una marcata disregolazione metabolica caratterizzata da ridotta secrezione di insulina e amilina, elevati livelli di glucagone, alterata regolazione della somatostatina, aumento dell’HbA1c e deplezione delle riserve di glicogeno epatico.

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Il trattamento con flavonoidi ha prodotto effetti correttivi specifici per ciascun composto. La luteolina e il kaempferolo, in particolare in combinazione con il selenio, hanno mostrato la maggiore efficacia nel ripristinare l’equilibrio ormonale pancreatico, ridurre l’iperglucagonemia, migliorare i livelli di HbA1c e riportare il glicogeno epatico verso valori fisiologici. La diidroquercetina e il crisoeiolo hanno esercitato effetti protettivi moderati, mentre il resveratrolo e il tamiflaside hanno mostrato un’efficacia limitata. In conclusione, la tiroidite autoimmune induce significative alterazioni della funzione endocrina pancreatica e del metabolismo epatico del glucosio, mentre le combinazioni di flavonoidi e selenio potrebbero rappresentare strategie promettenti per correggere le disfunzioni metaboliche associate alla tiroidite autoimmune.

Fonte:lifescience

 

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