SLA-immagine:principio generale della terapia genica. Immagine tratta da: NIH via Wikimedia, di pubblico dominio.
La SLA è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla progressiva perdita dei motoneuroni nel cervello e nel midollo spinale, responsabili dei movimenti volontari e del controllo muscolare.
In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Theranostics, i ricercatori della Facoltà di Medicina dell’Università della California di San Diego riferiscono che un approccio di terapia genica, sviluppato presso la UC San Diego, ha ritardato in modo misurabile l’insorgenza della malattia in modelli murini e di ratto umanizzati di SLA familiare, una forma ereditaria della malattia che si trasmette in ambito familiare. (La maggior parte dei casi di SLA sono sporadici, di causa sconosciuta, sebbene fattori ambientali e genetici possano avere un ruolo).
In una precedente ricerca, l’autore senior Brian P. Head, PhD, Professore a contratto presso il Dipartimento di Anestesiologia della Facoltà di Medicina dell’UC San Diego e ricercatore scientifico presso il VA San Diego Healthcare System, insieme ai suoi colleghi, aveva incrociato un modello murino geneticamente modificato per esprimere una proteina neuroprotettiva chiamata caveolina-1 con un modello murino transgenico di SLA. Il modello doppiamente transgenico ha mostrato una migliore funzionalità motoria e una maggiore sopravvivenza.
L’ultimo studio ha previsto l’iniezione di un vettore virale adeno-associato innocuo, contenente il cDNA della sinapsina-caveolina-1 (AAV9-SynCav1), nel midollo spinale di topi affetti da SLA familiare, al fine di verificare se fosse in grado di ritardare la progressione della malattia e preservare la forza fisica e la mobilità.
I ricercatori hanno scoperto che SynCav1 proteggeva e preservava i motoneuroni del midollo spinale e prolungava la longevità nei topi. Esperimenti successivi con un modello murino di SLA hanno prodotto risultati simili.
“Questi dati suggeriscono che SynCav1 potrebbe rappresentare una nuova terapia genica per le patologie neurodegenerative come la SLA e altre forme di malattie del sistema nervoso centrale ad eziologia sconosciuta“, hanno scritto gli autori, auspicando ulteriori studi.
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L’articolo pubblicato su Theranostics fa seguito a uno studio in cui Head e colleghi hanno utilizzato un approccio di terapia genica basato sul gene SynCav1 per prevenire la perdita di apprendimento e di memoria in un modello murino della malattia di Alzheimer (AD), un passo fondamentale verso la successiva sperimentazione di questo approccio sugli esseri umani affetti da questa malattia neurodegenerativa.
“Poiché l’efficacia neuroprotettiva offerta da SynCav1 si è manifestata indipendentemente dal targeting della nota proteina monogenica tossica (ovvero, la hSOD1 mutata), questi risultati suggeriscono che SynCav1 potrebbe rappresentare una nuova terapia genica per altre patologie neurodegenerative oltre alla SLA e all’AD“, ha affermato Head. “Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per determinare l’effetto di SynCav1 sulla progressione della malattia nelle fasi più avanzate”.
L’incidenza della SLA è di circa 3-5 casi ogni 100.000 persone a livello globale. Negli Stati Uniti la malattia colpisce circa 18.000 persone. Gli attuali trattamenti farmacologici approvati, come Rilutek e Radicava, possono rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita, ma non esiste una cura. La sopravvivenza media dopo la diagnosi è di due-cinque anni.
La terapia genica SynCav1 è brevettata tramite l’Università della California a San Diego e il Dipartimento degli Affari dei Veterani, ed è concessa in licenza a Eikonoklastes Therapeutics, con sede a Cincinnati, Ohio.
Fonte: UCSD