HomeSaluteBiotecnologie e GeneticaGeni chiave individuati come potenziali bersagli per terapie anti invecchiamento

Geni chiave individuati come potenziali bersagli per terapie anti invecchiamento

I ricercatori del King College di Londra, in collaborazione con il Wellcome Trust Sanger Institute, hanno individuato un gruppo di geni che vengono accesi o spenti, da meccanismi naturali chiamati fattori epigenetici, che influenzano il tasso di invecchiamento sano e la longevità. I ricercatori sostengono che questi processi epigenetici possono essere influenzati da fattori esterni come la dieta, stile di vita e ambiente. Inoltre i cambiamenti epigenetici individuati potrebbero essere usati come potenziali marker di “invecchiamento biologico” e potrebbero, in futuro, divenire possibili bersagli per terapie anti invecchiamento. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista PL0S Gnetics. I ricercatori hanno esaminato i cambiamenti epigenetici  nel DNA di coppie di gemelli ed eseguito scansioni dell’epigenoma  a livello di associazione, per analizzare cambiamenti in base all’età cronologica.  Inoltre i ricercatori hanno individuato 490 modifiche epigenetiche ed hanno scoperto che i cambiamenti in 4 geni , si riferiscono a funzionalità polmonare, colesterolo ed alla longevità materna. Per tentare di individuare quando questi cambiamenti epigenetici si scatenano, gli scienziati hanno replicato lo studio in 44 gemelli di età compresa tra 22 e 61 anni. Lo studio ha evidenziato che le 490 mutazioni, sono presenti anche nel gruppo dei più giovani e suggeriscono che una parte di queste modifiche iniziano già in giovane età. Molti cambiamenti epigenetici sono correlati all’età, ma le mutazioni di  4 di questi geni sembrano avere impatto sulla potenziale longevità e per questa ragione, potranno essere utilizzati come potenziale marker dell’invecchiamento. I risultati della ricerca ci aiutano a capire i meccanismi biologici alla base di un sano invecchiamento e delle malattie legate all’età. Nel lavoro futuro, si discuterà di come gli effetti ambientali, possono influenzare i cambiamenti epigenetici. Poichè lo studio ha interrogato solo una porzione di siti del genoma, questi risultati iniziali sostengono la necessità di una scansione più completa.

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