Il digiuno intermittente fa bene al cervello


Secondo uno studio effettuato presso il National Institute on Aging di Baltimora, il digiuno intermittente, può contribuire a migliorare le condizioni di individui che soffrono di Alzhaimer o Parkinson. I ricercatori hanno scoperto che l’arresto di assunzione di cibo,per brevi periodi, innesca un meccanismo di protezione nel cervello , che funziona anche contro gli effetti della malattia neurodegenerativa. Il Prof.Mark Mattson, autore dello studio e Prof. di neuroscienze presso la Johns Hopkins University School of Medicine, ha spiegato che ridurre l’apporto calorico, potrebbe aiutare il cervello . La tempistica del digiuno , a periodi intermittenti, sembra essere  un elemento cruciale per garantire questo processo. Ridurre l’assunzione di cibo a circa 500 calorie al giorno, per brevi periodi intermittenti, può migliorare in modo significativo, le funzioni cognitive. Gli alimenti che si possono consumare, nei periodi di brevi digiuni, sono verdure, the senza zucchero e acqua. La comunità scientifica è ora interessata ad osservare il potenziale processo neuro-protettivo. In caso di restrizione calorica, secondo le ricerche condotte dal prof.Mattson, sostanze chimiche , coinvolte nella crescita delle cellule cerebrali, sono significativamente potenziate. ” Le cellule del cervello sono messe sotto stress lieve, analogo  agli effetti dell’attività fisica sulle cellule muscolari. L’effetto complessivo è positivo.  ” Il Dott. Mattson si basa su studi precedenti che hanno analizzato l’impatto del digiuno , sulla salute generale. Il passo successivo della ricerca, è di analizzare gli effetti del digiuno sul cervello, con la risonanza magnetica ed altre tecniche di indagine computerizzate. Se il collegamento positivo tra cervello e digiuno, potrà essere scientificamente provato, la maggior parte delle persone , potrebbe aumentare in modo significativo, la funzione del cervello , semplicemente usando la restrizione energetica.