Individuato il tallone di Achille di un virus influenzale

virus influenzale

Immagine: un virus influenzale attacca una cellula del tratto respiratorio. Credit: University of Rochester Medical Center

Una mutazione in una proteina codificata da un virus influenzale rende il virus senza difesa contro il sistema immunitario del corpo. Questa scoperta della University of Rochester Medical Center potrebbe fornire una nuova strategia per vaccini antinfluenzali, in futuro.

Autori della ricerca sono David Topham, Marie Curran Wilson e Joseph Chamberlain Wilson della URMC.

“Il vaccino vivo è un vaccino contenente microrganismi vivi che deriva da batteri o virus attenuati in laboratorio usando ripetuti passaggi colturali in condizioni subottimali di crescita. Per produrre una risposta immune, i microrganismi vivi attenuati devono replicarsi e crescere nella persona vaccinata. A tal fine, viene somministrata una piccola dose del patogeno attenuato lasciando che esso si replichi nell’organismo fino a quando il suo livello è tale da stimolare una risposta immune uguale a quella che si sviluppa in seguito alla malattia classica. Per questo motivo, a differenza di quanto accade con i vaccini uccisi, di solito una sola dose è sufficiente a conferire immunità protettiva permanente”.

( Vedi anche:Virus influenzale: scoperta la strategia del virus per disattivare il sistema di difesa del corpo).

La mutazione indebolisce il virus dell’influenza e gli impedisce di codificare la proteina chiamata NS1. Il virus influenzale ha bisogno NS1 per impedire all’interferone, prima linea del sistema immunitario contro i virus, di allertare la cellula ospite che è stata infettata. L’inibizione dell’ interferone offre il tempo al virus di moltiplicarsi e diffondersi prima che il sistema immunitario possa attaccarlo.

Poichè la maggior parte delle persone hanno risposte rapide dell’interferone, facilmente potrebbero respingere questo ceppo mutante indebolito di influenza. Purtroppo, “questo virus in qualche modo è riuscito a trovare l’unica persona con difetto dell’interferone che gli ha permesso di replicare”, ha spiegato Topham.

La probabilità di questo virus di sopravvivere e infettare un essere umano è molto bassa. I ricercatori hanno isolato il virus mutato da un tampone nasale di un singolo malato di influenza che appartiene alla piccola percentuale di persone con risposte inadeguate dell’interferone. I ricercatori hanno individuato la  mutazione NS1 nello 0,03 per cento di tutti i ceppi influenzali.

Questa naturale “attenuazione” del virus dell’ influenza causata dalla mutazione potrebbe fornire un nuovo modo di produrre vaccini influenzali dal vivo, che contengono cioè i virus che sono vivi, ma “attenuati” o indeboliti, in modo che il vaccino stesso non possa causare la malattia negli esseri umani. Topham e Lopez de Diego suggeriscono che la mutazione NS1 potrebbe essere un modo ottimale per evitare che i virus contenuti nel vaccino vivo possano infettare l’ospite sano, cioè con normali risposte dell’ interferone,(la maggior parte delle persone).

Lo studio, pubblicato on-line nel Journal of Virology, mette in luce anche l’importanza della sorveglianza dei virus idell’influenza per capire le mutazioni del virus  e come tali mutazioni influenzano la sua funzione.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 1 miliardo di infezioni influenzali ogni anno causano da 300.000 a 500.000 morti.

Lo studio di Topham e altri autori, dimostra che le mutazioni in NS1 presenti in natura possono influenzare la capacità del virus di  sopprimere l’immunità. “Il monitoraggio di queste mutazioni in natura potrebbe aiutarci a produrre vaccini migliori che possono salvare più vite”, ha concluso il ricercatore.

Fonte: Journal of Virology


Altri articoli su virus influenzale