Influenza: individuata una “molecola esca” che può ridurre le complicazioni

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Immagine: Vladimir Y. Toshchakov, PhD

Il virus dell‘influenza può essere letale, ma ciò che è spesso altrettanto pericoloso è proprio la reazione del corpo al virus. Questa risposta immunitaria è costituita da un attacco infiammatorio che ha lo scopo di uccidere il virus, ma quando la risposta infiammatoria diventa troppo aggressiva, può finire per danneggiare i tessuti del corpo provocando gravi danni.

Ora, un ricercatore dell’ Università del Maryland School of Medicine (SOM UM), ha per la prima volta scoperto nuovi dettagli su questa risposta. Inoltre, egli ha identificato una molecola “esca” che può frenare l’infiammazione derivante da questa risposta immunitaria.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati nell’ultimo numero della rivista Cell Reports.

“Pensiamo che questa molecola ha un potenziale reale di proteggere i pazienti dalla tendenza del corpo a rispondere in maniera  troppo forte ad alcuni virus”, ha spiegato il ricercatore, Vladimir Y. Toshchakov, Ph.D., professore assistente nel dipartimento di microbiologia SOM UM e immunologia.

Un ruolo chiave nella risposta al virus dell’ influenza è attribuito ad un gruppo di molecole conosciute come toll-like receptors (TLR) che innescano la risposta infiammatoria al virus. Quando questa risposta va fuori controllo, può, in alcuni casi, essere letale.

Toshchakov ha focalizzato la sua attenzione su una molecola chiamata 2R9, che può bloccare i segnali provenienti dai recettori Toll-like. 2R9 è nota come molecola “esca” perché riesce a penetrare la sequenza dei segnali e a ostacolarli, fermando la comunicazione che conduce all’ infiammazione.

In esperimenti su topi che erano particolarmente vulnerabili all’ influenza, i ricercatori hanno trovato che 2R9 ha avuto un effetto potente. Nel gruppo trattato con la molecola, solo il 22 per cento dei topi sono morti, in confronto al gruppo che non ha ricevuto 2R9 in cui circa il 90 per cento di topi sono morti.

Toshchakov rileva che 2R9 non blocca completamente la risposta del corpo al virus influenzale. Questo è fondamentale: un equilibrio è necessario. Se il corpo non risponde agli attacchi dei virus, essi proliferano causando gravi danni, ma una risposta eccessiva è ugualmente dannosa. 2R9 sembra modulare la risposta in modo sicuro, affrontando questi due estremi.

Il ricercatore ha anche osservato come 2R9 interagisce con le cellule umane. La molecola sembrava avere un simile effetto a quello ottenuto sui topi. Questo indica che ha senso continuare a testare la molecola come potenziale trattamento umano per la cura delle persone affette da influenza.

L’influenza rimane una grave minaccia per la salute umana. Nel il 1918 un’epidemia di influenza suina ha ucciso 18 milioni di persone in tutto il mondo. Ogni anno, la malattia uccide tra i 22.000 e 28.000 americani, secondo il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie.

“Il lavoro del Dr. Toshchakov rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro l’influenza”, hanno detto Dean E. Albert Reece, MD, Ph.D., MBA, che è anche vice presidente per gli affari medici all’ Università del Maryland e John Z. e Akiko K. Bowers, professore e preside della Facoltà di Medicina. “Questo lavoro ha identificato un candidato promettente che potrebbe in futuro avere un uso clinico reale nel trattamento dell’influenza”.

Fonte: http://somvweb.som.umaryland.edu/absolutenm/templates/?a=3121&z=41


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