Nuovi risultati spiegano come i raggi UV innescano il melanoma

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Immagine: la microscopia a fluorescenza rivela il melanoma (rosso a sinistra, nero a destra) che emerge dalle cellule staminali del melanocito. Credito: Hyeongsun Moon e Andrew White, Università di Cornell

Il melanoma, un cancro delle cellule di pigmentazione cutanea chiamate melanociti, colpirà circa 87.110 persone negli Stati Uniti nel 2017, secondo i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie.

I ricercatori della Cornell University hanno scoperto che quando le cellule staminali del melanocito accumulano un numero sufficiente di mutazioni genetiche, possono dare origine ai tumori.

( Vedi anche:Identificata la sorprendente origine del melanoma).

In condizioni normali, la radiazione ultravioletta (UV) del sole attiva i melanociti per liberare melanina, un pigmento che protegge la pelle dai raggi del sole. Ma se le cellule staminali del melanocito hanno superato una soglia di mutazioni genetiche, un tumore potrà iniziare a crescere quando quelle cellule staminali della pelle verranno attivate dall’esposizione al sole.

“Se avete delle mutazioni sufficienti per sviluppare un melanoma, tutto potrebbe andar bene fino  a quando non uscite di casa e riportate delle scottature da esposizione al sole”,  ha detto Andrew White, Assistente Professore di scienze biomediche presso il Cornell College of Veterinary Medicine e autore senior di uno studio pubblicato questo mese nella rivista Cell Stem Cell.

Hyeongsun Moon, ricercatore postdottorando nel laboratorio di White, è l’autore principale dell’ articolo. “Gli stimoli che normalmente favorirebbero la tua abbronzatura  potrebbero invece innescare un melanoma”, ha spiegato White.

I ricercatori hanno anche scoperto un modo per prevenire i melanomi causati da cellule staminali mutate. Un gene chiamato Hgma2 viene espresso nella pelle sotto radiazione UV. Quando espresso, Hgma2 facilita le cellule staminali del melanocito a muoversi verso l’epidermide, dove le cellule rilasciano melanina. Moon, White e colleghi hanno utilizzato topi modificati con mutazioni delle cellule staminali del melanocito. Un gruppo di topi ha avuto le mutazioni, mentre un altro, oltre alle mutazioni, è stato privato del gene Hgma2. I topi hanno ricevuto una dose molto bassa di radiazioni UV, sufficiente a scatenare una risposta di abbronzatura. I topi con  mutazioni e con  il gene Hgma2 intatto hanno sviluppato i melanomi, mentre i topi con mutazioni e il gene eliminato, sono rimasti sani.

È necessario capire meglio la funzione del gene Hgma2 che potrebbe essere utilizzato per impedire lo sviluppo dei melanomi”, ha detto White.

Fonte: Cell Stem Cell

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