Il glucosio migliora la memoria negli anziani

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Una piccola dose di glucosio può migliorare la memoria negli anziani, motivarli a lavorare di più e metterli di buon umore quando si svolgono compiti difficili, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Psychology and Aging.

“Nel corso degli anni, gli studi hanno dimostrato che impegnarsi attivamente con compiti cognitivi difficili è un prerequisito per il mantenimento della salute cognitiva in età avanzata”, ha detto il primo autore dello studio Konstantinos Mantantzis, un dottorando del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Warwick, Regno Unito.

“Pertanto, le implicazioni di scoprire i meccanismi che determinano i livelli di impegno degli anziani non possono essere sottovalutati”.

Mantantzis e colleghi hanno esaminato se il glucosio può aiutare gli anziani a esercitare maggiore sforzo in condizioni di alta difficoltà e, in caso affermativo, se tale aumento è accompagnato da un cambiamento negli affetti positivi.

Cinquantatré giovani (di età compresa fra i 18-27 anni) e 58 anziani (di età compresa tra i 65 e gli 82 anni) hanno consumato una bevanda glucosata o placebo (con dolcificante artificiale) e completato un’attività di ricerca della memoria a tre livelli di difficoltà.

Gli scienziati hanno misurato i livelli di coinvolgimento dei partecipanti nell’esecuzione del compito, il punteggio della memoria, l’umore e la propria percezione dello sforzo.

Hanno scoperto che l‘aumento di energia attraverso una bevanda a base di glucosio può aiutare sia i giovani che gli anziani a impegnarsi con maggiore sforzo rispetto a quelli trattati con il dolcificante artificiale.

Per i giovani adulti, tuttavia, è finita qui: il glucosio non ha migliorato né il loro umore, né le prestazioni della memoria.

Tuttavia, gli anziani che avevano assunto una bevanda a base di glucosio hanno mostrato una memoria significativamente migliore e un umore più positivo rispetto agli anziani che hanno consumato il dolcificante artificiale.

( Vedi anche:Alzheimer: la memoria autobiografica utile per la diagnosi precoce).

Inoltre, sebbene misure oggettive di coinvolgimento nei compiti mostrassero che gli adulti più anziani nel gruppo somministrato con il glucosio si impegnavano maggiormente in questi compiti rispetto a quelli che consumavano il dolcificante artificiale, i loro self-report dimostrarono che non si sentivano come se avessero fatto uno sforzo maggiore.

“La disponibilità di energia a breve termine sotto forma di elevati livelli di zucchero nel sangue potrebbe essere un fattore importante nella motivazione degli anziani a svolgere un compito utilizzando la loro massima capacità“, hanno detto i ricercatori.

“Una maggiore motivazione, a sua volta, potrebbe spiegare il fatto che un aumento dei livelli di zucchero nel sangue aumenta anche il senso di autostima degli anziani, diminuisce le auto-percezioni dello sforzo e migliora l’umore”.

“Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per districare questi fattori al fine di comprendere appieno in che modo la disponibilità di energia influisce sull’impegno cognitivo e per sviluppare linee guida dietetiche chiare per gli anziani“.

“I nostri risultati ci avvicinano alla comprensione di ciò che spinge gli anziani a esercitare uno sforzo e a trovare modi per aumentare la loro volontà di impegnarsi duramente anche se un compito sembra impossibile da eseguire”, ha detto l’autore senior Dr. Friederike Schlaghecken, anch’egli del Dipartimento di Psicologia presso l’Università di Warwick.

Fonte: Sci-news


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