Potenziale nuova strategia per colpire la psoriasi

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Una ricerca dell’UT Southwestern ha dimostrato che il metabolismo delle cellule in crescita è un obiettivo promettente per il trattamento di malattie della pelle come la psoriasi che sono caratterizzate da eccessiva proliferazione della pelle causata da un’eccessiva divisione cellulare, nota come iperproliferazione.

Un gruppo di ricerca guidato dal Dr. Richard Wang, Assistant Professor of Dermatology, ha dimostrato nei topi che inibire il trasporto del glucosio può essere un trattamento sicuro ed efficace per queste malattie. Le cellule che si dividono attivamente, come quelle alla base della psoriasi, dipendono maggiormente dal glucosio per la loro crescita. Inibendo il trasporto del glucosio in questen cellule, la crescita eccessiva e l’infiammazione cutanea associate alla malattia sono state ridotte.

I risultati dello studio soo stati pubblicati in Nature Medicine, questa settimana.

“Questo studio che prende di mira specificamente i requisiti metabolici delle malattie della pelle iperproliferative, può aprire la strada al trattamento di varie malattie e inoltre amplia la nostra comprensione dei cambiamenti nel metabolismo cutaneo in risposta a fattori di stress fisiologico“, ha detto il Dr. Wang.

( Vedi anche:Prevenire la psoriasi con la vanillina).

“La maggior parte delle terapie per la psoriasi inibiscono le cellule immunitarie che sono alla base della malattia e sono state in qualche modo limitate dagli effetti collaterali causati dal target generale del sistema immunitario”, ha detto il ricercatore.

I risultati dello studio, se dimostrati efficaci nell’uomo, possono portare allo sviluppo di nuovi trattamenti per le persone con malattie della pelle incurabili come la psoriasi, una malattia autoimmune cronica che colpisce più di 7 milioni di persone negli Stati Uniti, secondo i Centers for Disease Control and Prevention. La condizione si manifesta come chiazze rosse sulla pelle e con scaglie argentee che si trovano tipicamente sui gomiti, sulle ginocchia, sul cuoio capelluto, sulla parte bassa della schiena, sul viso, sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi.

Recenti studi hanno dimostrato che le persone con psoriasi hanno un aumentato rischio di altre malattie infiammatorie, come l’artrite, la cardiopatia / ipertensione, il diabete, la sindrome di Crohn, il lupus, la sindrome dell’intestino irritabile, la depressione e l’obesità.

Sebbene la psoriasi da sola abbia raramente esito mortale, le persone che ne sono affette corrono un rischio maggiore di varie malattie concomitanti – tra cui diabete e malattie cardiovascolari – che possono essere fatali.

Nello studio, i ricercatori hanno ridotto con successo la crescita eccessiva della pelle nei modelli murini di malattia simile alla psoriasi, disattivando la proteina del trasportatore Glut1, geneticamente o con inibitori farmacologici. Questi esperimenti non hanno compromesso lo sviluppo o la funzionalità della pelle. Il trasporto del glucosio nelle cellule della pelle chiamate cheratinociti avviene attraverso Glut1.

I ricercatori sono stati anche in grado di ridurre l’infiammazione con l’applicazione topica di un inibitore di Glut1. Questo inibitore ha anche avuto un notevole effetto sulla pelle umana psoriasica cresciuta in una piastra in Laboratorio, sopprimendo sia l’infiammazione che l’espressione dei geni associati alla malattia.

“Anche se considererei le nostre conclusioni ancora preliminari, esse hanno il potenziale di fornire nuovi approcci terapeutici per le malattie infiammatorie e neoplastiche della pelle”, ha detto il Dr. Wang.

Fonte: UT Southwestern

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