Steatosi epatica: composti della cannabis si dimostrano promettenti

Steatosi epatica-immagine:Prof. Joseph (Yossi) Tam. Credit: Tom Barnea

I ricercatori hanno scoperto che i composti non psicoattivi della cannabis, CBD e CBG, possono ridurre significativamente il grasso epatico e migliorare la salute metabolica ella steatosi epatica. Lo studio rivela che questi composti agiscono creando una riserva energetica nel fegato e ripristinando l’attività delle “squadre di pulizia” cellulari per scomporre le scorie nocive. Questi risultati evidenziano un nuovo percorso a base vegetale per il trattamento della malattia epatica cronica più comune al mondo.

Uno studio condotto dal Prof. Joseph (Yossi) Tam, dal Dott. Liad Hinden, dalla dottoranda Radka Kočvarová e dal team di Tam presso la Facoltà di Farmacia della Facoltà di Medicina dell’Università Ebraica di Gerusalemme, ha scoperto che due composti della cannabis potrebbero aiutare a curare la steatosi epatica.

La ricerca, pubblicata sul British Journal of Pharmacology, suggerisce che il cannabidiolo (CBD) e il cannabigerolo (CBG), che non sono psicoattivi e non provocano sballo, possono migliorare la salute del fegato modificando il modo in cui l’organo gestisce l’energia e si depura.

La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) è attualmente la malattia epatica cronica più comune al mondo. Colpisce circa un terzo della popolazione adulta ed è strettamente correlata a obesità, ipertensione e insulino-resistenza.

Sebbene cambiamenti nello stile di vita, come dieta ed esercizio fisico, siano importanti, possono essere difficili da mantenere e sono disponibili pochissimi farmaci approvati per questa condizione. Questo rende la ricerca di nuovi trattamenti una priorità assoluta per gli scienziati.

I ricercatori hanno utilizzato strumenti avanzati per dimostrare che CBD e CBG fanno molto di più che ridurre il grasso. In realtà, aiutano il fegato a funzionare meglio internamente attraverso un processo unico di “rimodellamento metabolico”. Una delle scoperte più importanti è stato l‘impatto sulle riserve energetiche del fegato.

Questi composti aumentano i livelli di fosfocreatina, che agisce come una batteria di riserva per aiutare il fegato a rimanere sano sotto lo stress causato da una dieta ricca di grassi. Si tratta di una scoperta nuova, poiché il fegato di solito non fa molto affidamento su questo specifico sistema energetico.

Inoltre, lo studio ha dimostrato che CBD e CBG ripristinano l’attività delle catepsine. Questi enzimi agiscono come una squadra di pulizia all’interno dei centri di riciclaggio delle cellule, noti come lisosomi. Rimettendo in funzione questa squadra di pulizia, il fegato è più in grado di scomporre ed eliminare grassi e scorie nocive.

I ricercatori hanno anche scoperto che entrambi i trattamenti hanno ridotto significativamente i lipidi nocivi, come i trigliceridi e le ceramidi. Le ceramidi sono particolarmente pericolose perché sono note per contribuire alla resistenza all’insulina e all’infiammazione epatica.

Lo studio ha osservato che, sebbene entrambi i composti fossero efficaci, ciascuno forniva benefici leggermente diversi per la salute metabolica. Sia il CBD che il CBG erano in grado di normalizzare i livelli di zucchero nel sangue e migliorare il modo in cui l’organismo elimina il glucosio.

Tuttavia, il CBG sembra avere un effetto più pronunciato su alcuni parametri. Ha ridotto significativamente la massa grassa corporea e migliorato la sensibilità all’insulina in modo più marcato rispetto al CBD. Il CBG si è dimostrato anche particolarmente efficace nell’abbassare i livelli di colesterolo totale e di colesterolo LDL “cattivo”.

Leggi anche: Steatosi epatica: identificati i 3 fattori di rischio più letali

I nostri risultati identificano un nuovo meccanismo attraverso il quale CBD e CBG migliorano l’energia epatica e la funzione lisosomiale“, afferma il Prof. Joseph Tam. “Questo duplice rimodellamento metabolico contribuisce a migliorare la gestione dei lipidi epatici e indica questi composti come promettenti agenti terapeutici per la MASLD”.

Sebbene questi risultati siano molto incoraggianti, il team sottolinea che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere come queste scoperte possano essere applicate al meglio ai pazienti umani. Questo studio apre una nuova strada all’utilizzo di composti di origine vegetale per il trattamento delle malattie metaboliche, concentrandosi sul modo in cui le cellule gestiscono energia e scorie.

Fonte: Medicalxpress

 

To top