Home Salute Cervello e sistema nervoso Malattie neurodegenerative: nuovi indizi sulla degenerazione degli assoni

Malattie neurodegenerative: nuovi indizi sulla degenerazione degli assoni

Immagine: sezione trasversale di un nervo. Credit: OpenStax college / Wikipedia

L’ identificazione di nuovi meccanismi che portano alla degenerazione degli assoni e alla perdita di comunicazione tra le cellule neuronali, potrebbe portare a future terapie per le malattie neurodegenerative, tra cui il Parkinson e l’Alzheimer.

Gli scienziati dell’Università di Nottingham hanno scoperto che una piccola molecola chiamata mononucleotide nicotinamide (NMN) provoca una reazione a catena di distruzione all’interno dei processi cellulari degli assoni.

La ricerca, pubblicata dalla rivista Cell Reports e condotta da ricercatori della University’s School of Life Sciences , è stata guidata dalla Dott.ssa Laura Conforti e dal dottorando Andrea Loreto.

I neuroni sono straordinari, cellule altamente compartimentate che comunicano e trasmettono segnali elettrici ad altre cellule del corpo attraverso i loro assoni, che sono proiezioni molto lunghe e sottili che costituiscono il 99 per cento del loro volume cellulare.

La loro forma delicata e l’importante funzione, rendono gli assoni molto vulnerabili e sensibili alla degenerazione in una serie di patologie neurodegenerative legate all’età,  il morbo di Parkinson, malattia di Huntington, malattia di Alzheimer, malattia del motoneurone, la sclerosi multipla e nelle lesioni nervose traumatiche. La degenerazione impedisce alle cellule nervose di comunicare tra loro e con altre cellule e spesso causa vari sintomi.

Gli scienziati hanno già pubblicato una ricerca su NMN che è conosciuta come un precursore di nicotinamide adenina dinucleotide (NAD), un coenzima presente in tutte le cellule degli esseri viventi e che è essenziale per la produzione di energia nella cellula.

Questa ricerca ha dimostrato che NMN ha avviato la degenerazione assonale e neurotossicità sia nei neuroni in colture di laboratorio che nei modelli zebrafish di lesioni acute.

Basandosi sul precedente lavoro, il nuovo studio dimostra che NMN negli assoni danneggiati collabora con SARM1, una proteina coinvolta nel sistema immunitario innato – la prima linea di difesa dell’organismo contro potenziali patogeni – che svolge un ruolo chiave nella degenerazione degli assoni e causa una reazione a catena che porta a livelli tossici di calcio e frammentazione degli assoni.

La Dr.ssa Laura Conforti, ha dichiarato: “Questo studio aggiunge un nuovo livello alla nostra comprensione circa il collegamento tra metabolismo NAD e la degenerazione degli assoni e identifica un nuovo ruolo di segnalazione di NMN, una molecola precedentemente conosciuta solo come un precursore di NAD.

“Questa scoperta suggerisce che il controllo dei livelli di NMN e dei segnali a valle che essa evoca, può avere un potenziale terapeutico inaspettato nei disturbi neurologici in cui la degenerazione degli assoni è una causa di fondo”.

“Applicazioni cliniche della nostra ricerca necessitano di ulteriori studi. Tuttavia i nostri risultati identificano giocatori importanti nella catena di eventi che portano alla morte degli assone ed i passaggi che sono i bersagli promettenti per la terapia”.

Fonte:  Andrea Loreto, Michele Di Stefano, Martin Gering and Laura Conforti.Wallerian Degeneration is Executed by an NMN-SARM1-Dependent Late Ca2 Influx but Only Modestly Influenced by Mitochondria. Cell Reports, December 2015 DOI: 10.1016/j.celrep.2015.11.032

 


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