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Nuovo test per rilevare gravi infezioni batteriche, tra cui la meningite e la sepsi

Gli scienziati hanno identificato due geni che sono attivati solo quando una persona è affetta da un‘infezione batterica. Questa scoperta potrebbe consentire ai medici di distinguere rapidamente tra una malattia virale o batterica e identificare precocemente i casi di infezioni potenzialmente mortali.

Il team internazionale di scienziati, guidati da ricercatori dell’Imperial College di Londra, ha impiegato i risultati della ricerca per sviluppare un test rapido da utilizzare negli ospedali e ambulatori medici.

Il test consentirebbe la diagnosi precoce di condizioni come la meningite, setticemia o polmonite che sono causate da infezioni batteriche. Tale test potrebbe anche evitare la prescrizione inutile di antibiotici che sono efficaci solo contro i batteri alle persone con infezioni virali e contribuirebbe a combattere la crescente minaccia della resistenza agli antibiotici.

( Vedi anche:Allarme dal rapporto OMS: la resistenza agli antibiotici è una minaccia globale).

Al momento, i medici non hanno alcun metodo rapido per distinguere se una persona è affetta da una malattia batterica o virale. La diagnosi si basa sul prelievo di un campione di sangue o di liquido spinale. Tuttavia questo può richiedere più di 48 ore.

La differenziazione tra virus e batteri è di cruciale importanza. Anche se le infezioni virali sono molto più comuni delle infezioni batteriche, quest’ ultime sono molto più pericolose e possono portare a condizioni mortali come la meningite, setticemia e polmonite.

Il Professor Michael Levin, del Dipartimento di Medicina presso l’Imperial College di Londra,  ha detto: “Anche se questa ricerca è in una fase iniziale, i risultati mostrano che l’infezione batterica può essere distinta da altre cause di febbre, come ad esempio una infezione virale, utilizzando il modello di geni che sono attivi o inattivi in risposta all’infezione. La sfida è ora trasformare i nostri risultati in un test diagnostico che può essere utilizzato nei reparti ospedalieri di emergenza o dal medico di famiglia, per identificare le persone che hanno bisogno di antibiotici “.

Nello studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association ( JAMA ), gli scienziati hanno osservato 240 bambini con una età media di 19 mesi, che sono arrivati negli ospedali con la febbre, da tutto il Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Stati Uniti. Una volta che i bambini sono stati diagnosticati con una infezione virale o batterica con metodi tradizionali, il team ha indagato i geni che erano attivi nelle cellule bianche del sangue dei bambini. Utilizzando un metodo noto come RNA micro array, che misura le variazioni di 48.000 geni simultaneamente utilizzando solo una piccola goccia di sangue di ogni bambino, il team ha scoperto due geni erano attivi nelle infezioni batteriche. Ulteriori test hanno mostrato che questi geni, chiamati IFI44L e FAM89A, possono aiutare a diagnosticare un’ infezione batterica con il 95-100% di precisione.

Il Dr Jethro Herberg, Docente di malattie infettive in età pediatrica presso l’Imperial e co-autore della ricerca ha detto: “Siamo di fronte ad una minaccia crescente di batteri resistenti agli antibiotici. Una grande percentuale di uso di antibiotici è guidata dalla nostra incapacità di distinguere in modo affidabile i bambini con infezione batterica da quelli con infezione virale che non hanno bisogno di antibiotici. La paura di infezioni pericolose per la vita, come la meningite e la setticemia, induce spesso i medici a prescrivere antibiotici. Un test rapido che utilizza i due geni che abbiamo identificato potrebbe trasformare la pratica pediatrica e  permetterci di usare gli antibiotici solo su quei bambini che in realtà hanno un’infezione batterica”.

Il team di ricerca stanno lavorando per confermare i risultati.

Fonte: Imperial College

 


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