Gli antibiotici possono predisporre l’intestino alle infezioni

antibiotici

Gli scienziati dell’Università di Manchester hanno dimostrato per la prima volta come gli antibiotici possono predisporre l’intestino alle infezioni che scatenano la malattia intestinale nei topi.

Il team, guidato dalla Dr.ssa Elizabeth Mann, ha anche dimostrato che le sostanze derivate dalla fibra prevengono questo danno all’intestino, suggerendo che una dieta ricca di fibre potrebbe essere utile se assunta durante e dopo un ciclo di antibiotici.

La ricerca, pubblicata su Science Translational Medicine, è stata finanziata dal Wellcome Trust e dal Medical Research Council.

I ricercatori hanno testato antibiotici ad ampio spettro sui topi per valutare il loro impatto sul microbiota intestinale, la comunità di microbi che vivono nel tratto gastrointestinale.

Dopo un corso di antibiotici di una settimana, è iniziata nei topi, una reazione immunitaria dannosa che è durata almeno 2 mesi, l’equivalente secondo i ricercatori, di molti anni nell’uomo.

Dopo la reazione immunitaria, un numero significativamente minore di batteri benefici per l’intestino, che producono “acidi grassi a catena corta“, sono ricresciuti.

( Vedi anche: I probiotici e gli antibiotici creano una combinazione assassina).

Tuttavia, gli acidi grassi a catena corta, prodotti dalla fermentazione delle fibre alimentari dai microrganismi che vivono nell’intestino, potrebbero prevenire la risposta immunitaria dannosa.

“L’ evidenza epidemiologica collega già gli antibiotici somministrati a neonati e bambini piccoli, quando il sistema immunitario è ancora in fase di sviluppo, a malattie infiammatorie intestinali, asma, psoriasi e altre malattie infiammatorie più avanti nella vita“, ha detto il Dott. Mann che di recente ha lanciato l’Istituto di Immunologia e Infiammazione Lydia Becker.

Dice il ricercatore: ” Fino ad ora è stato difficile determinare la causa e l’effetto, in particolare per il lasso di tempo che intercorre tra l’assunzione di antibiotici e lo sviluppo della malattia più tardi nella vita. Questo studio aiuta a spiegare il legame tra antibiotici e malattia infiammatoria intestinale, attraverso la comprensione dei processi biologici coinvolti. La malattia infiammatoria intestinale in particolare, ha molteplici cause, ma uno dei fattori scatenanti in molte persone sono le infezioni come Salmonella o E. coli. Dimostriamo che dopo l’assunzione di antibiotici, i topi sono più sensibili a questi tipi di infezioni e attivano la corretta risposta immunitaria per combatterle”.

L’intestino è la più grande fonte di batteri del corpo, dove vivono migliaia di miliardi di batteri innocui che lavorano per il mantenimento di un sistema immunitario sano.

Tuttavia, quando gli antibiotici vengono assunti per via orale, riducono una massiccia comunità di batteri nell’intestino. “Non tutti i pazienti che assumono antibiotici avranno queste malattie e questo perché la maggior parte delle persone ha bisogno di una predisposizione genetica per svilupparle. E’ molto importante che i pazienti continuino ad assumere gli antibiotici poiché questi farmaci sono fondamentali per eliminare le infezioni batteriche che possono persistere e causare seri problemi di salute se non trattate. Ma quello che stiamo dicendo è che gli antibiotici devono essere prescritti solo quando assolutamente necessari per curare le infezioni batteriche. Gli antibiotici, ad esempio, sono inutili contro le infezioni virali come quelle che causano il raffreddore, l’influenza e molte infezioni al torace“.

Fonte: Science Translational Medicine

Altri articoli su antibiotici