La dilatazione delle arterie, non le ostruzioni, è collegata a un ictus comune

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Ictus-immagine Credit: Pixabay/CC0 Public Domain

Gli scienziati hanno scoperto nuove prove che mettono in discussione convinzioni consolidate sulle cause di un tipo comune di ictus, offrendo indizi sul perché i trattamenti più diffusi potrebbero non essere efficaci. Lo studio ha rilevato che l’accumulo di depositi di grasso nelle arterie non sembra essere la causa dell’ictus ischemico lacunare, che rappresenta circa un quarto di tutti gli ictus ischemici – ictus causati dall’ostruzione di un vaso sanguigno – che si verificano ogni anno nel Regno Unito.

Nuovo responsabile vascolare degli ictus

I ricercatori hanno invece identificato una diversa anomalia vascolare – l’ingrossamento e la dilatazione delle arterie nel cervello – strettamente correlata all’ictus lacunare.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Circulation.

Secondo gli esperti, i risultati contribuiscono a spiegare perché l’aspirina e altri farmaci antiaggreganti piastrinici, comunemente usati per prevenire l’ictus, non siano altrettanto efficaci nella prevenzione dell’ictus ischemico lacunare.

Modalità di conduzione dello studio

I risultati stanno ora contribuendo a definire nuovi approcci terapeutici, tra cui il LACunar Intervention Trial 3 (LACI-3), che sta testando farmaci che agiscono direttamente sui piccoli vasi sanguigni del cervello.

L’ictus lacunare è causato da un danno ai vasi sanguigni più piccoli del cervello, una condizione nota come malattia dei piccoli vasi, ed è una delle principali cause di disabilità, declino cognitivo, demenza e ulteriori ictus. Tuttavia, le sue cause sottostanti rimangono ancora poco chiare, limitando i progressi nello sviluppo di trattamenti efficaci.

Per approfondire questo aspetto, i ricercatori dell’Università di Edimburgo, del UK Dementia Research Institute e i loro collaboratori, hanno studiato 229 pazienti che avevano subito un ictus lacunare o un ictus non lacunare di lieve entità.

I partecipanti sono stati sottoposti a valutazioni cliniche e cognitive, nonché a risonanze magnetiche cerebrali al momento dell’ictus e nuovamente un anno dopo. Queste scansioni hanno permesso ai ricercatori di monitorare il tipo di ictus, i segni di malattia dei piccoli vasi e le nuove aree di danno cerebrale.

Hanno confrontato il restringimento delle grandi arterie dovuto all’accumulo di grasso con l’allargamento e l’allungamento delle arterie nel cervello.

Principali risultati sulle modifiche delle arterie

Lo studio ha rilevato che il restringimento delle grandi arterie non era correlato all’ictus lacunare o alla malattia dei piccoli vasi. Era più comune in altri tipi di ictus e non prediceva nuove aree di danno cerebrale nelle scansioni di controllo.

Al contrario, la dilatazione delle arterie ha mostrato una forte correlazione con la patologia lacunare. I pazienti con questa caratteristica avevano una probabilità quattro volte maggiore di subire un ictus lacunare.

L’allargamento delle arterie è stato inoltre associato a una maggiore incidenza di malattie dei piccoli vasi, a un più rapido peggioramento del danno cerebrale e a un rischio più elevato di sviluppare nuovi ictus “silenti”, ovvero piccole aree di danno al tessuto cerebrale causate da un’interruzione dell’afflusso di sangue, che possono verificarsi senza sintomi evidenti.

Oltre un partecipante su quattro ha sviluppato questi ictus silenti durante lo studio, nonostante avesse ricevuto trattamenti standard per prevenire ulteriori ictus.

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Implicazioni per i trattamenti futuri

I ricercatori affermano che i trattamenti futuri dovrebbero invece mirare al danno sottostante dei piccoli vasi sanguigni. Studi clinici come LACI-3 stanno attualmente verificando se farmaci già esistenti, tra cui il Cilostazolo e l’lsosorbide mononitrato, possano proteggere il cervello, ridurre il rischio di ulteriori ictus e contribuire a prevenire problemi di memoria, mobilità e demenza dopo un ictus lacunare.

Joanna Wardlaw, Prof.ssa di neuroimaging applicato presso l’Istituto di neuroscienze e malattie cardiovascolari dell’Università di Edimburgo e responsabile di gruppo presso l’Istituto di ricerca sulla demenza del Regno Unito, ha affermato:

Questo studio fornisce solide prove del fatto che l’ictus lacunare non è causato da un’ostruzione grassa delle arterie più grandi, bensì da una patologia dei piccoli vasi all’interno del cervello stesso. Riconoscere questa distinzione è fondamentale, perché spiega perché i trattamenti convenzionali come i farmaci antiaggreganti piastrinici non sono altrettanto efficaci per questo tipo di ictus e sottolinea l’urgente necessità di sviluppare nuove terapie che agiscano sul danno microvascolare sottostante”.

Fonte: Circulation 

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