Caduta dei capelli: quali integratori alimentari funzionano davvero?

Caduta dei capelli studio: “Effetti degli integratori alimentari sull’alopecia androgenetica: una revisione sistematica e una meta-analisi di rete”. Credito immagine: AYO Production / Shutterstock.com

Un’ampia meta-analisi di rete classifica gli integratori più diffusi per la caduta dei capelli e mostra chi ne trae i maggiori benefici, anche perché le pillole da sole non sostituiscono i trattamenti comprovati contro l’alopecia. 

Uno studio recente pubblicato su  Frontiers in Nutrition utilizza un approccio di meta-analisi di rete per confrontare  l’efficacia e la sicurezza di diversi integratori alimentari contro la caduta dei capelli.

Perdita di capelli: prevalenza e patologia

L’alopecia androgenetica (AGA) è la patologia tricologica progressiva più comune al mondo, caratterizzata dalla miniaturizzazione follicolare e dalla trasformazione dei capelli terminali in peli vellus. L’AGA può portare al progressivo diradamento del cuoio capelluto o alla caduta dei capelli, con un impatto significativo sull’aspetto e sulla qualità della vita del paziente.

La prevalenza dell’AGA aumenta con l’età, con circa il 50% degli uomini di età superiore ai 50 anni affetti dalla condizione, mentre le donne spesso manifestano un diradamento diffuso con un’incidenza maggiore dopo la menopausa. Dal punto di vista patologico, l’AGA è il risultato di una predisposizione genetica e di disturbi del metabolismo degli androgeni.

Negli individui predisposti, il diidrotestosterone (DHT), un metabolita del testosterone prodotto dalla 5α-reduttasi, si lega ai recettori degli androgeni follicolari, accorciando la fase anagen, prolungando quella telogen e miniaturizzando progressivamente i follicoli piliferi.

Motivazione dello studio e fonti dei dati

Ad oggi, diversi trattamenti per l’AGA sono stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti, tra cui la Finasteride, un inibitore della 5α-reduttasi e il Minoxidil, un vasodilatatore e attivatore follicolare. Entrambi i trattamenti hanno un’efficacia considerevole e profili di sicurezza accettabili; tuttavia, la variabilità interindividuale e i problemi di tollerabilità richiedono lo sviluppo di interventi aggiuntivi con una migliore tollerabilità.

Per la presente meta-analisi, gli autori hanno esaminato studi clinici randomizzati controllati (RCT) pertinenti che valutavano gli integratori alimentari per il trattamento dell’alopecia androgenetica (AGA) provenienti dai principali database medici, tra cui PubMed, Cochrane Library, Embase e Web of Science. Inizialmente sono stati identificati 1.105 studi potenzialmente rilevanti, di cui 19 RCT soddisfacevano tutti i criteri di ammissibilità.

La meta-analisi di rete (NMA) consente il confronto di più interventi all’interno di un unico quadro. Sebbene precedenti NMA riferiscano che gli integratori alimentari migliorano la salute dei capelli nei pazienti con AGA, nessuna NMA ha valutato specificamente gli integratori alimentari per il trattamento dell’AGA. Pertanto, la presente revisione è la prima a valutare sistematicamente l’efficacia e la sicurezza degli integratori alimentari per l’AGA.

I ricercatori hanno analizzato 16 interventi in 19 studi randomizzati controllati (RCT) che hanno coinvolto 1.658 pazienti. Questi studi hanno valutato la densità dei capelli, la densità dei capelli terminali e le valutazioni in cieco dei medici, utilizzando le curve SUCRA (Surface Under the Cumulative Ranking) per guidare le decisioni cliniche.

Strategie di trattamento dietetico dell’AGA

Gli integratori alimentari si sono rivelati promettenti interventi contro l’AGA grazie alla loro origine naturale e ai meccanismi multi-target. L’estratto di Serenoa repens (ESR) e l’olio di semi di zucca (PSO) inibiscono la 5α-reduttasi, mentre i tocotrienoli forniscono protezione antiossidante e gli acidi grassi omega riducono l’infiammazione. Tuttavia, le ridotte dimensioni dei campioni e la mancanza di studi comparativi diretti limitano le conclusioni sulla loro efficacia relativa.

Gli interventi che includevano estratti vegetali (Nutrafol), estratto di mela (AMSbzs e AMS), tocotrienolo, PSO ed estratto composto di Cistanche e Laminaria (MK-R7) hanno superato significativamente il placebo per quanto riguarda la densità dei capelli, con Nutrafol che si è classificato al primo posto con un punteggio SUCRA dell’81,1%.

ALRV5XR, Nutrafol e probiotici hanno migliorato significativamente la densità dei capelli terminali rispetto al placebo, con ALRV5XR al primo posto con il 99%. Le analisi dei sottogruppi hanno suggerito che i miglioramenti nella densità dei capelli terminali potrebbero essere più pronunciati quando gli integratori vengono combinati con agenti topici, sebbene le prove rimangano limitate.

