L’aspirina può trattare l’alzheimer?

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Un nuovo studio dimostra che l‘aspirina a basso dosaggio può aiutare a rimuovere la placca amiloide dannosa nel cervello di pazienti affetti da alzheimer e ridurre la patologi proteggendo la memoria.

La ricerca, condotta da neurologi del Rush University Medical Center, è stata pubblicata oggi nel numero di luglio del The Journal of Neuroscience.

“I risultati del nostro studio identificano un possibile nuovo ruolo di uno dei farmaci più usati, comuni e da banco nel mondo”, ha detto Kalipada Pahan, autore senior dello studio e ricercatore capo e professore di scienze neurologiche, biochimica e farmacologia del Rush Medical College.

La malattia di Alzheimer è una forma fatale di demenza che colpisce fino a 1 su 10 americani di 65 anni o più. Ad oggi, la FDA ha approvato pochissimi farmaci per il trattamento della demenza legata alla malattia di Alzheimer ed i farmaci esistenti possono fornire solo un sollievo sintomatico limitato.

( Vedi anche:Rivelata la vera natura delle cellule immunitarie nell’ Alzheimer).

La causa esatta della progressione della malattia di Alzheimer è sconosciuta tuttavia, uno scarso smaltimento della proteina beta amiloide

tossica nel cervello è un meccanismo principale della demenza e perdita di memoria.

L’attivazione del meccanismo cellulare responsabile della rimozione dei rifiuti dal cervello è quindi emersa come una strategia promettente per rallentare la malattia di Alzheimer.

La proteina beta amiloide forma blocchi chiamati placche amiloidi che danneggiano le connessioni tra le cellule nervose e sono uno dei principali segni del morbo di Alzheimer. Basandosi su studi precedenti che dimostrano un legame tra l’aspirina e il rischio ridotto e la prevalenza della malattia di Alzheimer, Pahan ed i suoi colleghi sono stati in grado di dimostrare che l’aspirina riduce la patologia della placca amiloide nei topi stimolando i lisosomii componenti delle cellule animali che aiutano a rimuovere i detriti cellulari.

“Comprendere come le placche vengono eliminate è importante per lo sviluppo di farmaci efficaci che fermano la progressione della malattia di Alzheimer”, ha detto Pahan.

Una proteina chiamata TFEB è considerata il principale regolatore della rimozione dei rifiuti. I ricercatori hanno somministrato l’aspirina per via orale per un mese ai topi geneticamente modificati con la patologia di Alzheimer, quindi hanno valutato la quantità di placca amiloide nelle parti del cervello più colpite dalla malattia.

Hanno scoperto che l’ aspirina aumentava la produzione di proteina TFEB, stimolava i lisosomi e diminuivano la patologia della placca amiloide nei topi.

“Questa ricerca aggiunge un altro potenziale beneficio agli usi già affermati dell’aspirina per alleviare il dolore e per il trattamento delle malattie cardiovascolari”, ha detto Pahan”. I risultati del nostro studio hanno importanti implicazioni potenziali per l’uso terapeutico dell’aspirina nell’Alzheimer e in altre malattie correlate alla demenza”.

Fonte: Neurosciencenews