Home Salute Cervello e sistema nervoso Farmaci comuni e demenza: esiste un collegamento?

Farmaci comuni e demenza: esiste un collegamento?

Le possibilità di sviluppare la demenza possono dipendere dai farmaci che hai nell’armadietto?

Un nuovo studio rivela che medicinali di uso comune utilizzati per curare la depressione, l’asma e le allergie potrebbero aumentare questo rischio. I farmaci coinvolti sono i cosiddetti anticolinergici. Funzionano bloccando un neurotrasmettitore, l’acetilcolina, che è fondamentale per la memoria. Sebbene non sia la prima volta che i ricercatori indagano questo collegamento, è stato effettuato un nuovo studio che ha coinvolto circa 100 farmaci anticolinergici diversi, tra cui antidepressivi, antiallergici e farmaci contro il mal di mare.

Gli esperti hanno trovato un forte collegamento tra farmaci e demenza, ma non sono riusciti a provare che i farmaci la causano direttamente.

- Advertisement -

Il cervello delle persone che assumono anticolinergici non funziona bene come quello di coloro che non ne fanno uso. “Abbiamo osservato un aumento del rischio di demenza nel tempo,” dice il ricercatore Shannon Risacher, PhD, assistente Professore di radiologia e imaging all’Indiana University School of Medicine.

“Riducono o bloccano l’attività dell’acetilcolina,” dice Risacher, “che è molto importante per la memoria. Mentre alcuni principi attivi per il trattamento dell’Alzheimer aumentano l’acetilcolina per migliorare la memoria, questi farmaci fanno esattamente l’opposto”.

“Gli anziani che hanno assunto questi farmaci hanno capacità cognitive ridotte rispetto agli anziani che non ne hanno fatto uso. I loro cervelli erano anche più piccoli, soprattutto nelle aree importanti per la memoria e altre capacità cognitive.”

I ricercatori hanno osservato il cervello di 451 uomini e donne partecipanti allo studio, di cui 60 assumevano uno o più farmaci anticolinergici. La loro età media era di 73 anni, ed avevano normali capacità cognitive e un normale volume del cervello.

- Advertisement -

I partecipanti allo studio hanno preso farmaci per circa 7 anni. I ricercatori hanno trovato che il gruppo dei partecipanti che facevano uso di questi farmaci era “quattro volte più predisposto a sviluppare deterioramento cognitivo lieve ( che spesso sfocia nella demenza ) o la demenza”, rispetto a coloro che non assumevano medicine.

“I problemi cognitivi si sviluppavano in un range che va dai 6 mesi agli 8 anni”, dice Risacher.

Fonte: WebMD

ULTIMI ARTICOLI

SARS-CoV-2 smascherato da un modello matematico

(SARS-CoV-2-Immagine Credit Public Domain). SARS-CoV-2 è stato smascherato da un modello matematico che suggerisce strategie di trattamento ottimali. Ottenere il controllo di COVID-19 richiederà più...

Latticini: in futuro saranno prodotti anche dal lievito

(Latticini-Immagine Credit Public Domain). I latticini in futuro saranno prodotti anche dal lievito grazie ad una straordinaria tecnologia che potrebbe rivoluzionare il settore lattiero-caseario. Il nuovo...

Variante SARS-CoV-2 B.1.1.7 potrebbe diventare dominante

(SARS-CoV-2 B.1.1.7-Immagine Credit Public Domain). SARS-CoV-2 B.1.1.7, la nuova variante della sindrome respiratoria acuta grave coronavirus-2 (SARS-CoV-2) rilevata in Inghilterra, si replica più di due...

SARS-CoV-2:la glicirrizina neutralizza il virus in vitro

(SARS-CoV-2-Immagine radici di liquirizia-Credit Public Domain). SARS-CoV-2 causa una serie di sintomi respiratori da lievi a gravi. Sfortunatamente, anche i pazienti pre-sintomatici o quelli con...

Glaucoma: nuova terapia antifibrotica

(Glaucoma-Immagine Credit Public Domain). Scienziati dell'Università di Birmingham, Regno Unito, hanno dimostrato che un nuovo destrano-solfato a basso peso molecolare, ILB, potrebbe svolgere un ruolo...