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Come i farmaci anti-influenzali possono aumentare il rischio cardiovascolare

‘Alcuni dei farmaci anti-influenzali più comuni usati per curare raffreddori e influenza potrebbero aumentare il nostro rischio cardiovascolare‘, avvertono gli esperti.

Gennaio è al centro della stagione del raffreddore e dell’influenza e ogni volta che gli starnuti e le tosse ci colpiscono, tendiamo a fare scorta di antinfiammatori e decongestionanti per combattere questi sintomi. Tuttavia, l’American Heart Association avverte che questi farmaci possono avere effetti indesiderati sul cuore. 

I farmaci da banco sono la soluzione più popolare per il sollievo dai dolori, febbre, il naso ostruito e altri sintomi dell’influenza o di un raffreddore stagionale.

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Tali farmaci comprendono farmaci anti-infiammatori non steroidei ( FANS ) come l’ibuprofene e decongestionanti che includono pseudoefedrina e fenilefrina.

Questi farmaci sono generalmente sicuri se si seguono i dosaggi raccomandati, ma specialisti dell’American Heart Association (AHA) e altre istituzioni avvertono che potrebbero peggiorare la salute cardiovascolare di alcuni individui a rischio.

“Le persone con ipertensione incontrollata o cardiopatia dovrebbero evitare di assumere decongestionanti orali”, avverte Sondra De Palma, che è assistente del PinnacleHealth CardioVascular Institute presso l’UPMC Pinnacle di Harrisburg, in Pennsylvania e uno degli specialisti  dell’AHA e all’American College of Cardiology’s (ACC) guidelines per la gestione della pressione alta.

“E la popolazione generale o persone con basso rischio cardiovascolare, dovrebbero usare questi farmaci con la guida di un operatore sanitario”, consiglia anche la De Palma.

Aumento del rischio cardiovascolare

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Secondo le linee guida AHA e ACC, sia i FANS che i decongestionanti possono aumentare la pressione sanguigna a causa del modo in cui agiscono sul corpo. 

“Ma se hai la pressione alta o malattie cardiache, l’ultima cosa di cui hai bisogno è la costrizione dei vasi sanguigni che può esacerbare o peggiorare la condizione”, osserva il Dott. Erin Michos, Direttore associato di cardiologia preventiva presso il Johns Hopkins Ciccarone Center per la prevenzione delle malattie cardiache a Baltimora.

Il Dott. Michos spiega che le persone più a rischio sono quelle con ipertensione non gestita, quelle con insufficienza cardiaca, così come le persone che hanno avuto un infarto o ictus.

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