Secondo gli scienziati, il succo di guava potrebbe potenziare l’efficacia degli integratori di ferro e contribuire a ridurre il rischio di anemia. Fonte: Shutterstock

Un frutto tropicale noto soprattutto per il suo sapore dolce potrebbe anche contribuire a risolvere uno dei problemi nutrizionali più comuni al mondo.

Secondo una revisione della letteratura scientifica pubblicata sulla rivista ad accesso aperto BMJ Nutrition Prevention & Health, bere regolarmente succo di guava potrebbe essere un modo semplice ed economico per contribuire a ridurre il rischio di anemia tra le donne nei paesi a basso e medio reddito.

I ricercatori hanno scoperto che la combinazione di succo di guava e integratori di ferro sembra essere più efficace nell’aumentare i livelli di emoglobina rispetto all’assunzione di soli integratori di ferro. Sulla base di questi risultati, suggeriscono che il succo di guava potrebbe essere preso in considerazione come parte di programmi di consulenza dietetica volti a prevenire l’anemia nelle regioni in cui questa patologia è diffusa.

L’anemia rimane una delle principali sfide per la salute pubblica

L’anemia da carenza di ferro è particolarmente diffusa tra le ragazze adolescenti e le donne in gravidanza in molti paesi a basso e medio reddito. Questa condizione può aumentare il rischio di malattie e di morte, oltre a influire sui livelli di energia, sulle funzioni cognitive e sul benessere generale.

La guava può rappresentare una soluzione nutrizionale pratica in molte zone dell’Asia, dove il frutto è ampiamente disponibile e relativamente economico. È un’ottima fonte di vitamina C, un nutriente che aiuta l’organismo ad assorbire il ferro dagli alimenti di origine vegetale.

Secondo i ricercatori, la guava contiene fino a quattro volte più vitamina C per 100 grammi rispetto alle arance. Il frutto fornisce anche vitamina A, acido folico, fibre alimentari e piccole quantità di ferro.

Sebbene diversi piccoli studi condotti in Indonesia abbiano riportato un aumento dei livelli di emoglobina dopo l’assunzione di succo di guava, nessuna revisione completa aveva finora riunito tali risultati per valutare le prove complessive.

Per colmare tale lacuna, i ricercatori hanno consultato banche dati scientifiche alla ricerca di studi clinici e studi quasi-sperimentali pubblicati in inglese a partire dal 2000.

La loro revisione ha identificato 17 studi idonei. Di questi, 15 erano studi quasi-sperimentali e due erano studi clinici randomizzati controllati. Sei studi si sono concentrati su ragazze adolescenti, mentre 11 hanno coinvolto donne in gravidanza. Nove studi hanno esaminato specificamente gli effetti del succo di guava in combinazione con l’integrazione di ferro.

I ricercatori hanno raccolto dati provenienti da 12 studi quantitativi che hanno coinvolto 235 donne e ragazze adolescenti. Nel complesso, le partecipanti hanno registrato un aumento medio dei livelli di emoglobina di 1,71 g/dl dopo aver consumato succo di guava, indicando un miglioramento significativo.

I livelli di emoglobina sono migliorati in entrambi i gruppi

Un’analisi più approfondita ha mostrato che le ragazze adolescenti hanno registrato un aumento medio di 1,52 g/dl, mentre le donne in gravidanza hanno visto un aumento medio di 1,84 g/dl.

La revisione ha inoltre esaminato cinque studi che hanno confrontato direttamente due gruppi: uno che assumeva succo di guava insieme a integratori di ferro e un altro che assumeva solo integratori di ferro. Ciascun gruppo comprendeva 102 partecipanti.

In questi studi, i livelli di emoglobina erano in media superiori di 1,29 g/dl nel gruppo che consumava sia succo di guava che integratori di ferro.

Un aumento di 1-2 g/dl può far passare gli individui da un’anemia lieve o moderata a categorie non anemiche, migliorando la stanchezza, le funzioni cognitive e la produttività”, suggeriscono i ricercatori.

Limitazioni e necessità di ulteriori ricerche

I ricercatori hanno evidenziato diverse limitazioni alle prove disponibili.

Tutti gli studi inclusi nella revisione sono stati condotti in Indonesia. Sono state inoltre riscontrate differenze sostanziali tra gli studi in termini di disegno sperimentale, durata dell’intervento, varietà di guava, dosaggio e caratteristiche dei partecipanti.

Inoltre, la maggior parte degli studi ha utilizzato metodi quasi-sperimentali anziché studi clinici randomizzati e controllati, rendendo più difficile stabilire relazioni dirette di causa-effetto. La mancanza di un follow-up a lungo termine implica anche che i ricercatori non possano determinare per quanto tempo possano durare eventuali miglioramenti nei livelli di emoglobina.

Nonostante tali limitazioni, gli autori ritengono che il succo di guava potrebbe avere applicazioni pratiche per la salute pubblica.

Integrare il succo di guava nei programmi di nutrizione scolastica, nei kit per l’assistenza prenatale o nelle iniziative di salute comunitaria potrebbe rappresentare un approccio praticabile per affrontare l’anemia da lieve a moderata, in linea con il Decennio di azione delle Nazioni Unite sulla nutrizione (2016-2025), che pone l’accento sulla diversificazione alimentare e sugli alimenti ricchi di nutrienti di provenienza locale“, sottolineano.

Considerata la sua ricchezza nutrizionale, il prezzo accessibile e l’accettazione culturale in tutta l’Asia, il succo di guava rappresenta un intervento promettente a basso costo. Il rafforzamento delle filiere di approvvigionamento locali, la standardizzazione delle formulazioni e l’integrazione di tali approcci dietetici nei programmi di nutrizione per la salute pubblica potrebbero contribuire collettivamente a un controllo più sostenibile dell’anemia”, aggiungono.

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Gli esperti raccomandano cautela

La Prof.ssa Sumantra Ray, responsabile scientifica e Direttrice esecutiva del NNEdPro Global Institute for Food, Nutrition and Health, comproprietaria di BMJ Nutrition Prevention & Health, ha affermato che i risultati confermano quanto già noto in merito all’assorbimento di vitamina C e ferro.

Questo studio si basa sul ruolo consolidato delle fonti alimentari ricche di vitamina C nel migliorare l’assorbimento del ferro e l’efficacia degli integratori di ferro“, commenta la professoressa Sumantra Ray, responsabile scientifica e direttrice esecutiva del NNEdPro Global Institute for Food, Nutrition and Health, comproprietaria di BMJ Nutrition Prevention & Health.

Tuttavia, ha sottolineato che le prove attuali presentano importanti limitazioni.

Tuttavia, la natura quasi sperimentale della ricerca, l’ampia variabilità nella progettazione degli studi, le dimensioni ridotte dei campioni e la durata limitata del follow-up implicano che sia necessaria cautela nell’interpretazione dei risultati. Senza ulteriori ricerche rigorose che definiscano la dose terapeutica e il periodo di utilizzo ottimali, il succo di guava non può essere raccomandato come alternativa al trattamento convenzionale per coloro che sono a rischio di anemia da carenza di ferro”, aggiunge.

Riferimento: BMJ Nutrition, Prevention & Health