Nelle valutazioni in cieco dei medici, PSO e capsaicina-isoflavoni (CI) hanno ottenuto risultati significativamente migliori rispetto ai controlli, con PSO che si è classificato al livello più alto al 73,1% dopo Finasteride.

Per quanto riguarda il rapporto tra capelli terminali e capelli vellus, non sono state osservate differenze significative tra integratori alimentari e controlli; tuttavia, ALRV5XR, probiotici e Omega 3&6 si sono classificati ai livelli più alti. Il rapporto tra capelli terminali e capelli vellus non ha mostrato differenze statisticamente significative rispetto al placebo o al trattamento convenzionale, sebbene ALRV5XR, probiotici e Omega 3&6 si siano classificati ai livelli più alti nel SUCRA, suggerendo la necessità di studi più ampi per convalidare questi risultati.

Le analisi dei sottogruppi hanno esaminato la modalità di intervento e le caratteristiche della popolazione, tra cui sesso, durata e trattamento con singolo componente rispetto a più componenti, nessuno dei quali è risultato correlato a differenze significative nell’efficacia. Tuttavia, sono emersi diversi effetti moderatori; ad esempio, la combinazione di integratori con terapia topica è stata associata a maggiori miglioramenti osservati nella densità dei capelli terminali, suggerendo una potenziale sinergia sistemica-locale.

Gli integratori alimentari hanno migliorato i risultati clinici in cieco rispetto al placebo, ma non rispetto alla Finasteride, indicando l’idoneità come coadiuvanti piuttosto che come sostituti. In particolare, le donne hanno riscontrato benefici statisticamente significativi nella densità dei capelli terminali con gli integratori, in particolare le donne in menopausa, mentre le maggiori dimensioni dell’effetto osservate tra i partecipanti di sesso maschile non hanno raggiunto la significatività a causa delle dimensioni ridotte del campione.

Spiegano gli autori:

Negli ultimi anni, l’alopecia androgenetica (AGA) è emersa come un significativo problema di salute pubblica a causa della sua elevata prevalenza e della sua natura progressiva. Oltre al progressivo diradamento del cuoio capelluto e alla caduta dei capelli, i pazienti spesso sperimentano disagio psicologico e una riduzione della qualità della vita. Sebbene i trattamenti standard come finasteride e minoxidil siano efficaci, i loro effetti collaterali e i problemi di aderenza alla terapia ne limitano l’uso a lungo termine, rendendo essenziale la ricerca di strategie di intervento sicure e accessibili. Gli integratori alimentari, che si dice promuovano la crescita dei capelli inibendo le vie degli androgeni e migliorando il microambiente follicolare, sono diventati un’opzione interessante sia per i medici che per i pazienti grazie al loro basso costo e alla facilità d’uso. Tuttavia, gli studi esistenti presentano dei limiti, tra cui la diversità degli integratori, le dimensioni ridotte dei campioni e la mancanza di confronti diretti tra i diversi integratori, rendendo poco chiaro il loro confronto in termini di efficacia e sicurezza. Questo studio si propone di utilizzare una meta-analisi di rete (NMA) per confrontare l’efficacia e la sicurezza di vari integratori alimentari in base a risultati quali la densità dei capelli e la densità dei capelli terminali, fornendo un supporto basato sull’evidenza per il processo decisionale clinico“.

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Conclusioni

Le prove esistenti confermano i benefici di vari integratori, tra cui Nutrafol per la densità dei capelli, ALRV5XR per la densità dei capelli terminali e PSO per miglioramenti visibili. Questa efficacia è probabilmente dovuta a diversi meccanismi, tra cui la modulazione degli androgeni, la riduzione dello stress ossidativo e il miglioramento della microcircolazione.

Gli integratori hanno avuto un’efficacia superiore al placebo, ma non ai farmaci da prescrizione, suggerendo la loro potenziale utilità come terapia aggiuntiva. Le donne in postmenopausa hanno tratto i maggiori benefici dal trattamento con integratori, mentre le prove disponibili per gli uomini sono considerate insufficienti. Rispetto alla terapia singola, la terapia combinata con integratori alimentari e agenti topici dimostra la maggiore efficacia osservata.

Tuttavia, la certezza delle prove è stata valutata come bassa per la densità dei capelli terminali e per le valutazioni in cieco dei medici, a causa delle ridotte dimensioni del campione, dell’eterogeneità e della dipendenza da confronti indiretti.

Sebbene gli integratori siano stati per lo più ben tollerati, la maggior parte degli studi è stata a breve termine e la variabilità nella formulazione, nel dosaggio, nella durata e nei co-interventi topici limita la capacità di formulare raccomandazioni cliniche dirette. In futuro, saranno necessari studi randomizzati più ampi e di più lunga durata, con analisi stratificate per sesso, età e popolazioni specifiche, per convalidare l’efficacia e la sicurezza a lungo termine per l’uso clinico standardizzato.

Riferimento: Frontiers in Nutrition

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