Il peperoncino ha dimostrato qualità antidepressive nei ratti

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La capsaicina, la sostanza presente nel peperoncino che è responsabile del sapore piccante e pungente, riduce i sintomi della depressione nei ratti, secondo un nuovo studio.

I ricercatori messicani dell’Università di Colima erano interessati a studiare la capsaicina perché è un antagonista del TRPV1 che è un canale nel sistema limbico che è stato associato alla gestione dell’umore. Il fatto che i ricercatori provengano da un paese in cui vivono i più grandi consumatori di peperoncino al mondo li ha ispirati a perseguire questo lavoro.

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Durante gli esperimenti, i ricercatori hanno somministrato ai ratti dosi variabili di capsaicina (0,001-0,25 mg / kg) e hanno scoperto che i roditori si muovevano di più durante un test di nuoto forzato. Questo è un test comunemente usato per lo screening delle proprietà antidepressive : il tempo di immobilità più breve e il tempo di nuotata più lungo sono entrambi associati alle proprietà antidepressive.

Secondo i risultati pubblicati su  Physiology & Behaviour, i ratti trattati con una combinazione di dosi molto basse di capsaicina e una dose sottosoglia di amitriptilina (un antidepressivo), mostravano meno immobilità di quelli trattati con una massima efficacie dose di amitriptilina.

I risultati suggeriscono che anche dosi molto basse di capsaicina possono alleviare i sintomi della depressione. Oltre al suo gusto pungente, il peperoncino è ampiamente disponibile in tutto il mondo e ha effetti collaterali molto meno intensi degli attuali farmaci antidepressivi. 

In precedenza, gli studi hanno stabilito che la capsaicina può diminuire la produzione della sostanza P, che è la sostanza chimica responsabile della trasmissione di segnali di dolore al cervello.  La Sostanza P è un neuropeptide, un polipeptide a catena corta, appartenente alla famiglia delle tachichinine, che agisce da neurotrasmettitore nei mammiferi. Ostacolando la trasmissione della sostanza P, la capsaicina potrebbe fornire un sollievo temporaneo da disturbi come la neuropatia diabetica, il mal di testa, l’artrite reumatoide e l’herpes zoster. La capsaicina è anche nota per aumentare i livelli di endorfine cerebrali e – abbastanza straordinariamente – la durata della vita .

In futuro, i ricercatori messicani pianificano di condurre ulteriori ricerche al fine di stabilire se la capsaicina abbia effetti sui sintomi depressivi nell’uomo.

Fonte, Physiology & Behaviour via Science Direct

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