Vino-immagine credit public domain.
Un ampio studio di coorte italiano suggerisce che un consumo moderato di vino, come definito nell’ambito di una dieta mediterranea tradizionale, potrebbe essere associato a un invecchiamento biologico leggermente più lento negli uomini, mentre il consumo totale di alcol ha mostrato un andamento diverso e meno favorevole.
In un recente studio pubblicato sull’International Journal of Public Health, un gruppo di ricercatori ha esaminato come le abitudini di consumo del vino siano collegate all’invecchiamento biologico utilizzando parametri basati sui biomarcatori.
Le persone invecchiano a ritmi diversi: alcune rimangono biologicamente più giovani della loro età cronologica (EC), mentre altre invecchiano più rapidamente. A differenza dell’EC, l’età biologica (EB), determinata mediante la misurazione di biomarcatori clinici, si è dimostrata un predittore più accurato dei rischi per la salute futuri e della longevità. Inoltre, l’invecchiamento e i relativi processi fisiopatologici possono essere influenzati dalle scelte di stile di vita.
La dieta mediterranea è caratterizzata da un consumo moderato di vino (come parte integrante dell’alimentazione) ed è associata a numerosi benefici per la salute cardiovascolare; tuttavia, sono ancora in corso dibattiti sui benefici del vino rispetto ad altre bevande alcoliche. È quindi fondamentale approfondire la relazione tra vino e salute generale, data la rapida crescita della popolazione anziana e la necessità di ulteriori ricerche esplorative per identificare possibili meccanismi causali.
Informazioni sullo studio
Lo studio ha analizzato i dati di 22.495 adulti partecipanti allo studio Moli-sani, un’ampia coorte di popolazione condotta nell’Italia meridionale. La dieta è stata misurata utilizzando un questionario validato sulla frequenza del consumo alimentare ( FFQ ) che indaga le abitudini alimentari e le bevande consumate nell’ultimo anno.
Il consumo di vino è stato suddiviso in cinque categorie: astemi, ex bevitori, consumatori moderati secondo le linee guida nazionali, consumatori moderati secondo i criteri della dieta mediterranea e forti bevitori.
L’età biologica (BA) è stata stimata utilizzando una rete neurale profonda ( DNN ), un modello di apprendimento automatico supervisionato addestrato su 36 biomarcatori circolanti che riflettono molteplici sistemi fisiologici, tra cui processi metabolici, cardiovascolari, renali e infiammatori. La differenza tra BA e età cronologica (CA), denominata Δetà, è stata utilizzata come indicatore dell’invecchiamento biologico, dove valori negativi indicavano un invecchiamento più lento.
Le associazioni tra consumo di vino e Δetà sono state valutate utilizzando modelli di regressione lineare multivariata, aggiustando per potenziali fattori confondenti (età, sesso, BMI , abitudini al fumo, livelli di attività fisica, istruzione, anamnesi medica e aderenza a un punteggio di dieta mediterranea senza alcol ( MDS )).
Risultati dello studio
La popolazione studiata aveva un’età cronologica media di 55,6 anni, mentre l’età ossea media era leggermente inferiore, pari a 54,9 anni, indicando un modesto ritardo complessivo nell’invecchiamento. I partecipanti sono stati suddivisi in categorie in base al consumo di alcol, con quasi la metà classificata come bevitori moderati e percentuali minori come astemi, bevitori moderati di tipo mediterraneo o forti bevitori.
Gli uomini che consumavano vino in quantità compatibili con la dieta mediterranea (circa 125-500 ml al giorno) hanno mostrato una modesta correlazione con un rallentamento dell’invecchiamento biologico rispetto agli astemi. Nello specifico, i loro valori di Δetà erano inferiori, indicando che erano biologicamente più giovani della loro età cronologica. L’effetto più marcato è stato osservato intorno ai 170 ml/giorno, ovvero circa uno o due bicchieri, con una riduzione dell’invecchiamento biologico di circa 0,34 anni.
Il consumo moderato di vino ha mostrato effetti positivi, mentre sia il consumo minimo che quello massimo hanno mostrato risultati negativi o neutri simili. Ciò indica che, sebbene un consumo moderato di vino possa avere effetti positivi, un consumo eccessivo li annulla. Inoltre, il consumo totale di alcol da tutte le fonti non ha avuto risultati simili a quelli del consumo moderato di vino. Pertanto, quando l’alcol viene consumato in grandi quantità, è associato a un’accelerazione dell’invecchiamento cerebrale. Quindi, non tutte le bevande alcoliche hanno gli stessi effetti.
È interessante notare che queste associazioni sono state osservate prevalentemente negli uomini. Le donne non hanno mostrato differenze significative nell’invecchiamento biologico tra le diverse categorie di consumo di vino. Tuttavia, il test di interazione formale per sesso non è risultato significativo, quindi lo studio non ha stabilito che l’associazione differisse effettivamente tra uomini e donne. Ciò potrebbe essere dovuto a differenze biologiche nel metabolismo dell’alcol, tra cui una minore attività degli enzimi alcol deidrogenasi e influenze ormonali, che portano a effetti fisiologici dell’alcol più marcati nelle donne anche a dosi inferiori.
Le analisi dei sottogruppi non hanno mostrato prove evidenti che l’associazione differisse in base ai livelli di aderenza alla dieta mediterranea, suggerendo che le proprietà specifiche dei componenti del vino potrebbero plausibilmente svolgere un ruolo in queste relazioni ed effetti osservati. Inoltre, altri elementi della dieta mediterranea, tra cui il consumo di verdura e il rapporto tra grassi buoni e cattivi, sono stati associati a un rallentamento del processo di invecchiamento.
È stato osservato che le persone più sane, più attive, con un basso indice di massa corporea e meno patologie croniche, avevano maggiori probabilità di rientrare nelle categorie di consumo moderato di alcol, suggerendo un legame tra abitudini salutari e benessere. Tuttavia, lo studio ha tenuto conto di questi fattori, rendendo i risultati più attendibili.
Leggi anche:Polemiche sugli effetti del vino!
Conclusione
Negli uomini, un consumo moderato di vino sembra influenzare il tasso di invecchiamento biologico a livelli di assunzione definiti moderati dalla tradizionale dieta mediterranea; tuttavia, i benefici potrebbero derivare da composti bioattivi, come i polifenoli, presenti nel vino piuttosto che dal suo contenuto alcolico.
Nel complesso, non sono stati riscontrati effetti significativi per l’assunzione totale di etanolo nelle principali analisi categoriali, il che indica la necessità di considerare le tipologie di bevande e le modalità di consumo. Sebbene questo studio fornisca spunti promettenti sull’invecchiamento sano, non stabilisce un rapporto di causalità e sono necessari ulteriori studi a lungo termine per indagare come le nostre scelte di stile di vita influenzino il processo di invecchiamento e per fornire informazioni utili alle politiche di salute pubblica.
Fonte: Journal of Public Health